WEC - Ecco perchè Le Mans non basta più per vincere il Mondiale
"Questa stagione è stata davvero triste". Sono le dichiarazioni di un deluso David Floury, direttore tecnico di Toyota Gazoo Racing, subito dopo la 6 Ore di San Paolo della stagione appena conclusa. All'epoca le due GR010 Hybrid erano ancora a quota zero podi, il che giustifica la frustrazione del tecnico. Ma analizzando la stagione è evidente che qualcosa non ha funzionato, soprattutto per le vetture giapponesi. Il BoP è il problema principale del WEC? Per il 2026 è stato annunciato un BoP aggiornato e semplificato, che dovrebbe andare in contro ai problemi e alle criticità emerse nell'ultimo periodo. Assieme a quest'ultimo l'anno prossimo Cadillac, BMW e Alpine verranno aggiornate, spendendo così dei Joker disponibili per il periodo di omologazione della vettura.
WEC - Tutti alla ricerca della massima efficienza aerodinamica: il BoP non basta
La chiave sta nel riuscire a generare quanto più carico possibile, arrivando al limite imposto dal regolamento. Alpine aveva puntato tutto sulla riduzione della resistenza all'avanzamento, mettendo nel mirino Le Mans. Il BoP a due velocità, tuttavia, ha reso obbligatorio un cambio di rotta per i francesi. Dalle prime immagini si intravedono delle modifiche ai deflettori anteriori della A424 aggiornata, in pista a Jerez. Alcuni costruttori sono stati obbligati ad agire proprio sulla velocità massima, tra cui Cadillac e Toyota, avendo accusato il colpo alla 24 Ore di Le Mans (analisi aggiornamenti Cadillac e Toyota) e quindi procedendo a diminuire la resistenza all'avanzamento tramite un riposizionamento delle ali e una revisione delle sezioni frontali. I piloti Cadillac hanno parlato tendenzialmente bene del pacchetto Evo della vettura. Jack Aitken, neopromosso nel WEC con Jota, ha espresso un cauto ottimismo al termine dei test a Daytona: "Il lancio del nuovo pacchetto è andato liscio, il che è una sorpresa. Abbiamo ripreso da dove avevamo smesso l'anno scorso, diciamo che le caratteristiche sono più o meno le stesse. Stiamo ancora cercando di lavorare su dettagli complessi del pacchetto". Della stessa idea Ricky Taylor: "Abbiamo semplicemente ripreso da dove avevamo lasciato, con un margine di miglioramento". Ferrari ha fatto un lavoro simile, concentrandosi sull'estrarre quanta più performance possibile dalle 499P. Ne ha parlato Antonello Coletta, intervistato da Motorsport in occasione delle Endurance Award Cerimony: "Con la nuova galleria del vento in America tutti i parametri di performance sono stati riscritti e ci sarà un riallineamento di tutte le vetture, per cui dovremo lavorare su quello che sta emergendo da queste nuove sessioni che sono appena terminate".
WEC - Un nuovo BoP in arrivo nel 2026
Nonostante tutto, però, l'aspetto maggiormente discusso non è la gestione della performance, ma il BoP. A Endurance24 Pierre Fillon, presidente ACO, ha ammesso al Fuji che il sistema utilizzato per la stagione 2025 non ha funzionato. "Penso che non dovremmo più parlare del BoP, ma della gestione della performance. Rivoluzioneremo il sistema per il 2026. Tutti gli addetti stanno lavorando con i tecnici delle squadre per creare qualcosa di più semplice per il prossimo anno", ha affermato il francese. Come fa notare lo stesso, in qualifica i gap tra le vetture sono sempre stati ridotti, il che è positivo, ma sulla lunga distanza le cose non sono sempre andate per il verso giusto. "Ci sono stati troppi distacchi durante la gara, questo è quello che non ha funzionato. Non è il BoP in sè ad essere il problema, ma il processo utilizzato. Il BoP rappresenta il 30% del risultato". Sono proprio le ultime parole usate dal presidente ad essere un po' controverse. Tutt'oggi il BoP rappresenta più del 30% del risultato, con una percentuale sicuramente superiore al 50%. Toyota ci ha dimostrato come non basta da sola la capacità di gestire le prestazioni e l'attività in pista, ma bensì in una griglia così ravvicinata e compatta proprio il BoP è parte integrante del risultato finale. I nipponici hanno sempre potuto sfruttare una vettura con un'ottima finestra operativa, che permetteva alla GR010 di essere competitiva persino con un BoP avverso. Questa stagione le prestazioni delle altre vetture sono cresciute, il che ha portato ad una significativa riduzione della rilevanza del loro vantaggio prestazionale 'orizzontale'. Avere a disposizione una 'coperta lunga' a livello di setup è fondamentale per garantire che la vettura operi nel picco prestazionale in tutte le condizioni. Però, come visto quest'anno, questo vantaggio può non essere abbastanza. Lo era agli albori della categoria, con molte vetture giovani e in cerca del proprio potenziale, ma non al termine della terza stagione. Ferrari ha fatto un salto prestazionale davvero notevole con le 499P durante l'inverno, in un certo senso prendendo alla sprovvista FIA e ACO, il che ha permesso alle vetture italiane di firmare una tripletta storica in Qatar, pista inizialmente ostica per i prototipi di Cannizzo.
Crediti Foto: Toyota, Ferrari