Ferrari SF-26 Bahrain
Lewis Hamilton a bordo della Ferrari SF-26 nei test del Bahrain

Nel paddock la suggestione di un titolo mondiale di Lewis Hamilton con la Scuderia Ferrari continua ad alimentare aspettative. Ma c’è chi, pur affascinato dall’idea, invita a non farsi trascinare dall’entusiasmo. È il caso di Juan Pablo Montoya, che ha espresso una valutazione netta sulla competitività del Cavallino Rampante all’alba del nuovo contesto tecnico che dovrebbe avere l’effetto della tabula rasa: si parte tutti da zero. Ciononostante, l’ex Williams resta guardingo, memore delle lezioni del passato. 

L’ex pilota colombiano, oggi opinionista, non ha nascosto una certa distanza tra il piano emotivo e quello razionale. Da una parte il desiderio di assistere a un’impresa che avrebbe un peso storico gigantesco; dall’altra la lettura fredda di una squadra che negli ultimi anni non è riuscita a garantire continuità tecnica e gestionale.

L'ex pilota di Formula 1 Juan Pablo Montoya

Un desiderio che si scontra con la realtà

Intervistato da Vision4Sport, Montoya ha espresso un giudizio senza sfumature, che fotografa la sua posizione con estrema chiarezza: “La Ferrari non sarà competitiva, è difficile immaginare che possa succedere. Ogni anno è la stessa storia, è difficile credere che riusciranno a mettere tutto insieme non riesco proprio a immaginarlo. Mi piacerebbe poter dire di sì, perché mi piacerebbe vedere Lewis Hamilton diventare campione del mondo con la Ferrari. Penso che sarebbe fantastico. Ma è difficile credere che ci riusciranno davvero. Il Mondiale lo vincerà George Russell e la Mercedes vincerà il titolo Costruttori”.

Parole poco interpretabili tanto solo lapalissiane. Juan Pablo riconosce apertamente il fascino sportivo di un eventuale titolo di Hamilton in rosso, ma lo separa con decisione dalla probabilità che ciò accada. Il riferimento alla difficoltà di “mettere tutto insieme” richiama implicitamente le criticità strutturali che hanno caratterizzato le ultime stagioni del Cavallino: sviluppo tecnico non sempre lineare, gestione strategica altalenante, incapacità di capitalizzare le finestre favorevoli. La storia che pesa come una lastra marmorea nelle cogitazioni dell'ex driver.

Lewis Hamilton, Ferrari SF-26
Lewis Hamilton guida la Ferrari SF-26 nei test del Bahrain

Ferrari? No, Russell e Mercedes favoriti secondo Montoya

Nel suo pronostico, Montoya non si limita a esprimere scetticismo sulla Ferrari, ma individua con precisione il possibile scenario iridato. Per il colombiano, il titolo Piloti andrà a George Russell, mentre tra i Costruttori prevarrà la Stella a Tre Punte.

È una previsione che rafforza l’idea di una Mercedes forte, strutturata e pronta a capitalizzare il proprio potenziale tecnico. In questa lettura, Hamilton rappresenterebbe l’elemento romantico della narrazione, mentre Russell incarnerebbe la proiezione più concreta e sostenibile nel medio periodo.

George Russell Mercedes
George Russell nel box della Mercedes

La posizione di Montoya, in definitiva, si colloca su un crinale sottile: da un lato l’ammirazione per un campione oniricamente capace di riscrivere la storia in rosso; dall’altro la consapevolezza che il contesto tecnico e organizzativo della Ferrari, almeno finora, non ha offerto garanzie sufficienti per immaginare un ribaltamento degli equilibri. È una visione dura, ma coerente con un’analisi che privilegia i fatti rispetto ai desideri.

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