Ferrari SF-26: a Miami parte l’inseguimento. Il mondiale non è già archiviato
La Formula 1 torna in azione. Maranello vuole dimostrare di aver svolto per bene i compiti a casa mettendo pressione alla Mercedes e provando a riaprire un campionato che troppi considerano archiviato

Finalmente si riaccende il motore del mondiale. Possiamo scriverlo: “It’s Race Week!”. Il ritorno in pista coincide con il Gran Premio di Miami (leggi il programma completo), appuntamento che assume un peso rilevante, ben superiore a quello originario considerando la mole di novità che introduce.
Doveva essere il sesto round stagionale, sarà invece il quarto, a seguito dello stop - chissà se definitivo - dei Gran Premi di Gran Premio dell'Arabia Saudita e del Gran Premio del Bahrain, cancellati per via delle tensioni internazionali.

F1: un mese di “inattiva attività”
Il lungo intervallo di oltre un mese ha ridefinito equilibri e priorità. La Formula 1 non è rimasta immobile: sul piano regolamentare sono state introdotte nuove linee guida sull’utilizzo delle power unit, mentre sul fronte tecnico i team hanno sfruttato ogni margine operativo disponibile per accelerare lo sviluppo.
In questo contesto, la Ferrari arriva in Florida con un pacchetto evolutivo articolato. Il filming day di Monza ha offerto un primo riscontro dinamico su una vettura rivista in più aree: ala posteriore aggiornata - la cosiddetta “macarena” - fondo modificato e interventi localizzati nella zona delle pance. Soluzioni che portano la firma della struttura tecnica guidata da Loic Serra e che rappresentano un tentativo concreto di recupero prestazionale.
Parallelamente, il lavoro svolto dal gruppo di Maranello è stato intenso anche sul piano metodologico. I test Pirelli sul bagnato hanno fornito ulteriori dati, mentre l’attività su simulatore e CFD è stata incrementata per affinare la correlazione tra mondo virtuale e pista. Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno sostenuto un programma di lavoro esteso, alternando sessioni al volante e sviluppo al simulatore, con l’obiettivo di ridurre un gap era parso evidente.

Il nodo principale, infatti, rimane la power unit. È lì che si concentra il ritardo nei confronti della Mercedes, attuale riferimento tecnico del campionato. In attesa di eventuali benefici derivanti dalle modifiche regolamentari previste - inclusa la revisione delle metodologie di misurazione dei rapporti di compressione attesa per giugno - il Cavallino Rampante è chiamato a massimizzare il potenziale di telaio e aerodinamica.
Ferrari SF-26: la doppietta Miami-Montreal dirà molto sul campionato rosso
Miami diventa quindi un banco di prova. Il formato Sprint, con una sola sessione di prove libere estesa a 90 minuti, limiterà il tempo a disposizione, ma offrirà al contempo un contesto ad alta densità di dati. L’intero weekend sarà utilizzato come un laboratorio competitivo: verificare l’efficacia del nuovo pacchetto e validare la correlazione tra simulazioni e comportamento reale della SF-26. Non c’è solo Mercedes nel mirino.
La crescita della McLaren, apparsa particolarmente solida nell’ultimo appuntamento del Gran Premio del Giappone, impone attenzione anche nella difesa della seconda posizione nel quadro prestazionale. Woking, come ha spiegato Rob Marshall, è in procinto di presentare novità per la gara americana.

A complicare ulteriormente il quadro, come abbiamo anticipato, le nuove procedure di partenza rischiano di neutralizzare uno dei punti di forza mostrati fin qui dalla Ferrari. Un fattore che rende ancora più urgente trovare performance altrove, in attesa che si sblocchino anche i margini concessi sul fronte propulsivo. Leggasi attivazione dell'ADUO.
Il doppio appuntamento nordamericano - Miami e Canada - assume quindi la forma di uno spartiacque. Il distacco dalla vetta non è ancora compromettente, ma richiede una risposta immediata. Se in Florida la SF-26 dimostrerà di aver ridotto il divario, il mondiale potrebbe riaprirsi in termini concreti. In caso contrario, il rischio è che la traiettoria del campionato si cristallizzi prematuramente.
Ferrari arriva a Miami con un obiettivo chiaro: trasformare un pacchetto tecnico promettente in prestazione reale. Solo la pista dirà se si tratta di un punto di svolta o dell’ennesimo tentativo di inseguimento.