In Inghilterra c'è anche chi punta sulla Ferrari iridata
Quando si parla di Maranello non sempre c'è fiducia in terra d'Albione. Ma c'è anche chi spera che la rossa ruggisca all'alba della nuova era normativa della F1

Vi avevamo dato conto dello scettiscismo giungente dalla Gran Bretagna sulla vera potenzialità della Ferrari in chiave iridata: Johnny Herbert non si era detto convinto che Maranello avesse la struttura per potersela giocare coi team che negli ultimi tempi hanno dettato legge in Formula 1. Ma la "perfida Albione” sa essere anche magnanima visto che qualcuno che crede nelle potenzialità della Scuderia esiste ancora.

Bernie Ecclestone punta sulla Ferrari
Intervistato da RTL/ntv e Sport.de, l’ex deus ex machina della uno della Formula 1 ha indicato proprio nel Cavallino Rampante un possibile fattore di equilibrio e interesse per l’intero sistema. “Attenzione alla Ferrari! Spero che la Ferrari abbia voce in capitolo. Sarebbe un bene per la Formula 1 se la Ferrari diventasse campione del mondo”.
Parole che, al di là dell’effetto suggestivo, si inseriscono in una riflessione più ampia sull’ecosistema della categoria. La Ferrari non è solo una squadra: è un asset strategico per la narrazione globale della Formula 1, un marchio identitario che influenza audience, sponsor e mercati. Un mondiale vinto in rosso avrebbe inevitabilmente un impatto sistemico, sia in termini commerciali sia sotto il profilo della legittimazione sportiva del campionato.
Il peso della Ferrari
Ecclestone, da sempre attento agli equilibri politici, economici e industriali del paddock, sa bene quanto il peso specifico della Ferrari incida nelle dinamiche interne del Circus. Il suo auspicio non è soltanto romantico: è anche funzionale a un’idea di Formula 1 in cui il brand storico per eccellenza torni al centro della competizione.
Nel suo intervento, l’ex manager britannico ha poi allargato lo sguardo al tema piloti, soffermandosi su Lewis Hamilton, impegnato nella rincorsa all’ottavo titolo mondiale, un traguardo che lo proietterebbe in una dimensione statistica senza precedenti. “Non vuole arrendersi, non vuole smettere senza avercela fatta. Forse quest’anno ce la farà. Sarebbe una bella storia”.

Il riferimento è chiaro: la narrativa di un Hamilton capace di conquistare l’ottavo mondiale avrebbe un valore simbolico tracimante. E se quell’impresa dovesse maturare in rosso, l’effetto combinato tra il peso del pilota e quello della Scuderia amplificherebbe ulteriormente la portata dell’evento.
Anche in una Formula 1 sempre più globalizzata e industrializzata, le storie restano un elemento centrale del prodotto. Ecclestone, che del prodotto F1 è stato l’architetto per decenni, sembra ricordarlo a tutti: una Ferrari campione del mondo non sarebbe solo un fatto sportivo, ma un acceleratore narrativo e commerciale per l’intero campionato.
E così, mentre il dibattito tecnico e politico continua ad animare il paddock, dall’Inghilterra arriva un messaggio netto: qualcuno che crede ancora nella Ferrari c’è. E non è una voce marginale.