Max Verstappen, Red Bull
Max Verstappen nel 2014

C’è un confine tra il risentimento e la censura. Oggi Max Verstappen quella soglia l'ha superata abbondantemente in conferenza stampa. I fatti vanno spiegati e contestualizzati. Il quattro volte campione del mondo si è rifiutato di iniziare il suo incontro con i giornalisti nel media day che precede il Gran Premio del Giappone, fin quando il giornalista Gilles Richards non se ne fosse andato.

Red Bull F1 Max Verstappen
Max Verstappen

Max Verstappen - Gp Spagna 2025, l'evento "incriminato"

Qual era la colpa di Richards? Quella di aver posto, l’anno scorso, in occasione del Gran Premio di Abu Dhabi, una domanda all’olandese: se l’errore commesso nel Gran Premio di Spagna (contatto con George Russell poi sanzionato dai commissari, ndr) gli fosse costato il campionato del mondo. 

Una domanda normale, nemmeno maliziosa, semplicemente fatta da un professionista che sta svolgendo il suo lavoro e che chiede a un pilota che sta lottando fino all’ultimo istante e all’ultima curva per il titolo mondiale se una determinata gara ha potuto avere un peso nell’economia del campionato. Nessuno dovrebbe saltare dalla sedia e nessuno dovrebbe indignarsi per un quesito così semplice, posto da un giornalista nell’esercizio delle sue funzioni.

Max Verstappen, già all’epoca non la prese bene e risultò evidentemente piccato. La cosa ancora più grave è che ha covato questa rabbia per quattro mesi, fino a che, alla prima occasione, non ha messo alla porta il giornalista per cominciare il suo soliloquio pre-GP. Non è che avesse da dire qualcosa di particolare: ha parlato della Red Bull, delle regole della Formula 1, dei soliti temi che precedono un weekend di gara. Nulla di trascendentale: Verstappen non ci ha spiegato il senso della vita né è sceso in questioni filosofiche più profonde.

Max Verstappen
Verstappen che si allontana dalla sua Red Bull RB22, a Shanghai

Max Verstappen: la censura non è una risposta accettabile

Quello dell'olandese è stato un atteggiamento censorio che non può essere tollerato. La Formula 1, come ogni altro contesto competitivo, è un luogo in cui i valori dello sport e anche del confronto con gli addetti ai lavori devono essere tutelati. Verstappen ha inteso invece rimuovere un personaggio che ritiene scomodo solo per una domanda normale.

Ci chiediamo: è tollerabile che la FIA, visto che si tratta di conferenze svolte in ambito federale, ma anche la Formula One Management, quindi Liberty Media, possano consentire questo tipo di atteggiamento? Max può dire tutto, può criticare la Formula 1 - e lo fa lecitamente, con argomentazioni spesso valide - ma in questo caso ha superato il confine.

A Max Verstappen, grandissimo pilota e degno quattro volte campione del mondo, non può essere concesso ogni tipo di salvacondotto. Già in passato, in pista, alcuni atteggiamenti sopra le righe sono stati tollerati. Ora è tempo che si ponga un freno, perché la libertà di parola non può coincidere con la censura e con l’allontanamento preventivo di un professionista che è lì nel pieno diritto di svolgere le sue mansioni e di fare domande.

No, Max, non puoi decidere chi siede e chi non siede in conferenza stampa. Questa è una caduta di stile inaccettabile che Formulacritica denuncia con forza. Max, cresci!

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