Ferrari SF-26 Canada - Lewis Hamilton
Lewis Hamilton durante le qualifiche del Gran Premio del Canada

La fotografia restituita dalle qualifiche del GP del Canada è piuttosto severa per la Ferrari. Un quinto posto e un ottavo posto rappresentano un bilancio difficile da accettare per una squadra che continua a inseguire una dimensione competitiva stabile e che invece, anche a Montreal, ha mostrato tutti i limiti di una SF-26 ancora estremamente complicata da interpretare.

A colpire non è soltanto il risultato in sé, ma soprattutto il modo in cui è maturato. Stavolta sarà Lewis Hamilton a partire davanti a Charles Leclerc, con il monegasco apparso in evidente difficoltà lungo tutto il weekend. Lo stesso monegasco ha ammesso apertamente di non aver mai trovato feeling con la monoposto, raccontando una continua ricerca di compromessi tra assetto e stile di guida su un tracciato che, lo si sapeva, avrebbe dovuto rappresentare uno degli esami più delicati dell’anno per la Rossa.

Ed è proprio questo il nodo centrale. La Ferrari continua a vivere weekend nei quali la competitività sembra dipendere più dalla capacità di limitare i danni che da una reale possibilità di imporre il proprio passo. In termini cronometrici il distacco non è enorme, perché il gruppo resta molto compatto, ma la classifica racconta un’altra storia. Quando ci si ritrova stabilmente dietro Mercedes e ormai anche dietro McLaren, il problema non è più il singolo decimo: è la gerarchia tecnica che si sta consolidando.

Antonelli canada
Kimi Antonelli, GP Canada 2026

Mercedes detta il ritmo, McLaren consolida il sorpasso

Anche in Canada la W17 ha ribadito di essere il riferimento assoluto. Il duello tra George Russell e Andrea Kimi Antonelli, acceso già nella sprint race, ha confermato la solidità della vettura anglotedesca in ogni condizione. La sensazione è che il team di Brackley abbia raggiunto una finestra di funzionamento molto più ampia rispetto alla concorrenza, riuscendo a interpretare meglio sia le gomme sia le variazioni climatiche.

Ma se Mercedes ormai appare irraggiungibile, il dato forse più significativo riguarda McLaren. La squadra di Woking non è più una presenza episodica davanti alla Ferrari: è diventata con continuità la seconda forza del mondiale. E questo cambia completamente la prospettiva della Scuderia di Maranello.

La SF-26 non sembra possedere quella base tecnica che permetta ai piloti di estrarre prestazione con naturalezza. Ogni weekend diventa una ricerca affannosa della quadra ideale, mentre gli avversari sembrano avere vetture molto più intuitive e prevedibili. Leclerc stesso ha lasciato trasparire una certa esasperazione nel descrivere una monoposto che continua a sfuggirgli di mano sul piano del feeling.

GP Canada: Hamilton e quella condanna chiamata terza fila
Lewis in pista al GP del Canada

Ferrari - Vasseur parla di occasione, ma il linguaggio del corpo racconta altro

La grande variabile della gara sarà il meteo. La direzione gara ha dichiarato gara bagnata e le probabilità di pioggia superano il 40%. Un elemento che potrebbe rimescolare le carte, soprattutto considerando le temperature decisamente più basse rispetto allo scorso anno e l’utilizzo di mescole più dure.

L’anticipo del GP canadese di oltre un mese ha infatti costretto i team a lavorare in condizioni climatiche anomale, e Fred Vasseur ha sottolineato proprio questo aspetto nel commentare le qualifiche. Il team principal della Ferrari ha parlato apertamente di delusione per il risultato, ribadendo però che in gara tutto potrebbe cambiare.

Eppure, più delle parole, colpiscono le sensazioni trasmesse. La mimica corporea, le espressioni facciali, il modo stesso di articolare certi concetti restituiscono l’immagine di una Ferrari che non sembra realmente convinta di poter sfruttare queste variabili a proprio vantaggio.

Vasseur ha definito freddo e pioggia una “sfida per tutti”, evitando di presentarle come un’opportunità concreta per la Ferrari. Qui emerge una percezione piuttosto netta: la Rossa sembra affrontare questa gara affidandosi più agli eventi esterni che alla propria forza strutturale.

Ferrari Miami
Fred Vasseur sovraintende alle ultime operazioni in griglia prima della partenza del Gp di Miami

La Ferrari di oggi appare come un team in attesa dell’occasione giusta, dell’episodio favorevole, della variabile che possa improvvisamente cambiare lo scenario. Non una squadra capace di costruire autonomamente la vittoria attraverso superiorità tecnica e gestione della corsa.

Il podio resta teoricamente possibile, ma per raggiungerlo servirà superare almeno due McLaren oppure sperare che davanti accada qualcosa di imprevedibile. Ed è proprio questo il punto più delicato della situazione Ferrari: la sensazione crescente di non essere padrona del proprio destino.

La gara scatterà alle 22 italiane e il meteo potrebbe effettivamente trasformare Montreal in una lotteria strategica. Ma la percezione che accompagna la Rossa verso il semaforo verde è quella di una squadra che si presenta con mestizia, quasi in attesa che siano gli altri a sbagliare per poter raccogliere qualcosa. Una condizione psicologica che, forse più dei distacchi cronometrici, racconta oggi il vero stato della Scuderia di Maranello.


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