F1 - Aston Martin AMR26-Honda: l’inizio di una lunga scalata
Il team inglese e la casa nipponica hanno vissuto il primo weekend ufficiale insieme in totale sofferenza. Ma si intravede la luce in fondo al tunnel

Il GP d’Australia di F1 per l’Aston Martin e la sua AMR26 e per la Honda, è stato vissuto come una sessione di test extra, piuttosto che un vero e proprio Gran Premio, tra continui stop ai box e rientri in pista per entrambi i piloti Fernando Alonso e Lance Stroll. Dopo la corsa, il presidente di Honda Racing (HRC) Koji Watanabe ha parlato della situazione attuale, delle sfide e dei progressi nei miglioramenti.
Watanabe ha valutato onestamente il risultato come “molto severo”, ma ha anche evidenziato aspetti positivi: “Se guardiamo solo a questa gara, è un risultato molto duro, ma in alcune parti ho percepito un potenziale che può portare a sviluppi futuri”.

Segni di miglioramento sul problema delle vibrazioni
Riguardo alle vibrazioni attorno alla batteria e al motore, una preoccupazione fin da prima dell'inizio della stagione, le contromisure introdotte stanno iniziando a dare effetti. “Abbiamo portato soluzioni per ridurre le vibrazioni su batteria e motore, e abbiamo confermato che stanno avendo un effetto considerevole. Grazie a questo, siamo riusciti a completare un certo numero di giri”, dichiara Watanabe.
Anche il feedback dei piloti ha confermato il miglioramento. “Ho parlato con i piloti delle vibrazioni: rispetto ai test in Bahrain, la sensazione è notevolmente migliorata. Stroll ha detto che si è “ridotta circa della metà”".
Tuttavia, al momento la power unit non può essere utilizzata al massimo delle sue prestazioni. «Stiamo ancora applicando limitazioni all'uso della PU”, puntualizza il dirigente, per poi continuare “non siamo ancora in una fase in cui si possa giudicare le prestazioni della PU o della vettura; non la stiamo ancora usando al suo pieno potenziale”.
Da ora in poi analizzeranno i dati numerici sulle vibrazioni e rafforzeranno la collaborazione con il lato telaio per proseguire con le contromisure. “Vogliamo procedere con le contromisure integrando non solo le sensazioni dei piloti, ma anche l'analisi dei dati numerici, lavorando come un unico team con il lato vettura” conclude il Presidente della HRC.

Il problema si è manifestato dopo il montaggio sulla vettura
Una caratteristica di questo problema di vibrazioni è che non si presentava con la PU da sola ad operare al banco, ma si è amplificato dopo il montaggio sulla vettura. “Naturalmente c'è una certa vibrazione nel motore, ma al banco prova era entro i limiti accettabili. Tuttavia, una volta montata sulla vettura, sono emersi valori anomali che hanno raggiunto un livello in grado di danneggiare la PU e il motore. Questo è successo in Bahrain”, racconta Watanabe.
Nel tempo limitato prima dell'inizio della stagione hanno verificato diverse soluzioni, e una di queste ha funzionato in questa occasione. “Abbiamo provato diverse opzioni sul real vehicle dyno (VTT) di Sakura, e una di esse ha avuto successo. Naturalmente non è ancora perfetto, ma c'è un miglioramento significativo”.

Il ritiro di Alonso e l’obiettivo “Suzuka”
Per quanto riguarda il ritiro di Fernando Alonso, Watanabe ha escluso chiaramente problemi alla power unit, “non abbiamo rilevato alcun problema alla PU. Anche dai dati non risultano anomalie”. Il team ha spiegato il ritiro come “conservazione di componenti”, e Watanabe condivide questa interpretazione. Era già prevista una strategia che includeva limiti sul numero di giri.
Sul fronte tecnico la collaborazione è stata rafforzata: Watanabe ha rivelato di comunicare quotidianamente con Adrian Newey, “parliamo ogni giorno. Stiamo pensando insieme a come acquisire rapidamente competitività come Aston Martin, decidendo misure concrete e tempistiche per introdurle”. Ha sottolineato che non si può separare PU e telaio: “Non si tratta solo di PU o solo di telaio. È importante creare competitività per l'intera vettura”.

Tra le priorità future, Watanabe ha indicato innanzitutto il consolidamento dell'affidabilità: “Prima di tutto dobbiamo eliminare completamente i problemi di affidabilità, poi migliorare la guidabilità. Il nostro primo target è Suzuka. Vogliamo progredire con le contromisure sulle vibrazioni e arrivare a Suzuka con la PU in condizioni di poter essere usata correttamente”.
Verso il Gran Premio del Giappone, la base HRC di Sakura e quella di Silverstone in Inghilterra continueranno a collaborare per i miglioramenti.
Crediti foto: Aston Martin Aramco F1 Team, Getty Images, Honda Global