Venti di guerra in Mercedes: Toto Wolff deve gestire una patata bollente
Il team principal richiama all'ordine i suoi piloti alla vigilia del GP di Monaco: libertà di duello, ma senza mettere a rischio la corsa al titolo.

Si respira tensione in Mercedes. Il titolo di questo scritto, ce ne rendiamo conto, è forse un tantino forte, ma rende bene la misura di ciò che potenzialmente potrebbe accadere nel box della Stella a Tre Punte.
Antonelli e Russell, una rivalità che cresce
Da un lato c'è Andrea Kimi Antonelli, rilanciatissimo in classifica grazie alle quattro vittorie ottenute nelle ultime cinque gare; dall'altro c'è George Russell che aveva trionfato nel Gran Premio d'apertura in Australia, diventando per molti il punto di riferimento e il candidato al titolo iridato in pectore.
Poi è salito in cattedra il pilota bolognese e la distanza in classifica si è ampliata in maniera importante. Ma siamo soltanto alla quinta gara e, obiettivamente, non si può considerare chiuso un mondiale che presenta ancora 17 appuntamenti, sempre che non vengano recuperate le due gare congelate a causa delle tensioni geopolitiche nel Golfo Persico.

In mezzo ai due belligeranti, da lontano ma non troppo, visto che in pista qualche schermaglia preoccupante c'è già stata, c'è Toto Wolff che cerca di calmare le acque e di comportarsi, estintore alla mano, da vero pompiere.
Nel corso della conferenza stampa di avvicinamento al Gp di Monaco, Russell ha provato a gettare pressione nel campo avversario, sostenendo che questo mondiale lo può perdere soltanto Andrea Kimi Antonelli. Il classico gioco psicologico di chi si propone come underdog e attribuisce al rivale il ruolo di unico favorito per la conquista del titolo.
Dall'altra parte, il bolognese, che arriva a una Montecarlo dove lo scorso anno soffrì parecchio - così come in gran parte della stagione europea iniziata proprio nel Principato - ha glissato con maturità. Ha spiegato che, dopo il Gran Premio del Canada, dove non erano mancate tensioni in pista, lui e George si sono confrontati e che il team non ha alcuna intenzione di definire una prima guida.
Una prima risposta pacata che ha mostrato esperienza e forza mentale, qualità che però dovranno essere confermate dai fatti in pista.

Una frecciata, tuttavia, Antonelli l'ha comunque lanciata. Rispondendo alle dichiarazioni del compagno di squadra ha affermato: “Ho letto che George mi vede come l'unico candidato al titolo e che posso perderlo solo io. Ho letto queste parole e la cosa mi fa sorridere. Credo che sia davvero troppo presto per parlare di mondiale, non ha molto senso. E poi, come fai a perdere qualcosa che non hai ancora vinto? Direi piuttosto che ho ben poco da perdere".
"Voglio semplicemente divertirmi e ottenere il miglior risultato possibile con quello che ho a disposizione. George ha provato a mettermi pressione, ma tranquilli, mi è scivolata addosso senza problemi”. Una risposta da persona e da pilota determinato.
Gp Monaco, Mercedes - Wolff detta la linea: il team prima di tutto
In questo scenario, come spiegato in apertura, c'è anche Toto Wolff che è perfettamente consapevole di avere tra le mani una coppia di piloti di altissimo livello e una Mercedes che sta funzionando molto bene. Cinque vittorie consecutive non si ottengono per caso.
Il manager austriaco ha spiegato di essere leggermente preoccupato per il Gran Premio di Monaco, una pista che potrebbe adattarsi meglio alle caratteristiche della Ferrari rispetto a quelle della W17. Ma il messaggio più importante è stato un altro: bisogna restare calmi.

Secondo Wolff, i piloti devono fare l'interesse del team e non possono rischiare di mettere in discussione quello che è il bene supremo, ovvero la competitività della squadra. Nessun ordine di scuderia, ha precisato, e piena libertà di battagliare in pista, purché ciò avvenga all'interno delle regole stabilite dalla Mercedes.
Si arriva quindi a Montecarlo, dove la qualifica rappresenta probabilmente il momento più importante dell'intero weekend, con Wolff che ha scelto di mettere pubblicamente in chiaro le precauzioni necessarie in vista della gara.
Libertà di duello, sì, ma massima attenzione a non fare danni, a non creare problemi al team e a non compromettersi a vicenda. La Stella a Tre Punte viene prima di tutto, prima dell'ego di uno dei due piloti.
E visto che il mondiale è ancora nelle sue fasi iniziali e che il vantaggio tecnico della Mercedes appare consistente, non ci si può permettere di dilapidarlo, consentendo agli avversari di rientrare in corsa e di iniziare a credere davvero nella possibilità di contendere il titolo iridato.
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