Max Verstappen Red Bull
Max Verstappen cerca la concentrazione prima di scendere in pista

Dopo oltre dieci anni in Formula 1, quattro titoli mondiali, 71 vittorie e una lunga lista di record, Max Verstappen non è soltanto il riferimento tecnico della Red Bull: è diventato il metro di paragone con cui misurare chiunque condivida il suo box. Un confronto che, stagione dopo stagione, chilometro dopo chilometro, ha assunto contorni sempre più netti, fino a trasformarsi in una vera e propria sentenza per ogni pilota che gli veniva affiancato. 

Max Verstappen a bordo della Red Bull RB21

Max Verstappen, la fase dell’equilibrio

Il primo banco di prova risale al 2015 in Toro Rosso, quando il giovane talento di Hasselt debuttò al fianco di Carlos Sainz in una coppia interamente rookie. I numeri raccontano di un confronto equilibrato, sia in qualifica sia in gara, con Sainz leggermente più solido sul piano dell’esperienza e Verstappen più incisivo nei momenti chiave. Un equilibrio che, già nel 2016, iniziava a rompersi prima della promozione anticipata dell’olandese in Red Bull.

Il passaggio nel team principale aprì il capitolo più formativo della carriera di del figlio d'arte: quello con Daniel Ricciardo. Nel 2016 l’australiano ebbe ancora la meglio nel bilancio complessivo, ma l’impatto immediato di Max - vittorioso al debutto a Barcellona approfittando del contatto tra le Mercedes di Hamilton e Rosberg - segnò un cambio di percezione interno. Tra il 2017 e il 2018 il trend si invertì progressivamente: Verstappen divenne più costante, più rapido in qualifica e più efficace sul passo gara, mentre Ricciardo, anche penalizzato dall’affidabilità, perse terreno fino alla decisione di lasciare la squadra.

Daniel Ricciardo, Visa Cash App RB

Max Verstappen: la fase del rullo compressore

Da quel momento, il confronto interno smise di essere un duello ad armi pari. Pierre Gasly, promosso nel 2019, faticò sin dalle prime gare a reggere il ritmo, uscendo sistematicamente sconfitto sia sul giro secco sia in gara. Alex Albon, subentrato a stagione in corso, mostrò una migliore continuità nei risultati ma non riuscì mai ad avvicinarsi realmente al livello prestazionale di Verstappen, soprattutto in qualifica, dove il divario divenne strutturale nel 2020.

L’arrivo di Sergio Perez nel 2021 rappresentò il tentativo più razionale della Red Bull di affiancare a Verstappen un profilo esperto e funzionale. Il messicano svolse con efficacia il ruolo di supporto, contribuendo in modo determinante alla conquista dei titoli costruttori e piloti, ma il confronto diretto rimase sempre sbilanciato. 

Con l’introduzione della nuova generazione di vetture nel 2022, Verstappen elevò ulteriormente il proprio livello, mentre Perez, pur migliorando in termini assoluti, non riuscì a ridurre il gap. Il 2023 e il 2024 resero la distanza quasi imbarazzante: Verstappen dominante, Perez progressivamente in difficoltà fino alla separazione a fine stagione.

Max Verstappen e Yuki Tsunoda salutano il pubblico di Città del Messico

Le brevi esperienze di Liam Lawson e Yuki Tsunoda nel 2025 hanno confermato il quadro. Entrambi hanno sofferto l’adattamento a una monoposto fortemente tagliata sulle caratteristiche di Verstappen, incapaci di trovare continuità o prestazioni di riferimento nel confronto diretto. In entrambi i casi, il bilancio statistico è stato impietoso e ha portato a un rapido ridimensionamento del loro ruolo.

Il filo conduttore che emerge da questo elenco di compagni di squadra è chiaro: l'olandese non si limita a battere chi guida l’altra Red Bull, ma ne ridefinisce i limiti operativi. Con il succedersi degli anni, il confronto è passato dall’essere tecnico e competitivo a diventare strutturale, quasi sistemico.

Ora toccherà a Isack Hadjar affrontare questa sfida. La storia recente dice che il problema non sarà tanto il talento (non manca al francese), quanto la capacità di sopravvivere sportivamente accanto a un pilota che, più di ogni altro nella griglia attuale, è riuscito a trasformare il confronto interno in un’estensione del proprio dominio. Un driver che, tra le altre cose, è al centro del discorso tecnico di un team che non ha mai fatto mistero di cucirgli addosso le monoposto. 


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