Ferrari Max Verstappen F1
Le bandiere di FIA e F1

Nel 2025 la F1 ha raggiunto un fatturato record di 3,87 miliardi di dollari, con una crescita del 14% rispetto all’anno precedente. Si tratta del quinto anno consecutivo di aumento sotto la guida di Liberty Media, che ha trasformato la serie in un vero e proprio asset globale ad alto valore. Il modello di business si basa su tre pilastri principali, integrati da altre attività commerciali, e dimostra come lo sport sia diventato una potente macchina per generare valore economico.

Dal 2017, quando Liberty Media ha acquisito la Formula 1 per un valore di circa 8 miliardi di dollari, i ricavi sono più che raddoppiati. La base di fan globale ha raggiunto gli 827 milioni di persone, con un incremento del 12% solo nell’ultimo anno. Le valutazioni medie delle scuderie sono passate da 300-400 milioni di dollari a circa 3,4 miliardi di dollari ciascuna. Questo successo deriva da una strategia commerciale strutturata che ha valorizzato al massimo i diritti mediatici, gli eventi dal vivo e le partnership di marca.

F1 Liberty Media
La sede di Liberty Media, ad Englewood, Colorado, negli Stati Uniti

 I tre pilastri principali dei ricavi

I ricavi della F1 si concentrano principalmente su tre fonti che rappresentano circa l’80% del totale.

Diritti di trasmissione 

Costituiscono la voce più importante, pari al 31,3% del fatturato totale. Nel 2025 hanno generato circa 1,21 miliardi di dollari. Questi proventi derivano da accordi globali con emittenti televisive e piattaforme di streaming che portano la Formula 1 nelle case di milioni di spettatori in tutto il mondo. Un esempio recente è l’accordo esclusivo siglato con Apple per i diritti negli Stati Uniti a partire dal 2026: un contratto quinquennale da oltre 140 milioni di dollari all’anno, quasi il doppio rispetto a quanto pagava in precedenza ESPN. La crescita include anche l’aumento degli abbonamenti a F1TV e i contenuti premium come la serie NetflixDrive to Survive”.

Diritti di promozione delle gare

Rappresentano circa il 26,7% dei ricavi totali, per un valore intorno a 1,03 miliardi di dollari. Ogni paese o circuito ospitante paga una fee significativa per entrare o rimanere nel calendario della Formula 1. Molti accordi sono a lungo termine e si estendono fino agli anni 2030. Queste somme riflettono l’interesse crescente delle destinazioni a ospitare un evento che genera visibilità internazionale, turismo e impatto economico locale. Il numero di gare è aumentato e i contratti sono stati rinnovati in località chiave come Canada, Messico, Miami, Austin, Azerbaijan e Monaco.

Sponsorizzazioni e partnership commerciali

Questa voce pesa per circa il 21,7% del fatturato, con un valore di circa 840 milioni di dollari nel 2025. La Formula 1 attira marchi globali di altissimo livello grazie alla combinazione di tecnologia, glamour e audience giovane e internazionale. Tra i partner recenti figurano LVMH (con Louis Vuitton, Moët Hennessy e Tag Heuer), PepsiCo, Disney, Barilla, Nestlé, Lenovo, Salesforce e LEGO. La crescita deriva da nuove partnership, rinnovi contrattuali con aumenti e dall’espansione della pubblicità digitale. Per la prima volta la sponsorizzazione ha superato il 20% dei ricavi primari, segno di un appeal commerciale sempre più forte.

F1 Liberty Media
Locandina di "Formula 1: Drive to Survive"

Le altre fonti di ricavo

Il restante 20,3% del fatturato, pari a circa 786 milioni di dollari, proviene da una serie di attività complementari. 

Queste includono l’ospitalità premium (come il Paddock Club), i pacchetti di licensing e merchandising, i servizi di trasporto e logistica, nonché ricavi derivanti da esperienze ed eventi collaterali. L’ospitalità in particolare si è evoluta da semplice servizio aggiuntivo a elemento centrale per l’engagement dei brand e dei fan, trasformando i weekend di gara in veri e propri festival esperienziali.

Un aspetto fondamentale del modello è la condivisione dei ricavi con le scuderie. Nel 2025 circa il 36% del fatturato totale, pari a circa 1,4 miliardi di dollari, è tornato alle squadre sotto forma di premi in denaro. Si tratta della distribuzione più alta nella storia della Formula 1. Questo meccanismo, regolato dal Patto della Concordia, garantisce alle squadre una prevedibilità finanziaria e lega direttamente la loro crescita a quella complessiva dello sport. Ogni team sa esattamente quanto può guadagnare in base alla posizione nel campionato costruttori e ad altri bonus storici.

F1 GP Miami Canada
Render dello Yacht Club di Miami

Prospettive e valore strategico

Il percorso compiuto dalla F1 sotto Liberty Media dimostra come un’organizzazione sportiva possa evolversi in un’azienda mediatica e di intrattenimento globale. Da un fatturato di circa 1,8 miliardi di dollari nel 2017 si è passati a quasi 4 miliardi, con margini operativi in miglioramento e un appeal che attira sia investitori tradizionali sia big tech come Apple.

Questo modello non è solo un successo finanziario: è un esempio di come lo sport possa generare valore diffuso attraverso media, turismo, innovazione tecnologica e partnership di marca. La Formula 1 continua a espandersi, con un calendario ricco, un pubblico in crescita e un ecosistema che premia sia l’eccellenza sportiva sia quella commerciale. Il futuro appare solido, sostenuto da contratti a lungo termine e da un posizionamento unico nel panorama dello sport entertainment mondiale.


Crediti foto: F1, Getty Images, Yacht, Netflix

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