Test Bahrain - Mercedes cerca risposte dopo un avvio balbettante
Nel day one dei test di Sakhir la vettura ha incontrato problemi soprattutto nella seconda parte di giornata. Antonelli è rimasto quasi a secco di giri. Cosa è accaduto?

La prima giornata di test ha restituito alla Mercedes un quadro più complesso rispetto alle indicazioni emerse a Barcellona. Se sul tracciato catalano la W17 aveva mostrato un comportamento ordinato e una buona correlazione tra pista e simulatore, il lavoro svolto ieri ha evidenziato una serie di criticità tecniche e operative che hanno inevitabilmente condizionato il programma.
A sintetizzare l’andamento della giornata (leggi la live del day 2) è stato il team, che ha ammesso le difficoltà incontrate sia al mattino con George Russell (limitate) sia nel pomeriggio con Kimi Antonelli. "Oggi è stata una giornata complicata, soprattutto se confrontata con la prestazione quasi impeccabile di Barcellona. Tuttavia, per certi aspetti ha messo in luce alcune aree su cui dobbiamo intervenire", ha spiegato Andrew Shovlin.

Mercedes W17: dettagli da affinare
Il primo segnale negativo è arrivato già nelle prime ore. Russell è stato costretto a interrompere la sessione mattutina a causa di una serie di inconvenienti che hanno ritardato l’uscita dal garage. Non si è trattato di un problema strutturale alla power unit o di un guasto immediatamente riconducibile all’affidabilità meccanica, bensì di interventi correttivi legati all’operatività del box e a modifiche non ancora implementate nella fase iniziale della sessione. Interventi che hanno richiesto più tempo del previsto, comprimendo il chilometraggio utile.
Una volta in pista, la W17 non ha però fornito le risposte attese. Il bilanciamento si è rivelato instabile, con effetti evidenti nelle fasi di ingresso e uscita curva. "Inoltre, il bilanciamento della vettura non era soddisfacente: abbiamo sofferto di bloccaggi in frenata, scarsa trazione in uscita di curva e una generale instabilità del retrotreno".
Tre elementi che, letti insieme, delineano un quadro preciso: difficoltà nella gestione del carico longitudinale in frenata, carenza di grip meccanico al posteriore e una finestra di utilizzo degli pneumatici ancora non ottimizzata. Il bloccaggio in inserimento suggerisce un anteriore troppo aggressivo o un retrotreno alleggerito nelle fasi di trasferimento di carico; la scarsa trazione indica invece una possibile rigidità eccessiva al posteriore o una mappatura del differenziale non ancora calibrata per le condizioni di pista che erano molto mutevoli, aspetto caratteristico di Sakhir. L’instabilità complessiva, infine, rimanda a un equilibrio aero-meccanico non ancora consolidato.

Mercedes: il calvario di Antonelli
Nel pomeriggio il volante è passato ad Antonelli, ma il programma non ha potuto recuperare il terreno perso. Durante le modifiche al setup è infatti emerso un problema legato al comparto sospensivo, che ha richiesto verifiche approfondite prima di poter rientrare in pista. "Nel corso delle modifiche al setup è emerso un problema alle sospensioni che ha richiesto verifiche approfondite. Questo ci ha fatto perdere diverse ore".
In una fase di test in cui la priorità è accumulare dati e chilometri, ogni sosta prolungata ha un impatto significativo sulla qualità dell’analisi. Il tempo perso ha ridotto la possibilità di esplorare differenti configurazioni di assetto, limitando il lavoro a una raccolta dati essenziale.
Quando la W17 è tornata in pista, il team ha scelto un approccio pragmatico: nessuna ricerca della prestazione sul giro secco, ma costruzione di una base tecnica affidabile. "Quando siamo riusciti a tornare in pista - ha spiegato Shovlin - abbiamo potuto utilizzare soltanto due set di pneumatici più duri per costruire una baseline affidabile e concentrarci sulle simulazioni di long run".
La scelta delle mescole più dure indica la volontà di stabilizzare il comportamento della vettura su stint prolungati, valutando degrado, gestione termica e costanza del bilanciamento nel tempo. In questa fase della preparazione, definire una piattaforma di riferimento è più rilevante del tempo sul giro assoluto: solo dopo aver compreso le reazioni della monoposto nei diversi carichi di carburante sarà possibile spingere sull’ottimizzazione della performance.
Il punto centrale resta però l’inquadramento della W17 all’interno della corretta finestra operativa. "Siamo ancora nella fase di apprendimento del comportamento della W17 e, con evidenza, c’è del lavoro da fare per riportarla nella corretta finestra operativa".

Un’affermazione che va letta in chiave tecnica. La “finestra operativa” non riguarda soltanto l’assetto meccanico, ma l’interazione complessiva tra aerodinamica, sospensioni, pneumatici e mappature. Una monoposto moderna, soprattutto nell’attuale ciclo regolamentare, può risultare estremamente sensibile alle variazioni di altezza da terra, rake dinamico e gestione dei flussi nella zona del fondo. Piccole discrepanze possono tradursi in variazioni marcate del bilanciamento.
Il confronto con Barcellona diventa quindi un elemento di analisi: se in Spagna il comportamento era apparso lineare, le condizioni del Bahrain - asfalto più abrasivo, temperature differenti, vento più variabile - possono aver ampliato una sensibilità già presente ma meno evidente. È proprio in questi scenari che emergono le caratteristiche strutturali del progetto.
Resta comunque margine operativo. "Abbiamo comunque altri due giorni di test a disposizione e diverse soluzioni da valutare: l’obiettivo è compiere un passo avanti già domani" (oggi, ndr).
Due giornate possono sembrare poche, ma in un programma di test ben strutturato consentono di validare modifiche mirate: interventi sulle sospensioni, variazioni di altezza e rigidezze, aggiornamenti alle mappature del differenziale e alla gestione ibrida. Se il problema è circoscritto alla piattaforma meccanica, il recupero può essere relativamente rapido; se invece riguarda la correlazione aero-meccanica, il lavoro richiederà analisi più approfondite anche al simulatore.
La giornata di ieri, al di là delle difficoltà, ha dunque un valore tecnico preciso: ha messo la W17 sotto stress in condizioni meno favorevoli, evidenziandone i punti di debolezza. In un contesto di test pre-stagionali, è un passaggio quasi necessario. Il vero indicatore sarà la capacità del team di tradurre le criticità emerse in correzioni efficaci nelle prossime 48 ore di lavoro in pista. Alla fine della giornata sarà possibile redigere un bilancio più concreto.
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