Le vetture che hanno fatto la storia di Milton Keynes
Le vetture che hanno fatto la storia di Milton Keynes

È possibile misurare il valore economico di un team di F1? Domanda dalla difficile risposta. Sono troppi i parametri, alcuni di questi suggenti, che entrano le computo. In linea di massima, se proprio si vuole provare a tracciare una linea, il valore di una squadra non si misura esclusivamente attraverso una valutazione finanziaria. 

Esistono asset che, pur potendo generare incassi record in caso di cessione, producono benefici competitivi tali da renderne sconveniente la vendita. È esattamente il caso della Racing Bulls, per la quale Red Bull avrebbe respinto una proposta economica destinata a far discutere.

Secondo quanto riportato dalla stampa britannica, il gruppo di Milton Keynes avrebbe ricevuto un'offerta nell'ordine dei 3 miliardi di dollari per acquisire integralmente la struttura di Faenza. Una cifra enorme, probabilmente la più elevata mai avanzata per un team stabilmente collocato nella fascia centrale dello schieramento, ma che non è bastata a modificare i piani della proprietà.

L'interesse sarebbe arrivato, riporta SoyMotor, dall'investitore americano Andrew Herriot, impegnato per conto di un fondo con sede ad Abu Dhabi. Nell'operazione avrebbe avuto un ruolo anche Dean Attew, nome ben conosciuto nell'ambiente della Formula 1 per il suo passato come consulente Red Bull e per il coinvolgimento nel processo che portò Liberty Media all'acquisizione della categoria.

VCARB Racing Bulls F1
La sede della Racing Bulls a Faenza

Racing Bulls è un pilastro del progetto Red Bull

La risposta negativa non nasce da una valutazione economica insufficiente. Il motivo è decisamente più profondo e riguarda l'architettura sportiva costruita negli anni dal gruppo guidato da Oliver Mintzlaff.

Racing Bulls rappresenta infatti il principale laboratorio attraverso il quale Red Bull accompagna i giovani talenti verso il team di riferimento. È una piattaforma tecnica e sportiva che consente ai piloti di accumulare esperienza in Formula 1 all'interno dello stesso ecosistema, riducendo tempi di adattamento e rischi nella successiva promozione.

L'elenco di chi ha seguito questo percorso è lungo e prestigioso. Sebastian Vettel, Daniel Ricciardo e Max Verstappen sono soltanto alcuni dei campioni cresciuti all'interno della filiera. Oggi lo stesso processo coinvolge Isack Hadjar e Arvid Lindblad, mentre per la prossima stagione è previsto l'approdo in Formula 1 anche di Nikola Tsolov. Perdere questa struttura significherebbe rinunciare a uno dei principali vantaggi competitivi costruiti da Red Bull negli ultimi quindici anni.

Hadjar spa
Isack Hadjar, GP Belgio 2026

Due squadre, un vantaggio competitivo che vale più di qualsiasi assegno

C'è poi un altro elemento che rende la realtà faentina praticamente intoccabile. Disporre di due team all'interno dello stesso ecosistema rappresenta oggi un vantaggio strategico difficilmente replicabile.

Pur nel rispetto del quadro regolamentare, la presenza di due strutture permette di sviluppare percorsi tecnici differenti, accelerare la crescita del personale, condividere metodologie operative e, soprattutto, gestire in modo estremamente efficiente il vivaio piloti. È un patrimonio organizzativo che nessuna valutazione economica riesce realmente a compensare.

A rafforzare questa posizione contribuisce anche l'eccellente stagione disputata dalla squadra di Faenza. Racing Bulls è ormai stabilmente coinvolta nella lotta con Alpine per il quinto posto nel Campionato Costruttori, un piazzamento che garantirebbe premi economici nell'ordine degli 85-90 milioni di dollari e confermerebbe la competitività del progetto.

In questo contesto, vendere avrebbe poco senso. Non solo perché il valore della squadra continua ad aumentare grazie alla crescita della Formula 1, ma soprattutto perché il ritorno tecnico e strategico generato dalla presenza di Racing Bulls supera, almeno oggi, anche una proposta da 3 miliardi di dollari.

La sensazione è quindi chiara: Red Bull considera la propria seconda squadra un elemento imprescindibile del progetto sportivo. Finché questo equilibrio continuerà a produrre risultati in pista, nessuna offerta, per quanto clamorosa, sembra destinata a cambiare lo scenario.


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