24 Ore di Daytona: cosa abbiamo capito dal Roar Before the Rolex 24?
Concluso il Roar Before the Rolex 24, l'attenzione di addetti ai lavori e appassionati si sposta verso l'evento clou, la Rolex 24. Come ormai ripetuto numerose volte, la stagione che sta per iniziare presenta novità assai rilevanti. I costruttori hanno dovuto riportare le rispettive vetture in galleria del vento (a Windshear, negli USA), riposizionando i prototipi nelle corrette finestre prestazionali (analisi tecnica delle novità). Le sette sessioni di prove svolte da venerdì 16 a domenica 18 gennaio sono state fondamentali per tecnici e piloti, alle prese con delle vetture aggiornate o al debutto sulla pista americana. Le nuove Michelin rappresentano un 'argomento caldo', vista l'importanza di avere una buona conoscenza sugli pneumatici in un campionato competitivo come l'IMSA.
24 Ore di Daytona: Porsche controlla la classifica combinata
Il fine settimana di test, sulla pista in Florida, è iniziato in modo piuttosto brusco con una tripletta firmata dalle tre Porsche 963 presenti in griglia (risultati sessione 1). La #7 di Felipe Nasr si è piazzata in vetta, davanti alla privata di Nico Pino e con la #6 di Laurens Vanthoor che ha chiuso il podio virtuale. La giornata è stata chiusa da Sheldon van der Linde sulla BMW #24 di WRT (risultati sessione 2). Il sabato è stato il giorno con la maggiore attività in pista. La giornata è aperta da una doppietta delle Porsche 963 di Penske Motorsport, comandata da Vanthoor sulla vettura #6 (risultati sessione 3). Nel corso della prima serata italiana è stato il turno della Cadillac V-Series.R #10 di Wayne Taylor Racing comandare la classifica, portata in vetta da Filipe Albuquerque (risultati sessione 4); infine, la sessione notturna è stata guidata ancora una volta dal belga sulla Porsche #6 (risultati sessione 5). Domenica le sessioni sono state due; la prima ha visto svettare su tutti la Porsche #85 del solito Nico Pino (risultati sessione 6), mentre la seconda, nonché ultima sessione del test, è stata riservata ai Bronze. Di seguito sono state rese pubbliche le classifiche combinate; le tre Porsche 963 in pista hanno controllato il podio virtuale, con la Cadillac di Albuquerque distaccata di oltre quattro decimi di secondo dal brasiliano (classifica combinata).24 Ore di Daytona: Porsche favorita dopo il dominio al Roar?
Le parole del presidente di Penske Motorsport Jonathan Diuguid dimostrano l'ottimismo che scorre nel binomio tedesco-americano, pur sempre mantenendo una certa cautela: "Abbiamo avuto dei buoni e riusciti test da un punto di vista tecnico, di feedback dai piloti e di prestazione", dichiara l'americano al termine del test collettivo. "Sento che ci troviamo in un'ottima posizione, che è relativa rispetto agli altri costruttori, nonché nostri competitors", precisa Diuguid. "In generale siamo stati più lenti rispetto a 12 mesi fa e rispetto al test di novembre, ma la cosa principale è che in Penske Motorsport si è pronti per qualsiasi situazione. Da un punto di vista di performance e di affidabilità l'intero gruppo sta operando in modo fantastico". Lo stesso, nel corso dell'incontro con i reporters presenti sul posto, ha illustrato la situazione delle 963 con le nuove coperture. "In passato la 963 ha faticato a gestire la gomma morbida [che verrà permessa solo in una determinata fascia di orario nel corso della gara] che sfruttavamo in modo più aggressivo dei nostri avversari", spiega Diuguid.
24 Ore di Daytona: l'incertezza fa da padrona
Nonostante un apparente dominio Porsche, nei long-run percorsi nelle tre giornate di test le tre Cadillac si sono difese alla grandissima. Sul giro secco la prima LMDh americana è la #10 di Filipe Albuquerque, con un 1:36.731 firmato nel corso della quarta sessione; nelle simulazioni di gara, invece, le V-Series.R sono state estremamente convincenti. In totale le due vetture di Wayne Taylor Racing hanno percorso 420 giri, mentre il singolo prototipo in mano ad Action Express Racing si ferma a 176 tornate, con un miglior giro di 1:36.986, di Jack Aitken. Lo scorso anno il trio sponsorizzato Whelen si era distinto nelle ultime gare, diventando chiaramente la miglior Cadillac in campionato. Gli aggiornamenti introdotti sulle V-Series.R colpiscono la vettura quasi nella sua totalità: i piloti hanno parlato di sensazioni simili a quelle provate con la vecchia specifica, ma con un margine di miglioramento maggiore. Da segnalare la presenza di tutta la formazione Cadillac. Nel corso del Roar non sono mancate figure di spicco, come il direttore tecnico di Jota Sport, Tomoki Takahashi, assieme al nuovo manager sportivo e direttore del team Leon Price, come riportato da DailySportscar. Questa sarà una tendenza che rivedremo nel corso della stagione nordamericana, con un influsso del know-how proveniente dal WEC e, molto probabilmente, viceversa. Sono ancora da scoprire, quindi, i valori in campo. BMW, che ha introdotto sulla M Hybrid V8 un importante lavoro aerodinamico, ha cambiato gestione sportiva nell'IMSA. La squadra belga WRT è subentrata alla decennale RLL. Gran parte degli ingegneri impegnati precedentemente con la squadra americana sono passati direttamente a WRT, mentre altri, come riportato da Sportscar365, sono passati a WTR (Cadillac). La squadra appena citata è caratterizzata da un equipaggio tecnico inedito per quanto riguarda la vettura #40, tra cui Marco Gariboldi, proveniente dal panorama LMDh di Lamborghini, e Sam Gioia, proveniente da RLL.
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