Ferrari, la voce del padrone
John Elkann ammette i limiti della Ferrari in Formula 1 e rilancia: la storia del Cavallino insegna che dagli errori si arriva alla vittoria

Molte volte, anche dalle colonne di Formulacritica, si è espressa una valutazione non proprio tenera nei confronti di John Elkann, accusato di essere un presidente poco presente. In effetti è così: Elkann non è un uomo che spesso si vede al fianco degli uomini del Cavallino Rampante, specie in Formula 1.
Certo, non mancano le apparizioni, non mancano le presenze all'interno dei box, ma in generale non è un dirigente che sembra spendersi molto per il team. Non è necessariamente una colpa: è una strategia, probabilmente, ma in un mondo mediaticamente molto esposto sembra un sintomo di debolezza, quasi un segnale di distacco rispetto all'oggetto della sua attività.
Ovviamente John Elkann non si occupa solo di Ferrari: gestisce una holding, Exor, di dimensioni ciclopiche, che ha tante branche operative attive. Ma, da un punto di vista sportivo, i tifosi invocano una maggiore presenza. Nella recente lettera agli azionisti di Exor, il gruppo appunto che egli stesso guida, il dirigente ha fatto il punto della situazione esprimendo finalmente una visione onesta, affermando che in Formula 1 la Ferrari non è riuscita a raggiungere le proprie ambizioni.

Ferrari: i successi nelle ruote coperte
Nel documento, che qui sintetizziamo in maniera estrema senza riportarlo integralmente, si loda ciò che è stato costruito nel campionato Endurance, con vittorie arrivate a Le Mans e nella GT3 World Cup di Macao, due gare simboliche che sono culminate comunque nella vittoria del campionato WEC da parte della 499P. Un processo, quello del ritorno nelle ruote coperte, iniziato nel periodo del Covid e probabilmente reso concreto dal fatto che in Formula 1 era stato introdotto il budget cap, rendendo necessario dirottare molte delle competenze e della forza lavoro sviluppate nel Circus verso altri ambiti del motorsport.
In questa circostanza, John Elkann ha sottolineato come il lavoro di squadra sia stato l'elemento che ha consentito al team di superare le difficoltà e di arrivare alla vittoria. Un aspetto, questo, che aveva già espresso dopo il trionfo nel campionato dell'anno scorso, quando bacchettò pubblicamente i piloti Ferrari della Formula 1, rei di pensare un po' troppo alle proprie attività e non abbastanza al gioco di squadra: leggi qui.

Ferrari, John Elkann e il valore del gruppo
Elkann è tornato anche sulla Formula 1 e ha affermato chiaramente che il comparto che opera nel Circus iridato non ha raggiunto le proprie ambizioni. Ha inoltre ricordato come la Ferrari abbia sempre compreso che correre significa imparare tanto quanto vincere. Il fondatore Enzo Ferrari teneva quello che chiamava il "museo degli orrori", una collezione di pezzi rotti raccolti nel perseguimento del progresso. Questa mentalità rimane fondamentale ancora oggi: responsabilità e determinazione per tornare più forti.
Parole motivazionali, intrise di storia, che spiegano come il dirigente conosca cosa è stato il Cavallino Rampante e cosa deve essere all'interno del motorsport. Chiaramente, ora dalle parole, per quanto evocative, bisogna passare ai fatti.

La Ferrari nel 2026 si è dimostrata sicuramente più vicina alla vetta. Ha reso manifesto, con la SF-26, di aver sviluppato una vettura capace di fare cose buone e che non è distante dai migliori: i regolamenti sono stati interpretati in maniera efficace, ma serve ancora compiere un passo successivo. Un passo che sembra essere in costruzione proprio in questo periodo, con sviluppi mirati i cantiere.
Ferrari vuole tornare a vincere. Elkann finalmente rompe gli indugi e ne parla apertamente, riconoscendo un progetto Formula 1 che non sta funzionando come previsto ed evitando quelle uscite sbilenche in cui si lodava, ad esempio, l'ottenimento di un giro veloce in gara, diventato poi virale come meme. È la presa di coscienza che Ferrari merita un posto più in alto all'interno della Formula 1, perché è questo che identifica, nel mondo, la forza del marchio del Cavallino Rampante.