Audi F1
La Audi R26 in azione

Audi continua a costruire il proprio futuro e lo fa affidandosi a una figura che conosce profondamente il DNA del marchio. In un’intervista esclusiva rilasciata al sito della F1 a Lawrence Barretto, il nuovo Racing Director Audi Allan McNish ha raccontato la visione tecnica e sportiva del costruttore tedesco, ammettendo apertamente le difficoltà attuali soprattutto sul fronte power unit.

L’ex vincitore della 24 Ore di Le Mans è entrato ufficialmente nel nuovo ruolo in occasione del Gran Premio di Miami, andando a occupare una posizione centrale nella struttura guidata da Mattia Binotto. Per McNish, però, non si tratta semplicemente di un incarico manageriale, ma di qualcosa di molto più personale.

“Non è necessariamente un lavoro o una descrizione del lavoro, si tratta di poter far parte di qualcosa che spinge avanti un programma. È una parte del mio cuore che c’è dentro. In definitiva, siamo qui per cercare di vincere. Siamo qui per cercare di avere successo”, ha spiegato lo scozzese.

Allan McNish Audi
Allan McNish, responsabile programma piloti Audi

Audi costruisce il futuro tra Hinwil e Neuburg

Il legame tra McNish e Audi dura ormai da circa venticinque anni. Un percorso che lo ha visto attraversare molteplici ruoli: pilota ufficiale, Team Principal in Formula E e figura strategica nello sviluppo del progetto Formula 1.

La sua esperienza diretta all’interno delle strutture Audi gli permette oggi di avere una lettura piuttosto chiara del potenziale del progetto. Da una parte c’è Hinwil, sede dello sviluppo telaistico; dall’altra Neuburg, centro nevralgico della power unit.

Secondo McNish, il punto di forza principale risiede nella crescita della struttura umana e tecnica che il marchio sta consolidando. “Abbiamo un team molto forte qui a Race Operations, ma anche ciò che Mattia sta costruendo, sia a Neuburg che a Hinwil, è qualcosa che penso supporti molto bene”, ha dichiarato.

L’ex pilota scozzese ha sottolineato anche l’importanza della sua esperienza in pista, elemento che gli consente di interpretare le esigenze dei piloti come Nico Hulkenberg e Gabriel Bortoleto.

“Avere esperienza nelle corse aiuta, perché posso guardarla attraverso gli occhi di Nico e Gabi. Allo stesso tempo, avere una panoramica di ciò che serve dal punto di vista del team piuttosto che solo dal punto di vista del pilota”, ha spiegato.

Power unit Audi
Problemi seri alla power unit Audi durante la Sprint Race del GP di Miami

Audi F1: la vera criticità resta la power unit

La parte più interessante dell’intervista riguarda probabilmente la schiettezza con cui McNish affronta il tema della power unit. Audi, infatti, sta affrontando una sfida estremamente complessa: sviluppare da zero un motore di Formula 1 senza avere la storicità e il bagaglio dati dei grandi costruttori già presenti in griglia.

McNish non gira attorno al problema e ammette apertamente che il deficit prestazionale esiste. “Dal punto di vista dell’unità di potenza, è il lavoro più grande e difficile. Senza dubbio. C’è molto da imparare. Non credo che stiamo sparando al massimo delle nostre prestazioni al momento. Abbiamo ancora del lavoro da fare e siamo un po’ sotto in termini di prestazioni”.

Una dichiarazione importante perché conferma indirettamente quanto sia delicato il passaggio regolamentare. Costruire una power unit competitiva richiede anni di sviluppo, infrastrutture e soprattutto una quantità enorme di dati operativi. Audi, a differenza di Mercedes o Ferrari, non potrà contare su team clienti per accelerare il processo di raccolta dati.

Nonostante ciò, McNish ritiene che la base progettuale sia solida, soprattutto sotto il profilo organizzativo. “L’area in cui sono davvero più felice è quando guardo le persone dietro le quinte. È una squadra giovane che sta costruendo insieme andando avanti”, ha aggiunto.

Audi R26
La Audi R26 in azione

Audi F1 guarda al 2030 senza illusioni

Il management Audi ha fissato il 2030 come orizzonte realistico per puntare concretamente ai titoli mondiali. Una tempistica che riflette la complessità dell’operazione e la necessità di consolidare ogni reparto prima di poter sfidare stabilmente i top team.

Nel breve termine, McNish invita a mantenere aspettative equilibrate. “Dobbiamo essere realistici. Siamo nuovi, dobbiamo imparare parecchio dentro e fuori dai circuiti”, ha dichiarato.

L’obiettivo immediato è aumentare la consistenza operativa, ridurre gli errori e avvicinarsi stabilmente alla Q3. “Speriamo di bussare alla porta della Q3, di puntarvi costantemente, ma sappiamo anche che non sarà sempre possibile. Dobbiamo considerare che questo è il primo anno di un progetto a lungo termine”.

Parole che raccontano una Casa dei Quattro Anelli ancora lontana dalla vetta, ma consapevole della direzione intrapresa. Ed è proprio questo il punto centrale: il costruttore tedesco non sta ragionando sul breve periodo, bensì sulla costruzione di una struttura capace di diventare una vera potenza tecnica nell’arco di un intero ciclo regolamentare.


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