Anche la Ferrari si inserisce nella corsa a Max Verstappen
Il passaggio di Lambiase in McLaren alimenta un potenziale effetto domino: con una Red Bull in trasformazione perpetua, il futuro del campione olandese torna al centro del sistema
La fase che la Formula 1 sta attraversando presenta i tratti tipici di una transizione silenziosa, una calma apparente che precede movimenti più profondi. Se da un lato la Federazione e gli stakeholder stanno lavorando per correggere le criticità emerse nei primi Gran Premi del 2026, dall’altro la sensazione diffusa è quella di un sistema in attesa di un possibile effetto domino.
In questo contesto si inserisce l’annuncio, arrivato nei giorni scorsi, del passaggio di Gianpiero Lambiase in McLaren a partire dal 2028. Un movimento che valica il semplice avvicendamento tecnico e che contribuisce a delineare un quadro più ampio, fatto di equilibri instabili e strategie a medio termine.

Red Bull, una ristrutturazione continua e non indolore
L’uscita di Lambiase rappresenta un ulteriore tassello nel processo di riorganizzazione interna della Red Bull, una struttura che negli ultimi anni ha perso diverse figure chiave senza sempre riuscire a sostituirle con profili di pari impatto. Il team di Milton Keynes si trova quindi in una fase di ridefinizione, tecnica e organizzativa, che inevitabilmente solleva interrogativi sulla sua capacità di mantenere il livello di eccellenza raggiunto nel ciclo precedente.
Questo scenario si intreccia con le recenti dichiarazioni di Max Verstappen, che non ha nascosto una certa insoddisfazione nei confronti della nuova generazione di monoposto. Il campione olandese ha lasciato intendere come, in assenza di condizioni tecniche adeguate, non sia da escludere un’uscita anticipata dalla categoria, nonostante un contratto in essere fino al 2028.
Il trasferimento di Lambiase in McLaren assume quindi una valenza ulteriore: non solo rafforza le ambizioni del team di Woking, ma può essere letto anche come un potenziale elemento preparatorio in vista di futuri movimenti di piloti. L’ipotesi, sempre più discussa, è quella di un possibile approdo di Verstappen in McLaren a partire dal 2029, con Lambiase nel ruolo di figura ponte capace di ricreare un ambiente tecnico familiare.

Mercedes e Ferrari, opportunità latenti in un mercato aperto
Se McLaren rappresenta una suggestione concreta sul piano della continuità tecnica, Mercedes resta un’opzione strutturalmente credibile. Toto Wolff non ha mai nascosto il proprio apprezzamento per Verstappen, e il team di Brackley ha interpretato al meglio l’avvio del nuovo ciclo regolamentare. In questo contesto, l’esplosione di Andrea Kimi Antonelli e una fase meno brillante di George Russell potrebbero riaprire scenari inattesi nella line-up.
Accanto a queste ipotesi si inserisce anche una suggestione più sfumata ma non priva di fondamento: quella che porta alla Ferrari. Secondo quanto riportato dalla stampa olandese, il team di Maranello starebbe monitorando con attenzione l’evoluzione della situazione legata a Verstappen.
La Scuderia si trova in una fase di riflessione strategica. Lewis Hamilton ha un contratto valido per questa stagione e la prossima, con un’opzione ancora da definire nei dettagli, mentre Charles Leclerc continua a rappresentare un punto fermo del progetto, pur in assenza, finora, di una monoposto da titolo. Parallelamente, prende quota il profilo di Oliver Bearman, un investimento sul futuro fatto in casa.
L’operazione Hamilton ha dimostrato la capacità di Ferrari di attrarre profili di vertice, sia sul piano economico che su quello progettuale. In quest’ottica, un eventuale interesse per Verstappen non sarebbe fuori scala, a patto che il team sia in grado di garantire un pacchetto tecnico all’altezza delle ambizioni del pilota olandese.

Al momento non esistono trattative concrete, ma il quadro che emerge è quello di un sistema in movimento, dove le dinamiche tecniche e quelle di mercato tendono a sovrapporsi. Più che una notizia definita, si tratta di uno scenario plausibile, costruito su una serie di incastri che potrebbero trovare compimento nei prossimi anni.
In definitiva, la Formula 1 vive una fase di sospensione solo apparente: sotto la superficie, le condizioni per una ridefinizione degli equilibri sono già presenti. Resta da capire quali di queste suggestioni troveranno riscontro nella realtà.