Mercedes W17 Barcellona
George Russell durante i test del Montmelò

Possono bastare tre giornate di lavoro per emettere un verdetto? No di certo, ma possono aiutare a definire una linea, a incidere  una traccia nella sabbia. A seguito di tre intense sessioni al Circuit de Barcelona-Catalunya, Mercedes lascia la Spagna con una sensazione chiara e condivisa all’interno del team (e dagli osservatori): la W17 ha risposto esattamente come previsto sul fronte che, in questa fase della stagione, conta più di ogni altro. L’affidabilità

In un contesto regolamentare completamente rinnovato e con vetture ancora lontane da una configurazione prestazionale (ma anche tecnica) definitiva, il dato più rilevante emerso dal "Barcelona Shakedown" non è tanto il cronometro quanto la solidità complessiva del pacchetto tecnico messo in pista dalla squadra di Brackley e Brixworth.

Mercedes W17 test Spagna 2026
George Russell durante i test invernali di Barcellona

Mercedes W17: i numeri che fanno sorridere

I numeri aiutano a inquadrare il quadro generale. Cinquecento giri completati in tre giorni, pari a oltre 2.325 chilometri, senza problemi gravi e con la possibilità di seguire il programma prestabilito giorno dopo giorno. Un risultato tutt’altro che scontato, considerando la portata del cambio regolamentare e la complessità delle nuove power unit. Andrea Kimi Antonelli ha coperto 237 giri complessivi, George Russell 265, con una suddivisione del lavoro che ha permesso al team di accumulare dati continui e coerenti, soprattutto su long run e gestione delle nuove gomme Pirelli.

La terza giornata, in particolare, ha confermato quanto visto nelle precedenti: Mercedes non è stata costretta a rincorrere l’affidabilità, ma ha potuto concentrarsi sul suo incremento progressivo, lavorando su dettagli e verifiche di sistema piuttosto che su interventi correttivi urgenti. Un approccio che emerge chiaramente anche dalle parole dei protagonisti.

Mercedes W17, le impressioni dei piloti

Kimi Antonelli, al termine del suo lavoro catalano, ha sottolineato il valore del chilometraggio accumulato e della qualità delle informazioni raccolte: "Nel complesso è stata una bella prova per noi. Abbiamo avuto i nostri problemi, ma questo non ha mai ostacolato troppo la nostra operatività. Abbiamo completato molti giri e oggi (ieri, ndr) sono riuscito a guidare altri 90 nella sessione mattutina. È un vantaggio utile per aiutare a imparare sul W17 e raccogliere molti dati. Ci siamo concentrati sulle gomme C3, ma sempre su tratti più lunghi piuttosto che su qualsiasi cosa legata alle prestazioni. Siamo riusciti a capire un po' di più come l'auto e l'unità di potenza reagiscono a diverse opzioni di impostazione".

Andrea Kimi Antonelli a bordo della Mercedes W17 nei test di Barcellona

Un passaggio emblematico, perché evidenzia come il lavoro non fosse orientato a estrarre performance, ma a comprendere il comportamento dell’insieme telaio–power unit in condizioni ripetibili. Un aspetto cruciale in vista del Bahrain, dove le temperature più elevate consentiranno di esplorare finalmente a fondo l’allestimento della vettura.

Antonelli ha poi rimarcato l’importanza della fase di analisi che ora attende il team: "Ora non vedo l'ora di avere qualche giorno per lavorare con il team e assimilare tutto ciò che si è affrontato a Barcellona. Non vedo l'ora di tornare in macchina in Bahrain per il primo test ufficiale e di continuare il percorso verso l'inizio della stagione. Andremo lì con una buona comprensione dell'auto e speriamo di poter ripartire con forza ancora una volta".

Non manca, infine, il riferimento al contesto storico in cui si è svolto questo shakedown, coincidente con il 140° anniversario del brevetto di Carl Benz: "È davvero bello far parte dell'incredibile storia dell'innovazione Mercedes, soprattutto mentre mettiamo alla prova questa nuova auto nel 140th anniversario della registrazione del brevetto per l'automobile da parte di Carl Benz. Siamo tutti orgogliosi di rappresentare la stella a tre punte e non vedo l'ora di vedere come continueremo a innovare sotto queste nuove normative nei mesi e negli anni a venire".

George Russell al primo assaggio della Mercedes W17 a Silverstone

Dal lato di George Russell, il messaggio è altrettanto chiaro e coerente con quello del compagno di squadra. Il britannico ha posto l’accento sulla continuità del lavoro e sull’assenza di criticità strutturali: "È stata un'altra giornata decente e, nel complesso, una vera prova di sicurezza per noi qui a Barcellona. L'auto è piacevole da guidare, ma soprattutto abbiamo percorso molti chilometri e non abbiamo avuto problemi gravi. I piccoli problemi che abbiamo incontrato siamo riusciti a risolvere, che è lo scopo di questa corsa".

Russell introduce poi un tema centrale in questa fase della preparazione: la totale irrilevanza, almeno per ora, di qualsiasi confronto prestazionale diretto: "L'auto funziona bene ma sappiamo che non si tratta di funzionare bene, ma di quanto può andare veloce. Non abbiamo ancora alcuna indicazione di ciò, quindi dovremo aspettare il Bahrain per avere qualche indicazione della gerarchia relativa. È ancora molto presto, ma possiamo essere soddisfatti di questa base iniziale che abbiamo messo in piedi".

Anche in questo caso, il riferimento al momento storico accompagna la valutazione tecnica: "È un momento entusiasmante per il nostro sport, con probabilmente uno dei cambiamenti regolamentari più significativi che abbiamo visto. È un onore rappresentare Mercedes, soprattutto mentre celebriamo la 140th anniversario dell'invenzione dell'automobile da parte di Carl Benz oggi. È molto probabile essere al volante di una macchina così innovativa oggi; Sono entusiasta di continuare il nostro percorso verso la stagione e guardare avanti", ha chiosato il pilota di King's Lynn.

Andrew Shovlin - Trackside Engineer Mercedes AMG Petronas F1 Team

Mercedes W17, parla l’ingegnere

La sintesi tecnica più lucida - e non poteva essere altrimenti - arriva dalle parole di Andrew Shovlin, che fotografa con precisione il bilancio della settimana catalana dal punto di vista ingegneristico: "Dal punto di vista dell'affidabilità, è stata una buona settimana per noi. La macchina ci ha permesso di gestire il programma esattamente come volevamo in ognuno dei tre giorni e questo è ciò che speravamo venendo qui a Barcellona. È una grande testimonianza del duro lavoro di tutti a Brackley e Brixworth nel dare vita a questa auto. Abbiamo anche fatto buoni progressi con alcune delle sfide che abbiamo visto nei giorni uno e due, e questo è soddisfatto".

Shovlin chiarisce inoltre perché Barcellona non fosse il luogo adatto per spingere oltre: "Detto questo, a Barcellona ci siamo concentrati solo sul dimostrare la W17. In Bahrain, passeremo all'esplorazione all'allestimento, cosa che qui non si può fare quando fa così freddo. Questo ci darà un'idea molto più chiara delle capacità relative dell'auto man mano che ci avviciniamo alla stagione 2026".

Ed è proprio da qui che nasce la sensazione, condivisa nel paddock, che Mercedes esca da questi tre giorni come la squadra complessivamente più solida del lotto. Non per un singolo tempo sul giro, ma per la capacità di eseguire il programma senza intoppi, accumulare chilometraggio e risolvere rapidamente le criticità minori. In un contesto di regole nuove, questo rappresenta un vantaggio strutturale.

Per sommi capi, la Stella a Tre Punte sembra oggi la compagine meglio posizionata sul piano della preparazione tecnica, con Ferrari immediatamente alle spalle e pronta a giocarsi la partita già dai test di Sakhir. Le risposte definitive arriveranno più avanti, ma la direzione intrapresa da Mercedes, almeno in questa prima fase, appare chiara e coerente.


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