Aston Martin Gp Miami 2026
La Aston Martin AMR26 a Miami

Il dato è un pugno nello stomaco. 1:41.157, questo il tempo di Cian Shields, ultimo nelle qualifiche della Formula 2 di Miami. 1:41.311, il miglior crono dell’Aston Martin ottenuto nelle qualifiche sprint da Fernando Alonso. Una differenza inferiore ai due decimi in favore dell'auto cadetta che fotografa, con crudezza, la dimensione della crisi della franchigia di Silverstone.

Un confronto che valica la semplice statistica e si trasforma in un simbolo evidente delle difficoltà tecniche che stanno colpendo la squadra guidata da Lawrence Stroll. A Miami, dove ci si attendeva un primo segnale di reazione, non è arrivato alcun aggiornamento. Al contrario, tutti le altre scuderie hanno portato sviluppi, ampliando ulteriormente il divario.

F1 Aston Martin Fernando Alonso
Le Aston Martin di Stroll ed Alonso

Aston Martin AMR26 - Nessun aggiornamento e attesa regolamentare

L’assenza di novità sulla vettura non è frutto di un’improvvisazione, ma di una scelta precisa. La squadra am sta aspettando chiarimenti sulle cosiddette tabelle ADUO, fondamentali per capire margini e direzione di sviluppo lato power unit. Sullo sfondo resta la possibilità, ancora tutta da verificare, di ottenere una deroga superiore al 4% previsto dal regolamento, qualora le parti in causa trovassero un accordo comune.

Nel frattempo, però, la pista continua a emettere verdetti severi che ridicolizzano un team ambizioso ma caduto nel baratro generato dalle attese troppo elevate. Il nodo principale resta la correlazione tra un telaio estremamente spinto e un motore Honda che, ad oggi, non garantisce prestazioni adeguate. Nè in termini di potenza, tanto meno sul versante affidabilità. Una combinazione che sta generando inefficienze evidenti e difficili da correggere nel breve periodo.

Il caso Giappone e una crisi senza risposte

Emblematica, in questo senso, la scelta di lasciare la AMR26 in Giappone dopo il Gran Premio di Suzuka. La monoposto è stata trasferita a Sakura, nella sede Honda, per essere vivisezionata e analizzata sui banchi dinamici, con l’obiettivo di individuare l’origine delle vibrazioni che stanno compromettendo il funzionamento complessivo del pacchetto. Un lavoro approfondito che, almeno per ora, non ha prodotto risultati concreti.

F1 Aston Martin Honda
Koji Watanabe

A Miami, il verdetto del venerdì è stato impietoso: Fernando Alonso ventunesimo, Lance Stroll ventiduesimo. Entrambi eliminati e lontanissimi dalla zona Q2. Numeri che confermano una stagione estremamente complessa, ben distante dalle aspettative che accompagnavano il progetto Aston Martin nel nuovo ciclo regolamentare.

Il rischio, sempre più concreto, è che questa crisi non sia più solo contingente ma strutturale. E mentre il gruppo anglo-canadese cerca risposte tra fabbrica e regolamenti, la pista continua a restituire un’immagine difficile da sostenere, non solo per la squadra, ma per l’intero equilibrio competitivo della Formula 1. Oggi, sarà anche impietoso scriverlo, la “Verdona” è una palla al piede per il Circus iridato. 

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