F1 Aston Martin Honda
Stroll che abbandona la sua AMR26 durante la gara di Shanghai

Dietro la decisione di concedere un aiuto supplementare a Honda nel quadro regolamentare della nuova generazione di power unit, emergerebbe una motivazione molto più profonda rispetto al semplice riequilibrio tecnico. Secondo quanto trapela dal paddock, squadre e FIA avrebbero sostenuto l’introduzione del margine extra del 10% sull’ADUO proprio per scongiurare un possibile disimpegno del costruttore giapponese dalla Formula 1.

Honda, che dal 2026 è fornitore di Aston Martin, sta affrontando una fase particolarmente delicata nello sviluppo delle future unità ibride. Le difficoltà incontrate sul fronte elettrico avrebbero generato forti preoccupazioni all’interno della Federazione e tra gli stessi team, soprattutto considerando il peso politico, economico e tecnologico del marchio nipponico all’interno del campionato.

Ferrari Max Verstappen F1
Le bandiere di FIA e F1

Il timore di perdere un costruttore strategico

L’eventuale uscita di Honda sarebbe stata considerata uno scenario estremamente negativo per la serie. In un momento in cui la F1 sta cercando di consolidare la propria credibilità industriale attorno ai regolamenti 2026, perdere uno dei grandi costruttori impegnati nel progetto avrebbe rappresentato un colpo devastante.

Per questo motivo, l’orientamento generale del paddock sarebbe stato favorevole alla concessione di strumenti che permettessero al costruttore di Sakura di recuperare terreno, evitando di compromettere il proprio programma.

Aston Martin Gp Miami 2026
La Aston Martin AMR26 a Miami

Una scelta politica oltre che tecnica

La concessione del 10% aggiuntivo sull’ADUO assume quindi una valenza che va oltre l’aspetto ingegneristico. La decisione rifletterebbe infatti la volontà condivisa di proteggere la stabilità dell'ecosistema motoristico della Formula 1.

La presenza di marchi come Honda viene ritenuta fondamentale non soltanto per la competitività in pista, ma anche per l’immagine globale del campionato. In quest’ottica, Place de la Concorde e squadre avrebbero preferito sostenere temporaneamente il costruttore giapponese piuttosto che correre il rischio di assistere a un nuovo passo indietro del gigante asiatico dalla massima categoria del motorsport.


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