Red Bull tra addii eccellenti e continuità tecnica: Mekies difende il progetto interno
La partenza di Gianpiero Lambiase verso McLaren riaccende il dibattito sulla fuga di cervelli da Milton Keynes, ma il team principal francese rivendica la solidità della struttura

La perdita di figure chiave è diventata uno dei temi più delicati attorno al mondo Red Bull negli ultimi anni. L’addio di Gianpiero Lambiase, storico ingegnere di pista di Max Verstappen, destinato a raggiungere McLaren nel 2028 nel ruolo di Chief Racing Officer, rappresenta soltanto l’ultimo tassello di un progressivo ridisegno della struttura tecnica di Milton Keynes.
Una transizione che si inserisce in un contesto già segnato dalle uscite di personalità di primo piano come Rob Marshall, Will Courtenay, Jonathan Wheatley e soprattutto Adrian Newey, trasferitosi in Aston Martin dopo aver contribuito in maniera decisiva alla costruzione dell’epoca dominante della squadra anglo-austriaca.
Nonostante il peso specifico di questi addii, Laurent Mekies ha scelto una linea comunicativa molto chiara: niente allarmismi. Il dirigente francese ha infatti sottolineato come la perdita di talenti rappresenti quasi una conseguenza naturale per una struttura che continua a essere considerata un riferimento assoluto nel paddock della F1.
Secondo Mekies, il punto centrale non è evitare ogni partenza, ma creare un sistema capace di rigenerarsi continuamente attraverso la valorizzazione delle risorse interne e l’inserimento mirato di nuove competenze.

Red Bull F1 - Mekies punta sulla crescita interna della struttura
Nel commentare la situazione legata a Lambiase, Mekies ha ribadito la fiducia nella profondità organizzativa del team, evidenziando come Red Bull ritenga di avere ancora personale di alto livello in ciascun dipartimento tecnico.
Il riferimento è andato in particolare a Ben Waterhouse sul fronte power unit e a Pierre Waché per quanto riguarda l’area telaistica, due figure considerate centrali nel processo di evoluzione della squadra in vista delle prossime stagioni e soprattutto del nuovo ciclo regolamentare.
L’idea di fondo è quella di una Red Bull che non vuole dipendere esclusivamente da singole individualità, per quanto prestigiose, ma da una struttura capace di produrre autonomamente nuove figure di riferimento. Mekies ha infatti insistito sul concetto di promozione interna come filosofia primaria della squadra.
Una posizione che assume particolare rilevanza in una fase nella quale il mercato degli ingegneri e dei tecnici di vertice è diventato aggressivo quanto quello dei piloti. I top team si contendono ormai competenze strategiche con contratti sempre più importanti e ruoli manageriali sempre più estesi.

Red Bull - Il mercato tecnico resta una leva fondamentale
Pur ribadendo la volontà di far crescere i propri uomini, Mekies ha comunque lasciato aperta la porta a ulteriori operazioni in ingresso da altri team rivali. Il manager francese ex Ferrari ha spiegato che, laddove emerga la necessità di acquisire competenze specifiche, Red Bull non avrà alcun problema a intervenire sul mercato.
In quest’ottica si inseriscono sia il rafforzamento delle responsabilità affidate a Waterhouse sia l’arrivo imminente di Andrea Landi da Racing Bulls, segnale di come il gruppo Red Bull stia cercando di riorganizzare la propria catena tecnica interna mantenendo una forte integrazione tra le diverse strutture collegate.
La sensazione è che a Milton Keynes siano pienamente consapevoli dell’importanza del momento storico. Il team sta affrontando contemporaneamente la perdita di figure simboliche, il passaggio verso le nuove unità motrici sviluppate internamente con Ford e una stagione 2026 iniziata al di sotto delle aspettative.
Dopo le prime quattro gare dell’anno, infatti, Red Bull occupa soltanto la quarta posizione nel mondiale costruttori alle spalle di Mercedes, Ferrari e McLaren. Un quadro che inevitabilmente alimenta interrogativi sulla tenuta tecnica del progetto nel medio periodo.
Eppure, nonostante le difficoltà iniziali e le numerose uscite eccellenti, Red Bull continua a essere percepita nel paddock come una delle destinazioni più ambite. Ed è probabilmente proprio questo il messaggio che Mekies ha cercato di trasmettere: la forza del team non risiede soltanto nei singoli nomi che partono, ma nella capacità della struttura di continuare ad attrarre, formare e rigenerare talento tecnico ai massimi livelli.
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