Ferrari SF-26, Eau Rouge - Gp Belgio 2026
La Ferrari SF-26 affronta l'iconica Eau Rouge

Gp Belgio 2026 - Il venerdì di Spa-Francorchamps ha consegnato una Ferrari competitiva sul piano dell'equilibrio generale, ma ancora alla ricerca della configurazione ideale per sfruttare pienamente il proprio potenziale. La SF-26 si è dimostrata efficace nei cambi di direzione e nelle curve ad alta percorrenza, confermando le qualità del telaio già emerse nelle ultime uscite. Tuttavia, l'analisi dei dati lascia emergere un tema che accompagna la stagione 2026: l'utilizzo dell'energia resta il principale fattore di compromesso nella costruzione della prestazione.

Gp Belgio 2026 telemetria
Gp Belgio, Fp2: Hamilton vs Antonelli

Il comportamento della monoposto evidenzia infatti una precisa filosofia di impiego del sistema ibrido. Ferrari, come si può osservare dal nostro grafico in alto, sembra aver privilegiato la massima efficacia nei lunghi tratti in pieno, sacrificando però parte della performance nelle zone più tecniche del circuito. Una scelta che garantisce velocità elevate sui rettilinei, ma che inevitabilmente limita altre fasi del giro, dove la disponibilità di energia diventa altrettanto determinante.

Ferrari: una distribuzione dell'energia che privilegia i rettilinei

Osservando i riferimenti cronometrici e le velocità registrate, emerge un quadro piuttosto chiaro. Lewis Hamilton ha mostrato valori molto competitivi nei principali punti di accelerazione del tracciato belga, segnale che la SF-26 scarica una quota importante della propria energia elettrica nelle due sezioni dove la velocità massima produce il maggiore beneficio sul tempo sul giro.

Questa impostazione, però, presenta un rovescio della medaglia, un costo tecnico. Nei tratti più guidati la Ferrari appare meno incisiva rispetto ai rivali, sia nella fase di ingresso curva sia nelle accelerazioni successive. Alcuni riferimenti telemetrici sono indicativi: Hamilton arriva a perdere circa 12 km/h all'ingresso di curva 8 e quasi 20 km/h nella staccata della chicane Campus rispetto ai migliori riferimenti. Numeri che suggeriscono come parte del margine venga inevitabilmente ceduto per preservare energia da utilizzare nelle zone considerate più remunerative.

Il bilanciamento aerodinamico, invece, non sembra rappresentare una criticità. Il livello di carico appare adeguato alle caratteristiche del circuito e la scelta di massimizzare la spinta nella lunga discesa verso Pouhon conferma una precisa impostazione strategica. Più che una mancanza di deportanza, quindi, il limite sembra risiedere nella necessità di distribuire una risorsa energetica ancora insufficiente per coprire tutte le esigenze del giro.

Hamilton ha confermato ancora una volta una notevole efficacia nell'interpretazione di questa configurazione, mentre Charles Leclerc ha evidenziato qualche difficoltà in più soprattutto nell'ultimo settore. La gestione dell'ibrido del monegasco appare meno lineare e potrebbe essere influenzata anche da una prima parte del giro non perfettamente ottimizzata in termini di aderenza. Non è un caso che, pur transitando praticamente appaiati al termine del secondo settore, Leclerc perda terreno nel tratto conclusivo. Il nostro grafico in basso è particolarmente esplicativo:

Compare telemetrico tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc
Gp Belgio, Fp2: Hamilton vs Leclerc

Vasseur: "La gestione dell'energia sarà decisiva"

Il lavoro della notte diventa quindi fondamentale per individuare ulteriori margini di ottimizzazione, soprattutto nella distribuzione dell'energia lungo il giro. Una valutazione condivisa anche dal team principal Frédéric Vasseur, che dopo le prove libere ha invitato a non attribuire un significato definitivo ai riscontri del venerdì.

"La mattinata è andata piuttosto bene. Il pomeriggio è stato un po’ più complicato, ma bisogna contestualizzare tutto questo. Sappiamo che il carico di carburante è estremamente importante quando si valuta la competitività. Per questo è impossibile fare confronti diretti con gli altri. È una situazione che si ripete da diversi fine settimana ormai".

"Dobbiamo rimanere concentrati su noi stessi, cercare di trarre il massimo dal nostro pacchetto, e solo allora sapremo davvero dove siamo domani pomeriggio. È ancora troppo presto per fare previsioni. Se consideriamo gli ultimi quattro o cinque Gran Premi, la classifica del venerdì non ha mai davvero riflesso quella del resto del fine settimana. Abbiamo ancora molto lavoro davanti a noi".

Il manager francese ha poi individuato proprio nella gestione dell'energia uno degli aspetti più delicati di questo fine settimana: "Rimane ancora molto da fare in termini di gestione dell’energia. Abbiamo notato enormi differenze di velocità da un’auto all’altra e persino da una rettilineo all’altro".

F1 GP Barcellona
Frédéric Vasseur

Infine, Vasseur ha sottolineato come le simulazioni lascino ora spazio alla verifica in pista, dove sarà fondamentale scegliere il momento corretto per utilizzare la potenza elettrica disponibile. "Si possono fare simulazioni all’infinito, ma ora siamo nella realtà. Bisogna capire come usare l’energia durante la gara, quando attaccare e quando difendersi. Sarà uno degli elementi chiave del fine settimana".

La parola passa ora alla pista dopo le analisi della notte. E attenzione al meteo che potrebbe giocare qualche scherzo durante le qualifiche.


Clicca qui per aggiungere Formulacritica come fonte preferita su Google Discover 

Seguici e commenta sul nostro canale YouTube: clicca qui