GP Monaco Cadillac F1 Sergio Pérez
Pérez al tornantino

Il GP di Barcellona è ormai alle porte, me l'appuntamento di Montecarlo fa ancora scalpore. In un circuito rinomato e prestigioso come quello di Monaco mai ci si sarebbe aspettato un tale episodio. Il manto stradale del circuito è tipicamente aperto al traffico, perciò con poco grip e una durabilità scarsa, ma accertarsi delle condizioni del tracciato prima di far partire il gran premio dovrebbe essere la base in uno sport iper tecnologico come la Formula 1.

I due incidenti di Lance Stroll e Charles Leclerc nella medesima curva, seppur entrambi i piloti diano la colpa alla vettura, sono emblematici e aprono una riflessione sul pessimo lavoro svolto dalla Federazione e dai responsabili dell'organizzazione del Gran Premio. Un caso particolare lo apre Sergio Pérez, primo pilota a lamentarsi delle condizioni della curva incriminata già al giro 25. 

F1 GP Monaco Las Vegas
Le pessime condizione del manto stradale nella penultima curva

Sergio Pérez e la preoccupazione a Monaco: un pilota esperto lo nota subito

Il pilota della Cadillac è stato il primo a lamentarsi degli evidenti segni dell'asfalto e dalla conseguente sporcizia causata dai detriti. Il messicano si apre alla radio al giro 25: “devono pulire l'asfalto, verso l'ultima curva”. Le parole di Pérez sono state completamente ignorate. Tuttavia, al giro 60 l'Aston Martin di Stroll sbatte nelle barriere esattamente dove Sergio aveva notato lo squarcio sull'asfalto.

Questo è stato il suo team radio dopo aver visto Lance nel muro: “Non è stata colpa sua, ve l'avevo detto, è da tutta la gara che vi dico che bisognava pulire quella parte di tracciato. Prima o poi sarebbe successo qualcosa”. 

Un pilota esperto come Pérez sa quello che dice e il fatto che non sia stato minimamente considerato fa riflettere sui veri “interessi verso la sicurezza” della FIA. I sistemi di partenza aggiornati sono fatti per tutelare incidenti tra i piloti, ma un pezzo di asfalto in tali condizioni non genera nessuna preoccupazione. In realtà, seppur possa parere scioccante, la stessa Federazione già sapeva dei difetti del tracciato nella zona della penultima curva. 

GP Monaco Cadillac F1 Sergio Pérez
Sergio Pérez

GP Monaco 2026: la FIA ha cercato di nascondere le prove

A inizio weekend, il circuito cittadino non presentava difetti. Tuttavia, dopo le gare delle categorie minori, F3 e F2, la Federazione aveva notato una piccola buca tra le curve Rascasse e Antony Noghes. L'accortezza è stata una semplice “toppa”, temporanea, che cercava di limitare il problema il più possibile per permettere alle F1 di correre. Una sistemazione precaria, quasi menefreghista. 

Il culmine arriva dopo l'incidente di Charles Leclerc nella stessa curva dove ha sbattuto Stroll alla ripartenza dopo Safety Car. La SF-26 viene recuperata immediatamente dalla gru, eppure la gara riparte dopo tantissimo tempo perché i commissari sono andati a ispezionare la zona. Una leggera pulita nel “luogo del delitto” e uno dei commissari FIA che raccoglie un pezzo di asfalto e cerca immediatamente di nasconderlo in tasca come se nulla fosse. 

Come dicono i due piloti, è possibile che i due incidenti non siano stati causati dalle condizioni della pista. Tuttavia, la stessa identica dinamica e l'asfalto che si sgretola fanno pensare al contrario. La Formula 1 non può permettersi episodi imbarazzanti come questo, perché nuocciono l'immagine dello sport, della pista illustre, della Federazione e dei piloti stessi. Non  è così che si fa, serve più attenzione.  

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