Mercedes, Antonelli vs Russell: torna lo spettro del 2016
Russell va Antonelli a Montréal

Il Canada ci ha dato prova del fatto che è nata, o meglio esplosa, quella che sarà la rivalità del 2026. È vero, cinque gare sono poche per decretare Mercedes già vincitrice, ma lanciano un messaggio chiaro: nessuno al momento sembra poter sopravanzare la power unit tedesca, almeno nell'immediato.

Più si va avanti e più aumenta il dominio di Kimi Antonelli e della scuderia, aumentando il distacco in termini di classifica. Di conseguenza, diventa difficile immaginare che il team di Brackley possa in qualche modo perdere la leadership nel corso del campionato, a meno che il fantomatico ADUO sui rivali non si riveli essere efficace.

Mercedes Kimi Antonelli
Antonelli che riesce ad evitare all'ultimo un grave contatto con Russell

Mercedes, il mondiale rischia di complicarsi dall’interno

Quello che ha mostrato il weekend canadese, è che i rivali della Mercedes sono proprio in casa. E non perché i due piloti remano contro la squadra, ma perché giustamente, con una macchina performante e un obiettivo in comune come vincere e diventare campioni del mondo, lo scontro diventa inevitabile, il che può ritorcersi contro.

In Australia ha avuto la meglio Russell, per poi diventare protagonista di prestazioni sottotono, non certo per colpa sua, ma perché rimasto vittima dei problemi della sua vettura. A Montréal, invece, i due erano alla pari e hanno dato vita a più di una bagarre, in grado di mantenere alto l’interesse per la prima parte dei 68 giri. Un duello molto al limite, con delle situazioni da interpretare, che lasciano spazio ad un ampio dibattito.

Una battaglia terminata purtroppo con il ritiro dell'inglese, rimasto vittima del suo stesso motore. E chissà senza ritiro, chi tra i due avrebbe avuto la meglio. A dichiararlo è lo stesso Kimi Antonelli: vincere è utile per la classifica e per gli obiettivi personali, ma la vittoria arrivata dopo uno scontro fino all'ultimo giro assume tutto un altro sapore.

In casa Mercedes, quindi, si accende la rivalità. Il team era già pronto a tutto ciò, perché è una situazione che ha vissuto nel lontano 2016 con Lewis Hamilton e Nico Rosberg. Dieci anni dopo, il team si ritrova a gestire due piloti che inseguono lo stesso sogno, proprio come facevano allora l'inglese e il tedesco.

F1 Fittipaldi Russell Antonelli
Le Mercedes di Antonelli e Russell appaiate a Montreal

Russell insegue, Antonelli gestisce

Al momento, chi ha il coltello dalla parte del manico è Kimi Antonelli, che essendo leader della classifica piloti allunga ancor più il suo distacco su George Russell. Chi invece ha più motivi per non dormire sonni tranquilli - se così possiamo dire - è proprio il #63, perché in questo momento ha più da perdere che da guadagnare. Una posizione tutt’altro che comoda.

Il diciannovenne, invece, sa di avere in mano la situazione – il che non lo deve far rilassare, perché la sfortuna è sempre in agguato –, si trova comunque più a suo agio e può permettersi leggermente di rilassarsi. E mentre Kimi se ne va, Russell ancora una volta non è tra i protagonisti del podio, ritrovandosi nuovamente alle spalle del compagno di squadra, fuori dalla top 3 e, in Canada, fuori dalla gara in generale.

Quello che si apprezza, è che i due - probabilmente ben istruiti -  al momento sono corretti non solo in pista, ma anche nelle dichiarazioni. Antonelli ai microfoni di Sky Sport ha detto che non è bello vincere in questo modo; Russell è apparso un po' più frustrato e amareggiato ai microfoni di F1TV, dando anche la colpa alla sfortuna e a tutti quegli elementi che, messi insieme, non gli hanno permesso di riuscire nell'impresa.

Ma sfortuna o meno, George sa che deve recuperare, sa che il suo primo rivale ce l'ha in casa e sa che si trova in una situazione in cui deve assolutamente rimediare, senza potersi permettere alcuna distrazione.

Mercedes Kimi Antonelli
Kimi Antonelli che bacia il trofeo riservato al vincitore al GP del Canada

Mercedes e il fantasma del 2016

Il duello al momento è corretto, con Antonelli che ha mostrato di avere molto carattere. È un pilota completamente diverso rispetto all'anno scorso: se c'è da aprirsi via radio o da alzare i toni lo fa tranquillamente, non abbassa la guardia e non abbassa la testa nei confronti del compagno di squadra, nonostante Russell sia nel team da più tempo.

Kimi ha chiaro l'obiettivo e lo vuole raggiungere perché ha una grande opportunità per farlo. Deve naturalmente imparare a gestire questi momenti di foga e i richiami via radio di Peter Bono e di Toto Wolff ne sono un esempio. La situazione in casa Mercedes si sta aprendo adesso.

Ora ci sono due settimane di pausa per calmare gli animi, ma è una situazione che, essendo esplosa a Montréal, non è detto che non possa ricapitare. Anche perché di piste favorevoli alla power unit tedesca ce ne sono tante e una bagarre del genere può assolutamente ripetersi, a meno che la concorrenza non inizi a fare passi in avanti importanti. Ma questo, al momento, resta un grande interrogativo.

Seguici e commenta sul nostro canale YouTube: clicca qui