Hamilton guarda alla pioggia di Miami: possibile vantaggio Ferrari?
Dopo i test sul bagnato con la Ferrari, il britannico potrebbe sfruttare l’incertezza meteo per colmare il gap dai rivali, in un contesto in cui le modifiche regolamentari non sembrano ancora incidere in modo decisivo.

Lewis Hamilton crede che un’eventuale gara sotto la pioggia a Miami potrebbe giocare a suo favore. Ma per capire il perché, è necessario andare con ordine. Attorno al GP di Miami, si è creata un po’ una narrazione basata sul fattore incognita. Quest’ultima, però, pare poter essre rappresentata solo dalla pioggia.
In vista del quarto appuntamento stagionale, FIA e F1 hanno introdotto tutt’una serie di modifiche, per rendere la competizione più interessante ma soprattutto più sicura. Si tratta di correzioni che riguardano la gestione della batteria in qualifica, in gara e correzioni inerenti alla procedura di partenza.
Ma in realtà, da tali modifiche non ci si aspetta grandi passi in avanti. Non si sta dando voce a delle sensazioni derivanti dalla lettura dei documenti ufficiali, ma a dirlo sono proprio i piloti. Ne è un esempio Max Verstappen, che pensa già al 2027 con la speranza che si possa tornare a spingere. E all’olandese, si aggiungono piloti come Leclerc, Alonso, Norris, fino ad arrivare a Lance Stroll, che dichiara di aver guidato una monoposto di F3, definendola più divertente da guidare.

Miami e l’incognita pioggia: il vero ago della bilancia
È molto probabile che la gara di domenica si disputerà sotto la pioggia. All’interno del box Ferrari la comunicazione appare coerente, con entrambi i piloti che sono concordi sul discorso incognita. In effetti, non si hanno molti dati a disposizione, in quanto sarebbe la prima gara sul bagnato con le nuove monoposto.
La differenza tra i due - se così possiamo dire - sta nell’atteggiamento assunto. Charles è più cauto, affermando che per la scarsità di dati, non è possibile prevedere l’andamento della vettura in tali condizioni. L’unico aspetto positivo, è che a differenza di pista asciutta, si arriva a fine rettilineo con più energia.
A tal proposito, c’è un aspetto critico da prendere in considerazione, ossia che in condizioni di scarsa visibilità, diventa difficile prevedere come si comporterà il pilota davanti, soprattutto in termini di erogazione della potenza.
Lewis Hamilton, invece, si mostra più propositivo, in quanto ha già avuto modo di testare la SF-26 in condizioni di bagnato. Lo ha potuto fare sia a Barcellona durante il primo shakedown che a Fiorano nel mese di aprile, in due giornate di test con Pirelli. E, volendo entrare nel merito, Ferrari non arriva a Miami completamente impreparata.

Hamilton si espone: “Il bagnato può cambiare tutto”
Durante il media day, Lewis Hamilton ha avuto modo di raccontare come ha vissuto la pausa forzata dalla F1. Un mese fatto di lavoro costante in fabbrica, per capire dove e come intervenire per ridurre il divario dai rivali.
In questi giorni, ha avuto l’occasione di guidare la monoposto a Monza per il filming day e a Fiorano, come accennavamo in precedenza. Nel primo caso, si è trattato di un’occasione che - almeno stando alle sue parole - non si è avuto modo di apprendere nuovi elementi:
"Non ho imparato nulla a Monza, perché era un filming day” racconta Hamilton, come riporta PlanetF1. "Ma ho fatto due giorni di test sotto la pioggia a Fiorano," ha continuato, "e quindi spero che questo mi metta in una buona posizione se dovesse piovere domenica”.
Pochi giorni, chiaro, ma che potrebbero rivelarsi importanti in vista di una possibile gara sul bagnato. Va sottolineato però, che a Fiorano Lewis ha girato da solo e quindi resta da capire come può evolversi la situazione insieme alle altre monoposto.

Hamilton e il fattore bagnato: occasione o illusione?
Una domanda lecita, visto che ha avuto più di un’occasione per testare la vettura in condizioni non ottimali. Ma Hamilton è deciso: “Non lo so” dichiara. “Di sicuro ho fatto più test sul bagnato probabilmente rispetto a quanto mai fatto prima. Voglio dire, ho passato un'intera giornata a Barcellona, il che non è stato divertente e poi ho avuto due giorni di test sul bagnato due settimane fa”.
Di positivo c’è che ha potuto lavorare con Pirelli e quindi capire come migliorare lo pneumatico in tali condizioni. “Un tempo riuscivamo a fare delle gare fantastiche sotto la pioggia” ha ammesso. E conclude: “Potrebbe essere interessante, ma la macchina non sembra affatto male sul bagnato”.
Dire se sarà un vantaggio è complicato, ma è pur vero che la guida sul bagnato non è mai stato un aspetto sfavorevole per il sette volte campione del mondo. Anche alla guida della SF-25, macchina con la quale non ha mai trovato il giusto feeling, sul bagnato ha in qualche modo fatto la differenza.
Ne è un esempio la gara di Silverstone, in cui non solo ha surclassato Leclerc, ma ha tentato fino all’ultimo di agguantare il terzo posto conquistato da Nico Hülkenberg. Inoltre, proprio a Miami durante la sprint race, in cui ha piovuto, Hamilton grazie all'intuizione del pit stop anticipato, è riuscito a concludere terzo.
Resta quindi da capire se le condizioni meteo potranno davvero incidere sull’andamento del weekend. La pioggia sarà l’elemento decisivo capace di rimescolare i valori in campo, oppure le modifiche regolamentari avranno comunque un impatto concreto? Sono interrogativi a cui solo la pista, nel corso del fine settimana di Miami, potrà dare una risposta.