Test Bahrain, Ferrari: focus su raccolta dati e bilanciamento della SF-26
Leclerc completa 70 tornate al mattino, Hamilton 47 nel pomeriggio nonostante un inconveniente tecnico: lavoro esclusivo con C3 e priorità alla comprensione della monoposto più che alla prestazione assoluta

La Ferrari prosegue il proprio lavoro di costruzione tecnica sulla SF-26 con una giornata che, al di là dei riscontri cronometrici, assume valore soprattutto metodologico. Sul tracciato di Circuito di Sakhir, teatro dell’ultima tre giorni di test pre-stagionali in Bahrain, la monoposto di Maranello ha completato 117 tornate, pari a 633 chilometri, suddivisi tra Charles Leclerc al mattino e Lewis Hamilton nel pomeriggio.
Il dato più significativo non è rappresentato dal miglior tempo assoluto, ma dalla continuità del lavoro svolto con un unico compound - la C3 - e dalla natura del programma, interamente orientato alla raccolta dati e alla validazione di soluzioni tecniche introdotte sulla vettura. In una fase dell’anno in cui la correlazione tra pista, simulatore e CFD è prioritaria, ogni chilometro percorso ha un peso specifico elevato.

Test Bahrain 2026, Ferrari - Leclerc e la validazione delle nuove soluzioni
Charles Leclerc ha inaugurato la giornata poco dopo le 10, concentrandosi su uno schema di prove articolato su stint di diversa lunghezza. L’obiettivo era duplice: da un lato verificare l’efficacia di alcune novità installate sulla SF-26, dall’altro approfondire la comprensione del comportamento della monoposto in condizioni di carico carburante variabile.
Il monegasco ha completato 70 giri, per un totale di 379 chilometri, fermando il cronometro sull’1’33”739 come miglior riferimento personale, ottenuto con pneumatici C3. Le condizioni ambientali – cielo sereno e pista asciutta, con temperature dell’aria comprese tra 20 e 28°C e asfalto tra 27 e 40°C – hanno garantito un contesto relativamente stabile per la comparazione dei dati.
Dal punto di vista tecnico, la scelta di lavorare esclusivamente con la C3 indica la volontà di isolare le variabili e concentrare l’analisi sul comportamento meccanico e aerodinamico della vettura, senza introdurre ulteriori elementi di disturbo legati alla diversa finestra operativa delle mescole.
Al termine della sessione, Leclerc ha inquadrato con lucidità la fase del lavoro: “Questa mattina abbiamo completato il nostro programma senza alcun problema. Per ora è molto difficile interpretare le prestazioni e non è su questo che siamo concentrati. Abbiamo percorso molti giri, il che è un aspetto positivo, e continueremo a spingere nella giusta direzione nei prossimi giorni”. Parole che confermano un approccio razionale: nessuna enfasi sui tempi, ma centralità assoluta del chilometraggio e della direzione di sviluppo.

Test Bahrain 2026, Ferrari - Pomeriggio: Hamilton tra assetto e long run
Dopo la pausa, la SF-26 è stata adattata alle misure di Lewis Hamilton. Il britannico ha proseguito il programma impostato dal team, mantenendo la medesima filosofia operativa: utilizzo esclusivo della mescola C3 e lavoro su prove di assetto e simulazioni di stint prolungati.
La sessione è stata parzialmente interrotta da un inconveniente tecnico che ha indotto il muretto a richiamare la vettura ai box per un controllo approfondito alla zona del retrotreno. La vettura, come spiegato nella diretta, è stata smontata nella zona del cambio dove sono stati sostituiti dei sensori: rileggi la diretta. Una scelta conservativa, coerente con la natura dei test: prevenire rischi e salvaguardare l’integrità del pacchetto tecnico è prioritario rispetto alla ricerca del tempo.
Rientrato in pista a circa un’ora dal termine, Hamilton ha comunque completato 47 giri, pari a 254 chilometri, registrando un miglior tempo di 1’34”299. Anche in questo caso, il riferimento cronometrico assume un valore relativo, subordinato al carico di carburante e alle configurazioni di assetto utilizzate.
Il sette volte campione del mondo ha sintetizzato così la giornata: “È stata una giornata solida, in cui siamo riusciti a completare un buon numero di giri, il che è positivo. Abbiamo avuto un piccolo problema nel corso della mia sessione, ma il team ha fatto un ottimo lavoro per permettermi di tornare in pista e completare alcuni long run. Abbiamo fatto dei progressi rispetto alla scorsa settimana e continuo a migliorare la mia comprensione della vettura. Stiamo ancora lavorando per affinare il bilanciamento, ma stiamo andando nella giusta direzione”.
L’elemento chiave è proprio il riferimento al bilanciamento: segnale che il lavoro attuale è focalizzato sulla messa a punto fine dell’equilibrio tra avantreno e retrotreno, aspetto determinante su un tracciato come Sakhir, caratterizzato da forti trazioni in uscita di curva e da frenate severe.

Test Bahrain, Ferrari: continuità, correlazione, comprensione
Nel complesso, la giornata della Ferrari restituisce tre indicatori rilevanti. Il primo è la solidità operativa: 117 giri completati nonostante un imprevisto tecnico nel pomeriggio. Il secondo è la coerenza metodologica, con un programma lineare e privo di variazioni estemporanee. Il terzo riguarda il percorso di adattamento di Hamilton alla SF-26, tema che inevitabilmente accompagnerà l’avvio di stagione.
A Sakhir, più che la graduatoria dei tempi, conta la qualità dell’informazione raccolta. La Ferrari sembra aver impostato il lavoro su basi analitiche, come ha spiegato Fred Vasseur: leggi qui. In questa fase, la priorità è comprendere in profondità la finestra operativa della monoposto e consolidare la correlazione tra strumenti di simulazione e pista. La direzione, almeno nelle dichiarazioni dei piloti e nella struttura del programma svolto, appare definita. Il cronometro, per ora, resta sullo sfondo.