La vittoria di Hamilton può cambiare gli equilibri della Ferrari
Ivan Capelli analizza a Fanpage la crescita del sette volte campione del mondo: "Ora viene ascoltato". E Leclerc si trova davanti alla sfida più difficile della sua esperienza in Ferrari.

La vittoria ottenuta da Lewis Hamilton in Spagna cela un processo molto più profondo e che riguarda il suo inserimento all'interno della Ferrari e il peso che oggi esercita nelle dinamiche tecniche e politiche della squadra. In una lunga intervista concessa a Fanpage, Ivan Capelli ha descritto una situazione che sembra molto diversa rispetto a quella vissuta da Hamilton nei suoi primi mesi a Maranello. Secondo l'ex pilota e commentatore, il sette volte campione del mondo avrebbe finalmente trovato la chiave per entrare nei meccanismi della Scuderia, costruendo un rapporto più efficace con uomini, tecnici e ingegneri.
"L'anno scorso ha cercato di capirne i meccanismi, ha provato a dialogare con la squadra, ma forse non aveva trovato il sistema giusto. Quest'anno ha trovato un dialogo diverso con la squadra. Soprattutto è riuscito a farsi ascoltare, che è la cosa principale", ha spiegato Capelli.
Una frase che delinea probabilmente il cambiamento più importante. In Formula 1 il talento è fondamentale, ma non basta. Per incidere realmente occorre orientare il lavoro del team, indirizzare lo sviluppo e creare una connessione profonda con la struttura tecnica. Ed è proprio su questo terreno che Hamilton sembra aver compiuto il salto di qualità.

Hamilton ha trovato la sua Ferrari
Secondo Capelli, il punto di svolta sarebbe nato da una serie di scelte tecniche che hanno permesso a Hamilton di ritrovare sensazioni più vicine a quelle che aveva nelle sue esperienze precedenti. L'ex pilota milanese ora commentatore tecnico di Sky individua un momento preciso nel percorso di crescita del britannico: l'adozione di soluzioni tecniche più adatte alle sue esigenze di guida.
"La cosa più lampante è quella scelta tecnica sul tipo di pastiglie e freni a cui lui era abituato: da lì è partito un nuovo approccio al lavoro e soprattutto all'adattamento di una macchina che forse si addice di più al suo stile di guida", ha osservato.
Per Capelli il cambiamento non è soltanto tecnico. È soprattutto mentale. Hamilton oggi appare un pilota che guida con naturalezza, che non combatte più contro la vettura e che ha costruito un rapporto di fiducia con le persone che lavorano intorno a lui. "Quest'anno si diverte a guidare la macchina, ha un dialogo diverso con il suo ingegnere, lo senti e percepisci che ha una modalità diversa di porsi con la squadra".
La conseguenza è una Ferrari più ricettiva nei confronti delle sue indicazioni e un Hamilton sempre più coinvolto nei processi decisionali. Una dinamica che inevitabilmente modifica gli equilibri interni.

La sfida di Leclerc e il rischio di finire in secondo piano
Se Hamilton sta crescendo, dall'altra parte del box Charles Leclerc si trova ad affrontare una fase particolarmente delicata.
Capelli non mette in discussione il talento del monegasco, anzi lo definisce ancora una volta straordinario. Tuttavia individua un problema che potrebbe emergere proprio nel confronto diretto con un campione abituato a costruire le squadre attorno a sé.
"Charles ha un talento immenso, ma non riesce a gestirlo nel momento in cui deve costruirsi insieme alla macchina. Molte volte questo talento gli fa coprire i limiti della vettura, ma non la fa evolvere". Il concetto più interessante riguarda però la capacità di Hamilton di influenzare la direzione della squadra.
"Adesso deve confrontarsi con un sette volte campione del mondo che è abituato anche politicamente a gestire e muovere la squadra per farla sua. Devi giocare con le stesse armi, devi probabilmente abbassare un po' la testa e lavorare sodo per riuscire a rimetterti davanti, perché altrimenti la squadra poi prende una direzione che ti mette in secondo piano".
Parole che raccontano una Ferrari entrata in una nuova fase. Non più soltanto la squadra di Leclerc, costruita negli anni attorno al proprio talento di riferimento, ma una struttura nella quale Hamilton sta conquistando spazio, credibilità e influenza.

Una Ferrari viva che torna a credere nello sviluppo
Nell'analisi di Capelli emerge anche un altro aspetto significativo: il cambiamento dell'atteggiamento Ferrari. L'ex pilota vede una squadra più aggressiva, più dinamica e soprattutto più convinta del proprio percorso tecnico rispetto alla stagione precedente.
"La Ferrari dell'anno scorso sembrava quasi subire. Quest'anno invece è una Ferrari viva, è una squadra che presenta novità e questo ovviamente dà stimolo ai piloti e solletica gli ingegneri a trovare sempre soluzioni nuove".
È proprio questo il contesto nel quale Hamilton sta riuscendo a emergere. Una Ferrari che sviluppa, che reagisce e che continua a portare aggiornamenti rappresenta l'ambiente ideale per un pilota che ha costruito gran parte dei suoi successi sulla capacità di lavorare con gli ingegneri e guidare la crescita tecnica della monoposto.
Per questo motivo il tema non è soltanto il ritorno di Hamilton a livelli elevati. La vera notizia è che il britannico sembra aver finalmente trovato il proprio posto dentro la Ferrari. E quando un campione del suo calibro riesce a farsi ascoltare e a orientare il lavoro della squadra, gli effetti possono andare ben oltre il singolo risultato in pista.
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