Attacco Iran alla raffineria Aramco: Aston Martin e F1 tremano sotto i droni
L'Iran lancia droni Shahed-136 su Ras Tanura. Chiuso il cuore energetico dell'Arabia Saudita: a rischio la logistica del Mondiale F1 2026 e i piani tecnici di Aston Martin.
L’escalation del conflitto in Medio Oriente colpisce il centro di gravità della Formula 1. Come riportato da Reuters, nelle prime ore di lunedì 2 marzo 2026, uno sciame di droni suicidi lanciati dall'Iran ha colpito la raffineria di Ras Tanura, il più grande hub di esportazione di Aramco.
L'attacco, parte della massiccia rappresaglia di Teheran contro obiettivi USA e israeliani nella regione, ha costretto il colosso petrolifero alla chiusura immediata dell'impianto. Sebbene il Ministero della Difesa saudita parli di "danni limitati" e nessun ferito, l'impatto sul mondo del motorsport è già una realtà.
Aston Martin in prima linea: il partner tecnico sotto scacco
Per l'Aston Martin Aramco Formula One Team, la notizia è un colpo durissimo. La scuderia di Silverstone dipende da Aramco non solo per il budget, ma per lo sviluppo e la fornitura dei carburanti sostenibili (e-fuels) necessari per il nuovo regolamento motori 2026.
- Test a rischio: i laboratori di ricerca situati nell'area colpita sono fondamentali per la raffinazione del combustibile che Honda sta testando per le monoposto di Fernando Alonso e Lance Stroll;
- Sicurezza del personale: con il personale F1 già in rotta verso l'Australia per l'apertura della stagione, la chiusura degli spazi aerei sopra il Golfo e gli attacchi alle infrastrutture Aramco creano un incubo logistico senza precedenti.
Formula 1 e Guerra in Iran: GP a rischio cancellazione?
L'attacco dell'Iran a Ras Tanura rievoca i fantasmi di Jeddah 2022, ma con una gravità geopolitica superiore. Pirelli ha già cancellato la doppia sessione di test privati in Bahrein a causa dei missili nell'area.
Dopo le prime tappe in Australia, Cina e Giappone, il Circus dovrebbe tornare nel Golfo ad aprile per il GP del Bahrein e il GP dell'Arabia Saudita, zone fortemente interessate dagli attuali scenari di guerra.
Liberty Media e la FIA monitorano la situazione, ma la pressione sui piloti (che già in passato espressero dubbi sulla sicurezza in zona di guerra) è destinata a esplodere nelle prossime ore a Melbourne. La F1 ha già visto missili volare a pochi chilometri dalla pista, nel pieno di una sessione, ora lo scenario è ben peggiore rispetto a un attacco terroristico isolato.
Il mercato petrolifero esplode
Mentre le immagini del fumo nero sopra Ras Tanura fanno il giro dei social, il prezzo del greggio Brent è schizzato del 10%, sfiorando gli 80 dollari. Per la F1, uno sport che fa del "soft power" saudita il suo motore economico, l'instabilità dell'Iran trasforma i circuiti di Sakhir e Jeddah da vetrine di lusso a potenziali bersagli simbolici.