Gp Ungheria 2026, strategia gara: Ferrari può recuperare dagli errori del sabato
Norris riporta la McLaren davanti a tutti dopo il dominio Mercedes al sabato. Ferrari è lì e può dire la sua se sarà perfetta. Tra una e due soste il margine è minimo

Gp Ungheria, strategia gara - La qualifica dell'Hungaroring ha interrotto una tendenza consolidata. Dopo una sequenza di pole position monopolizzate dalla Mercedes, è stata la McLaren a prendersi la scena con Lando Norris, capace di convertire in risultato il netto salto di competitività mostrato fin dalle ultime prove libere. Un segnale importante, ma non ancora decisivo.
Sul tracciato ungherese, infatti, partire davanti rappresenta soltanto una parte dell'equazione. L'impressione comune è che la posizione in griglia sia determinante, eppure i numeri raccontano una realtà diversa: nelle ultime stagioni la pole si è trasformata raramente in vittoria. L'Hungaroring è uno dei pochi circuiti dove la gestione tattica della corsa può ribaltare valori apparentemente consolidati, rendendo il lavoro del muretto determinante quanto quello del pilota.

Strategia al centro della scena: una o due soste, il margine è sottilissimo
La simulazione di gara proposta da Pirelli (per l'occasione ha portato compound C3,C4 e C5, ndr) evidenzia uno scenario estremamente aperto. Le due strategie principali sono separate da un vantaggio teorico minimo, tanto che la scelta definitiva potrebbe dipendere dall'evoluzione dei primi giri, dall'usura reale degli pneumatici e dalle eventuali neutralizzazioni.
Sulla carta, la soluzione più rapida resta quella a due soste con sequenza Medium-Hard-Hard. Le finestre ottimali prevedono il primo pit stop tra il 16° e il 22° passaggio e il secondo tra il 40° e il 46° giro. McLaren, Ferrari, Red Bull e Mercedes si presentano inoltre con due set di gomme dure ancora disponibili, un elemento che offre maggiore flessibilità tattica. Rimane però un'incognita non trascurabile: nessuno dei team di vertice ha realmente verificato il comportamento della mescola più dura in condizioni di gara.
Non è però da escludere una strategia a sosta singola. L'opzione Medium-Hard, con cambio gomme previsto tra il 26° e il 32° giro, continua a rappresentare una valida alternativa. Secondo gli uomini della "P Lunga", il tempo complessivo perso rispetto alle due soste è praticamente nullo, rendendo entrambe le scelte competitive. In uno scenario così equilibrato saranno determinanti fattori come degrado, traffico e capacità di sfruttare undercut e overcut.

Il precedente del 2025 dimostra quanto contino le decisioni del muretto
L'edizione dello scorso anno costituisce probabilmente il miglior esempio di quanto una gara all'Hungaroring possa essere decisa più dalla strategia che dalla velocità pura.
Ferrari aveva sorpreso tutti conquistando la pole position con Charles Leclerc, interrompendo il dominio prestazionale della McLaren. La corsa, però, prese una piega completamente diversa attraverso la gestione degli stint.
Oscar Piastri tentò subito l'undercut su Leclerc senza riuscire a completare il sorpasso virtuale. Lando Norris, invece, rimase in pista molto più a lungo del gruppo di testa, sfruttando l'aria libera per costruire il vantaggio necessario a rientrare nella lotta per la vittoria. Quel primo stint esteso gli consentì di ribaltare la situazione e di ritrovarsi leader nella fase conclusiva della gara.
Alle sue spalle Piastri, grazie a pneumatici più freschi, recuperò rapidamente terreno superando Leclerc e arrivando negli scarichi del compagno di squadra. La McLaren si ritrovò così a gestire una delicata battaglia interna, con Norris capace di difendere la posizione fino alla bandiera a scacchi. Un risultato costruito soprattutto attraverso la lettura della gara e non esclusivamente sul ritmo.
Hamilton può sorprendere, attenzione anche alle strategie alternative
Oltre agli schemi principali, esistono diverse varianti che potrebbero diventare interessanti in funzione della posizione in pista.
Una possibilità è rappresentata dalla sequenza Soft-Hard-Medium, che permette di sfruttare l'extra grip della gomma morbida allo start, anticipando però il primo pit stop e allungando sensibilmente lo stint centrale. La finestra ideale colloca le soste tra il 13° e il 19° giro e successivamente tra il 45° e il 51° passaggio.
L'alternativa speculare, Medium-Hard-Soft, sposta invece la seconda sosta molto più avanti, lasciando spazio a un finale particolarmente aggressivo con pneumatici nuovi.
In questo contesto Ferrari potrebbe giocare una carta differente con Lewis Hamilton. La scelta di utilizzare un set di gomme medie già in Q1 ha consentito al britannico di conservare una mescola Soft nuova per la gara, dettaglio che lascia immaginare una strategia meno convenzionale rispetto ai rivali. Anche una soluzione Soft-Hard-Hard non può essere esclusa.
Williams e Cadillac, invece, dispongono di due set di pneumatici Medium ancora inutilizzati e potrebbero orientarsi verso una sequenza Soft-Medium-Medium, con soste comprese tra il 14° e il 20° giro e successivamente tra il 44° e il 50° passaggio.

Caldo estremo e degrado: il vero nemico sarà il posteriore
Le previsioni meteo non indicano, almeno al momento, una concreta possibilità di pioggia durante il Gran Premio. Qualche precipitazione potrebbe interessare il circuito soltanto nelle operazioni successive alla gara, senza intaccare il quadro strategico.
L'elemento destinato a incidere maggiormente sarà invece la temperatura. Si attendono circa 32 gradi nell'aria e valori dell'asfalto prossimi ai 56 gradi, condizioni particolarmente severe per gli pneumatici posteriori molto stressati su un tracciato rear limited.
Su un circuito dove la trazione rappresenta uno dei fattori tecnici più importanti, il degrado del retrotreno potrebbe fare la differenza soprattutto per quelle monoposto che hanno privilegiato la prestazione sul giro secco in qualifica. In altre parole, chi ha massimizzato il potenziale per conquistare posizioni in griglia rischia di pagare il conto negli stint più lunghi.
Per questo motivo la pole position conquistata da Norris rappresenta soltanto il primo passo. All'Hungaroring, più che il sabato, è la domenica a emettere il verdetto definitivo.
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