George Russell Mercedes
George Russell col cappellino per il GP di Miami 2026

La stagione 2026 si è aperta nel segno di George Russell: vittoria in Australia, pole position, un passo che sembrava quello di un candidato al titolo. Cosa che è tutt'ora, sia chiaro. Però, poi, qualcosina si è inceppato. Andrea Kimi Antonelli ha inanellato due successi consecutivi in Cina e Giappone, scavalcando il britannico in classifica. La Mercedes resta dominante, ma al suo interno i rapporti di forza si sono complicati. O quanto meno modificati rispetto alla iniziali raffigurazioni.

Il pilota di King's Lynn non si nasconde. Con una lucidità che in questo sport non è scontata ha identificato i propri punti deboli e li ha elencati con ai media. Non difese, non alibi: solo un'analisi fredda di ciò che non ha funzionato.

F1, Antonelli sfida Russell: a Miami il primo vero banco di prova
Mercedes GP Giappone 2026

Partenze e safety car: il tallone d'Achille 

Tre pole position. Zero gare comandate alla prima curva. Il paradosso di Russell in questa prima parte di stagione si misura in queste due cifre. Avere il passo per qualificarsi davanti a tutti e poi perdere posizioni già nei primissimi metri è un problema tecnico, certo, ma anche mentale e procedurale.

A Suzuka il copione è stato impietoso: Russell superato da Lewis Hamilton alla ripartenza dopo la safety car, poi un duello perso con Leclerc che ha compromesso definitivamente la sua gara. Errori procedurali, ha ammesso lui stesso, che in un campionato così equilibrato si pagano a caro prezzo.

"Ho commesso alcuni errori procedurali che mi hanno portato a essere superato da Lewis in Giappone. Se risolvo queste cose, saremo in una situazione molto diversa".

George Russell La diagnosi è chiara. La terapia, ancora da completare

Il Circus approda a Miami, pista dove nel 2025 Antonelli aveva mostrato il suo miglior weekend stagionale da rookie. Una potenziale trappola psicologica per Russell? La risposta del pilota è stata netta: no. E non per arroganza, ma per metodo.

F1
Russell ed Antonelli in lotta

Russell ragiona in termini di campionato, non di singola gara. Costanza nei momenti difficili, attacco quando le condizioni lo permettono, e soprattutto la capacità di non farsi trascinare nei confronti diretti con il compagno. Un approccio maturo, quasi distaccato, che ricorda quello dei grandi campioni.

"Un campionato si vince per tutta la stagione", ha detto con convinzione. "Nessuno ricorda cosa succede gara per gara". E ancora: non pensa ad Antonelli, non pensa alla classifica. Pensa a se stesso. È il mantra del pilota che ha trovato la propria identità di guida e non intende perderla inseguendo pressioni esterne.

Rimane però un punto interrogativo concreto: quelle lacune nelle partenze e nelle ripartenze non sono dettagli secondai. Con Antonelli cresce a ritmo sostenuto e la Mercedes sembra avere il mezzo per vincere ovunque, ogni errore rischia di diventare un gap difficile da recuperare. Russell sa dove deve migliorare. La domanda è se Miami sarà il momento in cui inizia davvero a farlo. Staremo a vedere. 

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