Power Unit Mercedes F1
L'unità motrice turbo-ibrida Mercedes

La Federazione Internazionale dell'Automobile ha messo nero su bianco ciò che per mesi è stato oggetto di discussione tecnica e sospetti incrociati nel paddock: la misurazione del rapporto di compressione della power unit di F1 non sarà più terreno grigio. Con una modifica formale alla Sezione C del Regolamento Tecnico, la FIA ha ridefinito criteri, condizioni di verifica e responsabilità procedurali, chiudendo di fatto la querelle che aveva animato il dibattito tra costruttori in vista del ciclo 2026 della Formula 1.

Il punto centrale riguarda il limite di 16:1 come valore massimo del rapporto di compressione geometrico e, soprattutto, le condizioni nelle quali tale parametro dovrà essere misurato. La novità sostanziale è l’introduzione di una doppia finestra di controllo, che include anche la verifica a 130°C a partire da giugno 2026, oltre al divieto esplicito di qualunque sistema progettato per aumentare il rapporto di compressione in condizioni operative.

La power unit Honda per la stagione 2026

Rapporto di compressione power unit F1: la chiarificazione della FIA

SEZIONE C: REGOLAMENTI TECNICI - Articolo C5.4.3

Nessun cilindro del motore può avere un rapporto di compressione geometrico superiore a 16.0. La procedura per misurare questo valore sarà dettagliata da ciascun Costruttore di Power Unit in conformità al Documento di Linee Guida FIA-F1-DOC-042 ed eseguita a temperatura ambiente. Questa procedura deve essere approvata dal Dipartimento Tecnico FIA e inclusa nel dossier di omologazione del Costruttore di Power Unit

Nessun cilindro, come indicato all’Articolo C5.1.3, del Motore può avere un rapporto di compressione geometrico superiore a 16.0, misurato nelle seguenti condizioni:

  • Fino al 31 maggio 2026: quando il Motore è a temperatura ambiente.
  • Dal 1° giugno 2026 al 31 dicembre 2026: quando il Motore è a temperatura ambiente così come quando il Motore è a 130°C. Qualsiasi componente, assieme, meccanismo o disposizione integrata di componenti progettata o funzionante per aumentare il rapporto di compressione in condizioni operative oltre 16.0 è proibita.

La procedura che sarà utilizzata per valutare la conformità a questo articolo deve essere definita da ciascun Costruttore di Power Unit in conformità alle istruzioni dettagliate nel documento FIA-F1-DOC-042. Tale procedura deve essere approvata dal Dipartimento Tecnico FIA e inclusa nel dossier di omologazione del Costruttore di Power Unit.

Nota: Il FIA-F1-DOC-042 sarà rivisto in conformità ai requisiti che entreranno in vigore il 1° giugno 2026. Di conseguenza, la procedura del Costruttore di Power Unit dovrà essere aggiornata e il dossier di omologazione della Power Unit modificato di conseguenza.

Rapporto di compressione power unit F1, finalmente si mette il punto alla vicenda

Dal punto di vista tecnico, il passaggio chiave è l’estensione del controllo anche alla condizione di 130°C. In precedenza, la misurazione era prevista esclusivamente a temperatura ambiente; ciò lasciava spazio a interpretazioni sulle variazioni dimensionali e volumetriche in regime termico. Ora il legislatore impone un doppio riferimento oggettivo, riducendo drasticamente la possibilità di sfruttare tolleranze elastiche o cinematismi interni capaci di alterare il rapporto effettivo in esercizio.

Il divieto esplicito di “qualsiasi componente, assieme, meccanismo o disposizione integrata” finalizzata ad aumentare il rapporto oltre 16.0 in condizioni operative rappresenta il vero sigillo normativo. Non solo limite numerico, dunque, ma anche chiusura preventiva verso soluzioni ingegneristiche borderline.

Con questa riscrittura, la Federazione ha scelto la via della precisione procedurale: ogni costruttore dovrà definire e far approvare la propria metodologia di verifica, integrandola nel dossier di omologazione. Un impianto che punta alla tracciabilità tecnica e alla uniformità dei controlli.

La controversia sui rapporti di compressione, che aveva acceso sospetti e interpretazioni divergenti, trova così una cornice definitiva. Almeno sulla carta, il capitolo è chiuso. Ora la parola passa ai motoristi.

Si ricorda, infine, che Place de la Concorde ha anche eliminato l’obbligo delle due soste per il Gp di Monaco: leggi qui. L’esperimento del 2025 è stato quindi archiviato dopo un sostanziale fallimento.

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