F1, "Fast & Freak" – Un gran premio di Miami tutto da ridere
Torna la consuetudinaria rubrica “Fast & Freak”: una lettura in chiave ironica di alcune circostanze che hanno caratterizzato il Gran Premio di Miami.

Cominciamo subito col dire che dopo un mese di stop forzato, un weekend di gara con format sprint era esattamente ciò che ci voleva. Già, proprio a pennello per attendere ben altre tre settimane prima di vedere nuovamente i nostri in azione per il GP del Canada. Questi piloti impiegati statali…
Un weekend decisamente imprevedibile, quello del Gp di Miami, in cui Lando Norris ha centrato pole position e vittoria della sprint race (vi rinfresco la memoria nel caso in cui qualcuno lo avesse momentaneamente dimenticato, stiamo parlando dell’attuale campione del mondo in carica) con il compagno di squadra Oscar Piastri in seconda posizione e Charles Leclerc a chiudere il podio.
E proprio quando sembrava che la McLaren fosse pronta a sigillare un’ulteriore doppietta liberandosi definitivamente del suo alone di opacità, ecco un’inesorabile Mercedes pronta a ristabilire di prepotenza la gerarchia. Andrea Kimi Antonelli vince la gara mettendosi alle spalle entrambi i Papaya, e lasciando al suo compagno di squadra George Russell una cocente medaglia di legno.

Max Verstappen, “Sbinnala!”
Se non puoi vincere, quantomeno regala spettacolo. Max Verstappen ha centrato in pieno questo obiettivo, esibendosi in pista in una danza che avrebbe provocato una catastrofe se il volante della RB22 fosse stato nelle mani di qualsiasi altro pilota.
Spegnimento dei semafori, traffico da partenza, pochi metri percorsi, perdita del posteriore e colpo di scena: un testacoda talmente magistrale da non aver minimamente scalfito la tempra di Max, che 360 gradi più tardi non solo è riuscito a non coinvolgere nessuno nella sua piroetta, ma ha anche proseguito come se nulla fosse. Nel nome Max la M sta per Magia, poco ma sicuro.
Charles Leclerc, abbi pietà di noi
Accecato dall’ostinazione di voler proteggere a tutti i costi la sua posizione ed ancora più motivato dal sentire il dolce profumo del podio, Charles Leclerc ha ripetutamente tagliato la pista durante le fasi finali del GP nello strenuo tentativo di difendersi da un arrembante Oscar Piastri. Ma non è tutto.
Proprio durante l’ultimo giro, ha perso il controllo della sua SF-26 in curva 3, baciando le barriere ma riuscendo comunque a ripartire incolume. Incolume sì, ma di certo non per la FIA che aveva già il colpo in canna: drive through o penalità di 20 secondi post gara? In pieno stile Leclerc, meglio i 20 secondi differiti.
Meglio prolungare una sofferenza friggendo in silenzio ed aspettando l’inesorabile condanna che lo ha relegato in ottava posizione. La FIA avrebbe potuto quantomeno apprezzare la fantasia del nuovo layout proposto da Charles, costretto ad inventarsi porzioni di pista pur di gestire la sospensione danneggiata nel contatto. Prossimo obiettivo: la Parigi-Dakar.

“RedBull ti mette le ali” o forse “Lawson ti mette le ali”?!
Questione di punti di vista. In casa Alpine hanno deciso di correre ai ripari dopo le perplessità dello scorso campionato e le altrettante incertezze di questo 2026. Flavio Briatore non ne ha mai fatto mistero, voleva una monoposto che volasse e Pierre Gasly lo ha accontentato: dopo il contatto con la Vcarb03 di Liam Lawson, il pilota francese ha effettivamente preso il volo ribaltandosi a mezz’aria per poi schiantarsi contro le barriere, fortunatamente uscendone illeso.
O forse non era esattamente questo il concetto di “volare” richiesto da Briatore?!