F1 Ferrari Mercedes
La Mercedes di Russell in lotta con la Ferrari di Leclerc, a Melbourne

Nel mondo dello sport professionistico il valore economico dei team è diventato un indicatore sempre più rilevante per misurare il successo di un brand, la sua capacità di attrarre investimenti e la forza del suo appeal globale. Un recente confronto emerso da analisi autorevoli ha messo a a paragone due icone assolute: il Real Madrid, simbolo del calcio mondiale, e la Scuderia Ferrari, leggenda della F1. Nonostante le differenze profonde tra i due mondi, i numeri rivelano una vicinanza sorprendente, con il club spagnolo che supera di misura il team italiano in una delle classifiche più prestigiose.

Secondo la graduatoria Forbes dei 50 team sportivi più preziosi al mondo, il Real Madrid si posiziona al 20° posto assoluto con un valore stimato di 6,7 miliardi di dollari. Si tratta del primo team non americano in classifica, un risultato che sottolinea la potenza del brand madrileno al di fuori del dominio americano. 

La Ferrari, invece, raggiunge i 6,5 miliardi di dollari, attestandosi in una posizione leggermente inferiore ma comunque di altissimo livello, pari a quella del Manchester City. Il divario è minimo, appena 200 milioni di dollari, eppure basta a collocare il Real Madrid davanti alla storica squadra di Maranello. Per contestualizzare, il Barcellona si ferma a 5,6 miliardi, risultando così inferiore anche alla Mercedes, valutata a 6 miliardi di dollari.

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Il Real Madrid, il team sportivo europeo che vale di più al mondo

La dominanza americana e il ruolo emergente della F1

La classifica Forbes è dominata dalle franchigie della NFL, che occupano 30 posizioni su 50, confermando il primato assoluto delle leghe sportive statunitensi. I Dallas Cowboys guidano la graduatoria con 13 miliardi di dollari, avendo triplicato il proprio valore in soli 6 anni, passando da 5 a 13 miliardi. In questo panorama quasi monopolistico, la F1 sta guadagnando rapidamente terreno. 

Solo un anno prima nessun team della categoria figurava tra i primi 50; oggi invece Ferrari e Mercedes fanno il loro ingresso con forza, registrando entrambe una crescita del valore tra il 55 e il 60% in 12 mesi. Liberty Media, proprietaria dei diritti commerciali della Formula 1, sta spingendo con decisione per emulare il modello della NFL, trasformando i Gran Premi in eventi spettacolari e globali, come quelli di Las Vegas e Miami, concepiti per evocare l’atmosfera del Super Bowl.

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I Dallas Cowboys, il team sportivo più valoroso al mondo

La crescita esplosiva dei team

Il business della Formula 1 vive una fase di forte rivalutazione grazie all’ingresso di capitali freschi e all’aumento dell’interesse mediatico. Tra i team di testa, McLaren vale 4,4 miliardi di dollari e Red Bull 4,3, mentre Aston Martin si attesta a 3,2, Williams a 2,5, Alpine a 2,4, Audi a 2,4 e Racing Bulls a 2,3. 

All’estremo opposto si trova la Haas, l’unico team sotto i 2 miliardi, circa 1,5, penalizzata dalla forte dipendenza tecnica dalla Ferrari e dalla necessità di ingenti investimenti per conquistare maggiore indipendenza. Un caso emblematico di crescita è quello della Williams, che in 6 anni ha moltiplicato il proprio valore per quattordici volte, dimostrando come un progetto solido possa attirare investitori di alto profilo.

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La sede della McLaren a Woking, Regno Unito

Altri studi e valutazioni alternative

Accanto alla classifica Forbes esistono analisi indipendenti che propongono cifre ancora più elevate per i top team. Lo studio di BusinessBook GP, curato da Marc Limacher, stima ad esempio la Ferrari a circa 7 miliardi di euro, la Mercedes a 6 miliardi di euro, mentre McLaren e Red Bull si attestano entrambe intorno ai 5 miliardi di euro. Queste differenze evidenziano come il valore di mercato incorpori elementi soggettivi legati al brand, al momento storico e alle prospettive future, rendendo le stime parzialmente variabili a seconda dello studio considerato.

È importante distinguere il valore di un team dalla sua effettiva redditività operativa. La Mercedes, ad esempio, ha chiuso il 2024 con un EBITDA di 227 milioni di dollari, un risultato che la colloca tra i team sportivi più profittevoli al mondo sul piano gestionale. L’introduzione dei tetti di budget ha contribuito a migliorare la sostenibilità economica delle scuderie, consentendo anche la distribuzione di dividendi, come avvenuto con Toto Wolff. Questa solidità finanziaria attira grandi investitori: James Ratcliffe e George Kurtz in Mercedes, Lawrence Stroll nell’Aston Martin, Dorilton nella Williams e il miliardario Dan Towriss insieme a Mark Walter per la Cadillac. Il flusso di capitali dimostra che la Formula 1 è ormai percepita come un settore ad alto potenziale di rendimento.

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Toto Wolff, team principal e CEO del team Mercedes

Una transizione storica nel business dello sport

Nonostante la rapida ascesa, molti appassionati della Formula 1, i cosiddetti “petrolheads”, faticano ad accettare che un club calcistico come il Real Madrid superi economicamente la mitica Scuderia di Maranello. Eppure i numeri riflettono una realtà in evoluzione: il business dello sport si sta globalizzando e professionalizzando, con la Formula 1 che recupera terreno in modo deciso rispetto alle grandi leghe americane, pur restando ancora lontana dal loro dominio assoluto. 

Il confronto tra Real Madrid e Ferrari rappresenta quindi un simbolo di questa transizione, dove tradizione, forza del brand e capacità di generare introiti si intrecciano in un mercato sempre più competitivo e orientato al futuro. La crescita registrata finora è solo l’inizio di un percorso che potrebbe riservare ulteriori sorprese nei prossimi anni.


Crediti foto: Getty Images, Dallas Cowboys, Nigel Young, Shutterstock

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