Ferrari e il suo peccato capitale: il “pacchetto Spagna” rischia di essere un rammarico enorme
A modo suo, oggi Charles Leclerc ha scritto la storia. La pole position ottenuta nel Gran Premio dell'Azerbaijan è la quarta consecutiva a Baku, un dato che conferma ancora una volta quanto il monegasco si esalti su questa pista e, in generale, nel giro di qualifica. Ora, però, è il momento di convertire questa straordinaria striscia in una vittoria, che la Ferrari non ha mai agguantato in terra azera.
La Rossa si è ben disposta per figurare alla grande durante la gara di domani, visto che Carlos Sainz partirà dalla terza posizione, alle spalle di Oscar Piastri, ma sulla stessa linea di Leclerc. Questo potrebbe offrire un vantaggio, poiché scattare dal lato pulito della pista è molto premiante da queste parti, mentre il lato sporco penalizza oltremodo. Insomma, i due alfieri del Cavallino Rampante possono collaborare per tentare di fare qualcosa di grande e riaprire storie che fino a qualche tempo fa sembravano chiuse, sepolte sotto metri di cemento armato.
Sì, sto parlando proprio del Campionato Costruttori, che vede Maranello in terza posizione, a soli 39 punti da una Red Bull che ancora fatica a ritrovare la giusta direzione. Davanti alla Ferrari c’è la McLaren, che dista 31 punti, ma oggi è stata penalizzata dalla disastrosa qualifica di Lando Norris, che ha perso la bussola proprio nel momento in cui avrebbe dovuto essere più concentrato. Un pilota forte, ma non eccezionale a mio avviso, che non sembra possedere quella tenuta psicologica che distingue i veri fuoriclasse.

Ferrari: gli aggiornamenti spagnoli rischiano di pesare come un macigno sulla stagione 2024
Dopo il Gran Premio di Montecarlo vinto da Leclerc, la Ferrari sembrava lanciata nell'iperspazio. Poi è arrivata la débâcle del Canada e, da quel momento, si è deciso di accelerare con gli sviluppi, introducendo a Barcellona un pacchetto di aggiornamenti che non ha funzionato e ha confuso gli ingegneri. Questi hanno dovuto lavorare per molte gare, tra prove e valutazioni, per superare il problema del "bouncing" causato da un fondo che generava troppo carico per essere gestito dalle sospensioni. Uno squilibrio aerodinamico che è stato corretto con il fondo introdotto in Ungheria e ottimizzato grazie agli accorgimenti portati in Olanda e a Monza, dopo la pausa estiva. Da quel momento, la SF-24, grazie anche a piste più "amiche", è tornata in vita, passando da quarta forza a vettura in grado di giocarsi la vittoria, soprattutto a fronte delle difficoltà della McLaren di sfruttare l'enorme potenziale della MCL38. Il podio di Zandvoort è stato il preludio alla vittoria di Leclerc a Monaco, che a sua volta potrebbe essere l’inizio di qualcosa di ancora più importante, considerando la posizione di Sainz. Guardando indietro, è giusto riconoscere a Maranello il merito di non essersi disunita nei momenti duri, ma è innegabile che le difficoltà incontrate da Barcellona in poi abbiano pesato molto sulla stagione della Ferrari. Il campionato costruttori è ancora molto aperto: mancano 8 gare e 3 Sprint Race, e i punti di distacco sono relativamente pochi. Guardando però alla classifica piloti, c'è motivo di rimpianto. Max Verstappen è in testa con 303 punti, seguito da Lando Norris con 241 punti. In terza posizione troviamo Charles Leclerc con 217 punti. Il distacco dalla vetta è di 86 punti, un numero consistente che richiederebbe una lunga striscia di vittorie e contemporanee défaillance della Red Bull per essere colmato. E qui sorge il rammarico: se il pacchetto di aggiornamenti avesse funzionato immediatamente come i successivi step tecnici, Leclerc potrebbe essere molto più vicino a Verstappen, che "rischia" di vincere il suo quarto titolo iridato consecutivo per la manifesta incapacità degli avversari di mantenere il ritmo.
Crediti foto: Scuderia Ferrari HP, Chiara Avanzo