GP Italia: Il futuro di Monza è nelle mani della Sprint Race
Considerazioni sull’accordo raggiunto dall’Autodromo brianzolo e la massima categoria per i prossimi 3 anni

Dal palco del Teatro alla Scala di Milano, durante la presentazione delle iniziative culturali legate al weekend del GP d’Italia, a Monza, il presidente dell'Aci Geronimo La Russa ha confermato un'importante novità per il circuito brianzolo. Monza ospiterà la gara Sprint a partire dal 2027 per tre edizioni consecutive.
“Abbiamo raggiunto un accordo: dall'anno prossimo, per tre anni, avremo la Sprint Race”, ha dichiarato La Russa, tracciando così la linea per il format del weekend monzese nei prossimi anni. Resta ancora da definire nel dettaglio come cambierà la struttura organizzativa del fine settimana, ma l'accordo politico appare ormai consolidato.

Tre sprint race a che pro?
L'arrivo di tre gare Sprint a Monza rappresenta una conquista inutile e di scarso valore strategico per l'autodromo brianzolo, un contentino temporaneo che non risolve i problemi di fondo legati alla posizione di Monza nel calendario della Formula 1.
Mentre circuiti emergenti o già consolidati in altre parti del mondo riescono a strappare accordi pluridecennali, capaci di assicurare investimenti massicci, rinnovamenti infrastrutturali profondi e una visibilità garantita per decenni, Monza si deve accontentare di questa formula Sprint estesa solo per tre stagioni, un periodo troppo breve per giustificare trasformazioni importanti o per rafforzare davvero il prestigio storico del tempio della velocità.
Questa scelta appare ancora più deludente se si considera il patrimonio unico di Monza: un tracciato leggendario, carico di storia e di passione italiana, che ha ospitato momenti epici del motorsport mondiale. Invece di capitalizzare su questo appeal naturale per ottenere un contratto a lungo termine simile a quelli siglati da piste come Silverstone, Red Bull Ring, in Austria, che ha un contratto fino al 2041 o persino alcune nuove realtà asiatiche, mediorientali ed americane, l'autodromo brianzolo rischia di rimanere in una posizione di debolezza negoziale.
Le Sprint, pur aggiungendo un evento extra nel weekend, portano con sé criticità note: logistica più complessa e un format che molti piloti e team considerano poco amato perché comprime i tempi e aumenta i rischi senza necessariamente elevare lo spettacolo in modo proporzionale.

Prima le cose più importanti
Monza merita di più. Merita una trattativa ambiziosa che guardi al 2030 e oltre, con garanzie concrete di permanenza nel calendario, fondi per modernizzare le infrastrutture senza ricorrere ogni anno a tribune provvisorie, e un riconoscimento del suo ruolo culturale e turistico per l'Italia intera. Accontentarsi di tre Sprint appare come una mossa difensiva, quasi un ripiego per non perdere del tutto il GP d’Italia, in un momento in cui la Formula 1 espande il suo orizzonte globale e assegna priorità a chi offre progetti più solidi e duraturi.
Senza un cambio di passo deciso nelle prossime negoziazioni, il rischio concreto è quello di vedere lentamente erodere il valore di Monza, lasciando che altri circuiti si accaparrino le risorse e l'attenzione del Circus, mentre il nostro tempio della velocità sopravvive di anno in anno con soluzioni tampone. È tempo che le istituzioni e i vertici del motorsport italiano giochino in attacco, non in difesa, per proteggere e valorizzare uno dei gioielli più brillanti del nostro sport.
Crediti foto: Italpress, ANSA, Red Bull