Ferrari
Il retrotreno della Ferrari SF-26

La Formula 1 ha da poco inaugurato una nuova generazione di power unit, eppure lo sguardo della FIA è già proiettato oltre. Sul tavolo della Federazione internazionale esiste infatti il progetto di un cantiere regolamentare destinato a incidere profondamente sull'identità tecnica della categoria a partire dal 2031

L'idea di fondo è chiara: alleggerire la complessità accumulata negli ultimi quindici anni, contenere i costi industriali e restituire maggiore equilibrio competitivo a un campionato nel quale il potere dei costruttori è progressivamente aumentato.

Non si tratta semplicemente dell'ipotesi di sostituire gli attuali V6 turbo ibridi con propulsori V8. Dietro questa scelta si cela una revisione molto più ampia del modello tecnico della F1, che investe il rapporto tra squadre ufficiali e clienti, il peso delle monoposto, la gestione energetica e persino aspetti che sembravano definitivamente archiviati, come il rifornimento in gara.

Le indicazioni fornite dal presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, durante il fine settimana di Silverstone delineano infatti una filosofia diversa rispetto a quella perseguita nell'ultimo decennio: meno sofisticazione esasperata, maggiore sostenibilità economica e una categoria nella quale l'accesso alle prestazioni non dipenda esclusivamente dalla forza industriale dei grandi costruttori.

Mohammed Ben Sulayem, FIA
Mohammed Ben Sulayem, in n°1 della FIA

Il motore indipendente come strumento di equilibrio competitivo

Tra le proposte più rivoluzionarie rispetto all’attuale contesto normativo emerge quella relativa all'introduzione di un costruttore indipendente di motori, selezionato direttamente dalla FIA. L'obiettivo non sarebbe quello di sostituire i grandi marchi presenti nel campionato, bensì di offrire ai team clienti una reale alternativa nel caso in cui decidessero di non affidarsi alle tradizionali case automobilistiche.

Il principio è semplice ma innovativo. La Federazione supervisionerebbe direttamente un propulsore V8 standardizzato, economicamente accessibile e disponibile per qualsiasi squadra. Un progetto che richiama inevitabilmente aziende con una lunga tradizione nel motorsport, come Cosworth, pur senza che esista ancora un'indicazione ufficiale sul soggetto che potrebbe assumere questo ruolo.

Dietro questa scelta si intravede una precisa volontà politica. Negli ultimi anni il fornitore di power unit è diventato anche un partner strategico, con inevitabili riflessi sui rapporti di forza all'interno del paddock. Disporre di una soluzione indipendente significherebbe sottrarre i team clienti a eventuali condizionamenti tecnici, commerciali o regolamentari derivanti dalla dipendenza da un costruttore.

In questo scenario la FIA assumerebbe anche il compito di vigilare sulle prestazioni delle unità motrici, sul loro costo e sulla neutralità del progetto, evitando che possano nascere disparità attraverso forniture differenziate o aggiornamenti distribuiti con tempistiche differenti.

L'effetto collaterale potrebbe essere altrettanto interessante. Riducendo sensibilmente gli investimenti necessari per sviluppare un motore competitivo, alcune squadre potrebbero valutare l'ipotesi di intraprendere un percorso autonomo nella realizzazione della propria power unit.

Mohammed Ben Sulayem ha citato apertamente McLaren come esempio di una realtà che potrebbe prendere in considerazione questa strada qualora il quadro economico diventasse realmente sostenibile. Più complessa appare invece la posizione di Alpine. Dopo la chiusura del programma Renault di Formula 1 al termine del 2025 e il conseguente passaggio alle unità Mercedes, il gruppo francese ha chiarito di non avere, almeno allo stato attuale, intenzione di ritornare nel ruolo di motorista, pur sostenendo la filosofia del futuro regolamento V8.

Parallelamente resta aperta anche la riflessione sul rapporto tra squadre appartenenti allo stesso gruppo industriale, tema che coinvolge direttamente modelli organizzativi come quello costruito da Red Bull con Racing Bulls.

F1 Red Bull Racing Bulls
Verstappen dopo aver passato Lawson, a Miami

Meno elettrico, vetture più leggere e il ritorno di un vecchio dibattito

L'altro asse portante della riforma riguarda la semplificazione tecnica delle monoposto. L'attuale architettura ibrida rappresenta uno dei sistemi più sofisticati mai realizzati nel motorsport, ma questa complessità comporta investimenti enormi sia nella ricerca sia nello sviluppo.

La convinzione della FIA è che un V8 caratterizzato da una componente elettrica molto più contenuta possa abbattere in maniera drastica tali costi, arrivando persino a ridurli di oltre il cinquanta per cento rispetto agli standard odierni.

Il beneficio non sarebbe esclusivamente economico. Eliminando buona parte dell'attuale apparato elettrico, anche il peso complessivo delle monoposto diminuirebbe sensibilmente. L'obiettivo indicato dalla Federazione è particolarmente ambizioso: alleggerire le vetture di circa cento chilogrammi.

Una riduzione di questa portata modificherebbe profondamente il comportamento dinamico delle monoposto. Frenate più efficaci, inserimenti più rapidi, minore stress sugli pneumatici e una gestione più naturale delle traiettorie riporterebbero le auto verso caratteristiche di guida progressivamente sacrificate dall'incremento delle masse registrato negli ultimi anni.

Anche il sistema ibrido continuerebbe a far parte del progetto, ma con un ruolo decisamente marginale. L'intenzione della FIA è limitare il contributo elettrico a una quota compresa tra il 10% e il 15% della potenza complessiva, superando l'attuale impostazione che, soprattutto sui circuiti caratterizzati da lunghi rettilinei, obbliga frequentemente i piloti a modulare l'acceleratore per preservare l'energia disponibile.

Motore Ford Cosworth V8
Motore Ford Cosworth V8

Rimane invece ancora aperta una delle questioni più delicate dell'intero regolamento: la scelta tra V8 turbo e V8 aspirato. Alcuni costruttori, Audi in particolare, ritengono che il turbocompressore rappresenti un elemento imprescindibile per mantenere una connessione tecnologica con la produzione di serie. La posizione di Ben Sulayem appare differente. Secondo il presidente della FIA il turbo incrementa peso, costi e complessità, oltre a penalizzare quella qualità sonora che per decenni ha rappresentato uno degli elementi distintivi della Formula 1.

La discussione resta quindi aperta e non si esclude nemmeno l'adozione di soluzioni regolamentari capaci di consentire approcci differenti, purché venga garantita la convergenza prestazionale tra le varie architetture.

Infine, proprio la prospettiva di motori meno efficienti sotto il profilo dei consumi ha riportato al centro del dibattito un tema che sembrava definitivamente archiviato: il rifornimento durante la gara.

Un V8, soprattutto nella configurazione aspirata, richiederebbe infatti quantità di carburante superiori rispetto agli attuali propulsori turbo ibridi. Per evitare serbatoi di dimensioni eccessive - incompatibili con il progetto di alleggerimento delle monoposto - la FIA sta valutando la possibilità di reintrodurre le soste per il rifornimento.

L'analisi coinvolge aspetti tecnici, logistici ed economici. L'implementazione del sistema comporterebbe infatti investimenti considerevoli per squadre e organizzatori, stimati in circa quattro milioni di dollari all'anno tra infrastrutture e attrezzature dedicate.

Sul piano della sicurezza, la Federazione ritiene che le tecnologie moderne consentano di gestire questa operazione con margini di rischio nettamente inferiori rispetto al passato. 

Il regolamento del futuro è ancora embrionale

Nessuna decisione definitiva è stata però assunta. Il regolamento del 2031 è ancora nella fase di costruzione e numerosi elementi restano oggetto di confronto.

Una certezza, tuttavia, sembra già emergere. La Formula 1 non sta semplicemente progettando un nuovo motore: sta ridefinendo il proprio modello tecnico, cercando un punto di equilibrio tra innovazione, sostenibilità economica e spettacolo. Una sintesi che potrebbe rappresentare la trasformazione più significativa dell'era moderna dopo l'introduzione degli attuali propulsori ibridi.


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