F1 - Mercedes ha "giocato" con le prestazioni per ottenere vantaggi?
Le indiscrezioni sui parametri ADUO alimentano i dubbi: secondo Steiner, Mercedes potrebbe aver sacrificato prestazione per ottenere margini di recupero regolamentari

La rivoluzione regolamentare del 2026 continua a essere avvolta da una fitta coltre di riservatezza, al di là di certi afflati mediatici dei plenipotenziari della categoria, che siano della FIA o di Liberty Media. Place de la Concorde non ha ancora pubblicato ufficialmente le tabelle ADUO che determineranno i meccanismi di convergenza prestazionale tra i costruttori di power unit, ma tra i motoristi il lavoro è già iniziato da tempo.
Come abbiamo evidenziato in un precedente approfondimento su Formulacritica (leggi qui), i motoristi dispongono già delle indicazioni necessarie per comprendere il quadro tecnico entro cui muoversi e stanno sviluppando le proprie unità motrici sulla base di parametri che, seppur non divulgati pubblicamente, sono sostanzialmente noti agli addetti ai lavori.
In questo scenario si inseriscono le dichiarazioni di Gunther Steiner, che ha avanzato una teoria - o per meglio dire una provocazione - destinata a far discutere. Secondo l'ex team principal della Haas, Mercedes potrebbe aver deliberatamente evitato di esprimere il massimo potenziale della propria power unit per rientrare nei parametri ADUO e garantirsi così la possibilità di beneficiare dei meccanismi correttivi previsti dal regolamento.

F1 - Il nodo ADUO e il vantaggio che potrebbe nascondersi dietro i numeri
Ormai è un fatto acclarato: il propulsore più performante sul fronte Internal Combustion Engine non sarebbe quello Mercedes, bensì quello sviluppato da Red Bull Powertrains. Se tale scenario fosse confermato - e pare che lo sia - la casa della Stella a Tre Punte potrebbe risultare all'interno delle soglie previste dalle tabelle ADUO, ottenendo quindi la possibilità di recuperare una percentuale di prestazione nel corso di questo campionato.
È proprio su tale nodo che si concentra il ragionamento di Steiner. L'italiano ritiene infatti plausibile che Toto Wolff abbia scelto una strategia estremamente pragmatica, mostrando una versione depotenziata della power unit durante le verifiche e gli scambi di dati che hanno contribuito alla definizione dei parametri federali. Assurdo? Forse. Ma non storicamente impossibile.
"Potrebbe essere, voglio dire... Se c'è qualcuno in grado di farlo, quello è Toto (Wolff, ndr)", ha dichiarato Steiner. Parole che non rappresentano una prova di quanto starebbe accadendo, sia chiaro, ma che fotografano perfettamente la reputazione di Wolff all'interno del paddock. Il manager austriaco è considerato uno degli strateghi più raffinati della Formula 1 e difficilmente lascerebbe inesplorata qualsiasi opportunità concessa dal corpus normativo.

F1 - Un precedente che riporta al dominio Mercedes della prima era turbo-ibrida
La teoria di Steiner richiama inevitabilmente alla memoria quanto avvenuto all'inizio dell'era turbo-ibrida. Nel 2014 Mercedes F1 disponeva di un vantaggio enorme sulla concorrenza e, negli anni successivi, emerse attraverso dichiarazioni provenienti direttamente da Brixworth (di Andy Cowell, allora n°1 di Mercedes High Performance Powertrains) che il motore tedesco non veniva sfruttato al massimo del proprio potenziale.
L'obiettivo era semplice: evitare di mostrare il reale livello prestazionale dell'unità propulsiva e non fornire agli avversari un riferimento attendibile sul margine effettivo che separava le Frecce d'Argento dal resto dello schieramento.
Naturalmente il contesto odierno è differente. Le regole ADUO nascono con finalità opposte rispetto a quelle che caratterizzarono l'inizio dell'era ibrida e mirano a impedire che un costruttore accumuli un vantaggio irrecuperabile. Tuttavia, proprio l'esistenza di meccanismi compensativi potrebbe incentivare alcune interpretazioni particolarmente aggressive del regolamento.
Il dirigente altoatesino è convinto che una simile operazione sarebbe perfettamente realizzabile. "Toto è molto intelligente. Poi non è così difficile da fare, affatto. Ora la Red Bull ha chiesto alla FIA di ricontrollare i dati, ma ovviamente la Mercedes si sarà assicurata di essere tanto, tanto lenta. Quanto basta per farla franca. Voglio dire, è una di quelle cose che faresti per mantenere un vantaggio. Perché non farlo, se puoi? Se hai più potenza, è facile ridurla per motivi di affidabilità. Non è vietato usarne di meno", ha sottolineato l'ex team principal della Haas.

Si tratta, al momento, di una ricostruzione che non trova conferme ufficiali. Resta un sospetto soggettivo, una congettura con un’affinità storica, un elemento che però merita attenzione. Se davvero Mercedes fosse rientrata nei parametri ADUO pur disponendo di una power unit più competitiva di quanto emerso finora, il motorista tedesco, così come i suoi clienti, potrebbe ritrovarsi in una posizione particolarmente favorevole all'inizio del nuovo ciclo regolamentare.
Ed è proprio questo il punto centrale della questione. La battaglia del 2026 potrebbe non giocarsi soltanto sulla qualità tecnica dei propulsori, ma anche sulla capacità dei costruttori di interpretare le regole e sfruttare ogni zona grigia consentita dal regolamento. In un contesto analogo, immaginare Toto Wolff intento a muoversi con largo anticipo rispetto ai rivali non appare affatto un'ipotesi irrealistica.
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