Ferrari
Sventola la bandiera Ferrari sulle tribune del circuito di Barcellona

A distanza di un Gran Premio dalla finestra temporale indicata per la comunicazione delle fasce ADUO, continua a mancare un elemento fondamentale: una presa di posizione ufficiale della FIA destinata all'opinione pubblica. Trasparenza, quella che invochiamo, ciò che latita. Il tema non è secondario, perché il sistema introdotto per la gestione dello sviluppo delle power unit rappresenta uno degli strumenti più potenzialmente influenti nella Formula 1.

La FIA sa, i team sanno, il pubblico no: un problema di trasparenza

La situazione appare paradossale. Da una parte emergono informazioni secondo cui almeno tre costruttori avrebbero già ricevuto il via libera federale per introdurre il primo aggiornamento della propria unità motrice all'interno del regime ADUO. Dall'altra manca ancora un documento pubblico che chiarisca chi sia stato inserito nella fascia di recupero e chi invece ne sia rimasto escluso.

Mercedes Monaco
Kimi Antonelli, GP di Monaco 2026

Il risultato è un dibattito alimentato da indiscrezioni e interpretazioni. Le ipotesi che circolano sono sostanzialmente tre: Mercedes in ADUO e Red Bull esclusa; entrambe fuori dalla fascia operativa per il recupero prestazionale; oppure Red Bull ammessa e la Stella a Tre Punte no. Tutti scenari teoricamente plausibili in assenza di una comunicazione ufficiale. Cosa che alimenta il chiacchiericcio. 

La vera anomalia, però, non riguarda tanto le speculazioni quanto il metodo. Perché la FIA, secondo quanto filtra dal paddock, avrebbe già trasmesso le tabelle ai costruttori. I team conoscono quindi la loro posizione e stanno operando di conseguenza. Chi è rimasto all'oscuro è il pubblico.

Una situazione che inevitabilmente apre interrogativi sulla trasparenza del processo. Tanto più considerando che il sistema ADUO era stato presentato come uno strumento destinato a riequilibrare le prestazioni e a favorire la convergenza tecnica tra i motoristi. In un contesto simile, la piena divulgazione dei criteri e delle classifiche avrebbe rappresentato un passaggio quasi obbligato.

Secondo diverse ricostruzioni, una delle ragioni della mancata pubblicazione sarebbe legata alle contestazioni mosse da Red Bull sulle risultanze elaborate dalla Federazione. Se così fosse, Place de la Concorde avrebbe preferito evitare la diffusione pubblica dei dati in attesa di gestire le obiezioni interne. Una scelta comprensibile dal punto di vista politico, molto meno da quello della trasparenza.

Ferrari e l'ADUO: un'occasione da non sprecare

Al di là delle polemiche, c'è un aspetto che interessa particolarmente la Ferrari. Tutti gli elementi disponibili portano infatti a ritenere che la Scuderia di Maranello rientri nei parametri necessari per beneficiare della fascia ADUO.

Se così fosse, e tutto lascia pensare che sia così, il lavoro sulla power unit sarebbe già iniziato da settimane. Del resto i tecnici del Cavallino guidati da Enrico Gualtieri non attendono certo un comunicato stampa per pianificare uno sviluppo. Se la FIA ha già notificato internamente le specifiche, a Maranello conoscono perfettamente il margine operativo a disposizione.

GP Barcellona F1 McLaren Ferrari
Hamilton con la sua Ferrari a Barcellona

Non sarebbe quindi sorprendente vedere già in Austria una prima (non massiccia) evoluzione del sei cilindri Ferrari. Un aggiornamento che potrebbe rappresentare il primo tassello di un percorso destinato a proseguire nella seconda parte della stagione.

Per Ferrari l'ADUO non è semplicemente una possibilità regolamentare. È uno strumento strategico fondamentale. Il mondiale 2026, almeno finora, ha avuto una forte impronta Mercedes, capace di conquistare sei vittorie nelle prime sette gare della stagione. Un dominio che sembrava poggiare anche su un vantaggio motoristico piuttosto evidente.

Eppure il Gran Premio di Barcellona ha raccontato una storia leggermente diversa. La vittoria ottenuta da Lewis Hamilton ha mostrato una Ferrari SF-26 estremamente competitiva sul piano complessivo del pacchetto vettura. In Catalogna il deficit di potenza che in altre occasioni era apparso più marcato è sembrato incidere molto meno sull'economia del weekend.

È un segnale che a Maranello avranno letto con grande attenzione. Perché se la monoposto si è dimostrata capace di vincere contro quella che finora è stata la forza dominante del campionato, allora il margine di recupero attraverso il motore può diventare ancora più “pesante”.

L'obiettivo della Ferrari non è soltanto colmare un gap. È trasformare una vettura già competitiva in un pacchetto completo. Da questo punto di vista l'accesso all'ADUO potrebbe rappresenterebbe uno dei momenti chiave della stagione.

Ferrari Max Verstappen F1
Le bandiere di FIA e F1

La FIA esca allo scoperto!

Resta però una considerazione finale. La FIA dovrebbe chiarire pubblicamente ciò che i costruttori già conoscono. Perché un sistema tanto complesso, costruito su coefficienti, parametri tecnici e fasce di sviluppo differenziate, necessita di una comunicazione limpida e accessibile. In assenza di informazioni ufficiali, il rischio è che i costruttori continuino a lavorare con dati certi mentre appassionati e osservatori restano confinati nel territorio delle ipotesi.

Ferrari, nel frattempo, non può permettersi di aspettare. Se davvero la porta dell'ADUO è aperta, a Maranello l'hanno già attraversata. E le prime risposte potrebbero arrivare molto prima di quanto la FIA decida di spiegare pubblicamente come stanno realmente le cose.


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