Red Bull, allarme rosso: l'inizio della nuova era è un incubo
Red Bull delude nella seconda gara della stagione: RB22 instabile con problemi di inaffidabilità. La frustrazione di Verstappen cresce ancora e rischia di esplodere

Siamo solamente alla seconda gara di questo nuovo regolamento. Eppure, l'aria che si respira in casa Red Bull non è delle migliori. Nella pista in cui è arrivata la prima vittoria storica della squadra austriaca, nessuno dei due piloti è riuscito a brillare.
Guardando l'attuale Classifica Costruttori, lo scenario non è dei migliori. Il team di Milton Keynes si ritrova con gli stessi punti di una umile VCARB che, nonostante l'enorme differenza a livello economico con la casa madre, è riuscita a interpretare nel modo giusto le nuove regole tecniche rivelandosi come una delle migliori squadre del centro griglia.
In casa Red Bull, al contrario, Pierre Waché e la sua squadra di ingegneri devono fare i conti con una RB22 che sta deludendo le aspettative di un ambiente abituato ormai a competere per posizioni ben più nobili e, soprattutto, di un campione come Max Verstappen costretto a dover gestire una piattaforma a detta sua non stabile e con poco grip.

Ad aggravare lo scenario è stato il ritiro del quattro volte campione del mondo per un problema legato al raffreddamento dell'ERS (Energy Recovery System). Dunque, oltre alle problematiche tecniche di una RB22 che non è riuscita ad adattarsi al tracciato cinese, anche la power unit ha preso parte all'incubo Red Bull. Proprio l'unico elemento apprezzato da Verstappen.
L'incubo di Verstappen inizia già dalla partenza
Ancora una volta, il quattro volte campione del mondo è rimasto stallato in partenza perdendo così numerose posizioni. Anche Isack Hadjar aveva accusato lo stesso problema nella precedente gara. Evidentemente, la RB22 non riesce ad accumulare l'energia necessaria per gestire la fase delicata della partenza.
“Una volta rilasciata la frizione, il motore non risponde. Non ho potenza da sfruttare”, ha dichiarato l'olandese. Di conseguenza, la gara di Max è cominciata subito in salita. Durante la metà della corsa ha dovuto lottare con le due Haas e Alpine. Ma il suo fine settimana cinese è finito decisamente in largo anticipo a causa del ritiro.

Successivamente ha riversato la sua frustrazione nei confronti degli appassionati che stanno difendendo questa nuova F1. Secondo lui, chi apprezza queste gare non ha idea di cosa sia il mondo delle corse.
“Non è per niente divertente. È come giocare a Mario Kart. Superi a tutta velocità, poi ti si scarica la batteria sul rettilineo successivo e ti superano di nuovo. Per me è ridicolo”.
L'unica speranza per Max e la sua squadra è che la lunga pausa - il Gp del Bahrain e di Jeddah sono stati rimossi dal calendario - possa aiutare Mekies e Waché a trovare una soluzione a tutto questo.
Laurent Mekies guarda con fiducia il futuro, ma lo scenario è dei peggiori
Il team principal francese ha ammesso che sarebbe stato ingenuo non aspettarsi di incontrare problemi di affidabilità. Se da un lato è lecito aspettarsi ciò, dall'altro un team come la Red Bull non può non riuscire a progettare una macchina competitiva dal punto di vista aerodinamico e del telaio.
“Tralasciando il problema alla power unit, in termini di prestazioni, il nostro pacchetto ha mostrato alcune carenze significative. La cancellazione delle gare di aprile darà a tutti noi la possibilità di riprendere fiato e lavorare sodo a Milton Keynes”, ha spiegato Mekies.

Tuttavia, c'è uno scenario che deve veramente far preoccupare gli ingegneri Red Bull. Nonostante la Safety Car, l'unica RB22 arrivata a traguardo - quella di Hadjar in P8 - ha fatto registrare un ritardo di circa 85 secondi dal vincitore. Ciò significa che in condizioni normali, probabilmente Hadjar sarebbe stato doppiato.
Al di là dei numeri e delle difficoltà tecniche, ciò che emerge da questo inizio di stagione è soprattutto il senso di smarrimento di una squadra che fino a poco tempo fa rappresentava il punto di riferimento assoluto della F1.
Vedere la Red Bull arrancare nel traffico del centro gruppo, lontana dalle posizioni di vertice e costretta a inseguire macchine sulla carta molto meno attrezzate, restituisce l'immagine di una realtà diventata improvvisamente fragile.
La pausa forzata del calendario diventa allora molto più di una semplice finestra di sviluppo. Sarà un momento cruciale per capire se Red Bull riuscirà a reagire a una delle più grandi delusioni tecniche degli ultimi anni.