Lewis Hamilton & Max Verstappen: se una regola c’è
Considerazioni sulle dichiarazioni dei due campioni del mondo a riguardo del nuovo regolamento.

È bastata la seconda giornata dei test prestagionali in Bahrain per infiammare un Campionato Mondiale di F1 che ancora deve vedere la prima bandiera a scacchi. Il tutto è scaturito dalle parole sulle nuove monoposto di due campioni del mondo: Lewis Hamilton e Max Verstappen.
Le uscite dell’inglese sono arrivate nella mattinata di giovedì, dopo il suo primo approccio ai test sul tracciato del Sakhir e ha giudicato complesse ma andiamo più nel dettaglio.
Lewis Hamilton e le auto per laureati
Il campione inglese che ieri sceso in pista, prendendo il testimone da Charles Leclerc, ha commentato in maniera non proprio entusiasta le nuove vetture, precisamente la gestione della power unit: “È ridicolmente complesso”, aggiungendo poi che “i tifosi non capirebbero”. Cosa non capirebbero di preciso i tifosi? Hamilton ha illustrato la riunione dove hanno partecipato i piloti su come guidare le nuove monoposto: “L'altro giorno ho partecipato a una riunione in cui ci spiegavano come comportarci in pista. Ti serve praticamente una laurea per capire tutto quanto”.
Andando più nel dettaglio il ferrarista ha fatto l’esempio dello shakedown del Montmelò: “Se guardate Barcellona, dobbiamo fare 600 metri di lift and coast in un giro di qualifica. Questo non è ciò che dovrebbe essere il racing. Qui in Bahrain non dobbiamo farlo perché ci sono molte zone di frenata”. Ma Verstappen, poi, ha rincarato la dose.

Max Verstappen non si diverte più
Il campione olandese si è aperto ai microfoni dei cronisti lì presenti e ha scagliato una serie di attacchi senza precedenti al nuovo regolamento: “L'esperienza al volante è lungi dall'essere gratificante. Il vocabolo più appropriato per definirla sarebbe 'amministrazione’”, aggiungendo poi il solito paragone con la povera Formula E, sempre più derisa dalla vecchia guardia del motorsport: “Sensazioni che si percepiscono non ricordano quelle della Formula 1 autentica, bensì quelle di una Formula E”.
Come a volte succede nelle sue interviste, il tutto si conclude con la minaccia del ritiro dalla Formula 1: "Quando prendo posto nell'abitacolo, do sempre il massimo, ma i livelli di emozione non sono così alti. Per me, avere un vincitore non conta, deve essere anche divertente guidare. Penso che in questa fase della mia carriera, in cui sto esplorando altre cose al di fuori della Formula 1, voglia divertirmi”.

Questo è il mondo nuovo: adattati o perisci
Sono comprensibili le ragioni dei due campioni del mondo, ma non sono pienamente qualificanti le loro parole di denigrazione espresse ancor prima dello spegnimento dei semafori di Melbourne. La dichiarazione di Hamilton appare fuori fuoco.
La F1 ha milioni di fan ed appassionati in giro per il mondo e non tutti sono laureati di ingegneria e capiscono i problemi (se ce ne fossero) delle attuali monoposto. Chi scrive non ha una laurea in ingegneria e segue lo sport in oggetto per quello che si vede in pista, non solo per quello che c’è sotto il cofano del motore.
Sono leciti i dubbi sulla categoria nel suo insieme. Quando sono sparite le monoposto del primo decennio di questo millennio, è stato uno shock assoluto. Le vetture dal 2009 in poi, a livello estetico, non erano accattivanti, eppure ci hanno regalato campionati avvincenti e sorprese inimmaginabili. La Ferrari, con quelle macchine, ha perso due mondiali. Nessuno li avrebbe buttati solo perché erano auto non in linea con certi canoni estetici.
Non sappiamo se sarà un mondiale avvincente o noioso (come se tutti i campionati nella gloriosa storia della seria, fossero stati tutti al cardiopalma, poi), l’unica cosa certa è che vedremo un vincitore e 21 sconfitti e sia Hamilton che Verstappen faranno di tutto per essere il n°1 in classifica a fine anno. Anche se non guideranno le monoposto dei loro sogni.
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Crediti foto: IMAGO, Scuderia Ferrari HP, XPB