Kimi Antonelli: per il titolo serve più solidità che velocità
Kimi Antonelli nel box Mercedes

Se c’è una parola che riecheggia dopo i test di Barcellona, quella è sicuramente solidità, soprattutto con riferimento a Mercedes e Ferrari. Naturalmente non ci riferiamo solo ai team in senso generale, ma in particolare al discorso legato alla power unit. La squadra tedesca è quella che ha disputato più giri, mentre il Cavallino ha concluso lo shakedown con il miglior tempo di Lewis Hamilton. Ma sono tutti dati ed elementi che - come sappiamo - vanno presi con le pinze.

Ed è una parola che riecheggia anche perché iniziano a circolare le cosiddette “voci di paddock", che bene o male finiscono per influenzare anche i pensieri dei piloti stessi. Se da un lato Hamilton dice che non bisogna farsi illusioni, perché ci sono ancora aggiustamenti da fare e arriveranno vari upgrade, dall’altro c’è un George Russell che non vede l’ora di scendere in pista e affrontare la stagione 2026. Il suo sogno sarebbe quello di intrufolarsi nella lotta mondiale con Max Verstappen e Lando Norris.

Russell avverte Verstappen: "Voglio batterlo per il titolo"
George Russell, pilota Mercedes

Il fattore Russell: la prova del nove per Antonelli

George Russell, nel 2025, ha disputato forse la sua migliore stagione da quando è in Formula 1. È diventato lui il punto di riferimento in Mercedes e sicuramente è stato il pilota più costante. Quando la macchina c’era, quando era nelle condizioni giuste, era spesso lui a imporsi sia sul compagno di squadra che sul resto della griglia. Ne sono esempi il podio di Baku e la vittoria a Singapore, dove ha condotto un weekend perfetto, tenendo dietro Max Verstappen.

Al suo fianco c’era Kimi Antonelli, che, pian piano, ha iniziato a dire la sua mostrando qualche guizzo alla guida. Ha iniziato la stagione un po’ lentamente, soprattutto nella fase europea, dove si è un po’ perso. Poi però, nella parte finale, mettendo da parte alcune distrazioni, ha dato segnali importanti di crescita e di “stoffa”.

Intervenuto di recente ai microfoni di Sky Italia, Antonelli ha definito il suo team mate un avversario molto duro, estremamente forte e un pilota di riferimento sulla griglia. Sarebbe bellissimo poter lottare per il mondiale e anche sfidarlo più volte nel corso dell’anno”.

Ma è ben consapevole che l’impresa sarà difficile, perché George è sì forte, ma anche un pilota completo. Dopodiché, sposta l’attenzione alla stagione 2026. Dice: “Devo dire che mi sento anche molto più preparato per questa stagione. L’anno scorso ho avuto momenti positivi e momenti negativi, ma ho imparato tantissimo soprattutto da quelli negativi”.

E conclude: “Per questo, sotto questo aspetto, mi sento molto più pronto per il 2026. So molto meglio cosa aspettarmi e avrò anche una gestione migliore dell’intera stagione e dei weekend di gara. Non vedo l’ora di iniziare a Melbourne”.

Kimi Antonelli: per il titolo serve più solidità che velocità
Presentazione Mercedes per la stagione 2026

Obiettivo Titolo: il salto di qualità necessario per Kimi

Kimi Antonelli è pronto per la lotta mondiale? La risposta sembrerebbe scontata, ma per confermarla è necessario attraversare passaggi non indifferenti. Non vi è dubbio che Kimi sia veloce, ma non è ancora a tutti gli effetti solido. Lo scorso anno era un rookie e forse le aspettative su di lui erano dettate dal fatto che guida una Mercedes.

Nel corso della precedente stagione, ha dimostrato di saper esserci. Ne è un esempio il podio in Canada, la sprint pole a Miami su un circuito del tutto sconosciuto e la gara in Brasile, in cui ha tenuto dietro un osso duro come Verstappen, con una Red Bull competitiva.

E quindi, per non perderci in chiacchiere, è pronto per essere un potenziale contendente al titolo mondiale? La risposta è sì, ma solo se non ricade negli stessi errori del 2025. L’anno scorso ha iniziato bene, salvo poi perdersi per l’intera fase europea, anche per colpa di una Mercedes W16 non sempre a suo agio in certe condizioni.

Ma lasciando da parte la monoposto per un momento, cosa è mancato ad Antonelli lo scorso anno? Il pieno focus su di sé come pilota di Formula 1. Nel corso della stagione, infatti, ha capito che andavano messe da parte tutte le distrazioni, tra cui rientrano tutte quelle voci che lo hanno descritto come il nuovo e futuro Max Verstappen.

Per effettuare quel salto di qualità è necessario lasciar perdere tutto il contorno. E, come abbiamo potuto leggere dalle dichiarazioni, del lavoro su sé stesso è stato fatto, comprendendo gli errori per arrivare più pronto in pista. Quest’anno, inoltre, ha una grande chance perché, con i nuovi regolamenti, si riparte da zero.

La Mercedes W17 durante i test del Montmelò

Mercedes tra gerarchie interne e l’ombra di Verstappen

Ma c’è un’altra questione chiave: Antonelli subirà la Mercedes o saprà imporre il suo stile di guida costantemente? Una domanda alla quale la risposta arriverà direttamente dalla pista nelle prossime gare e che fungerà anche da indicativo, in merito all’avvicinarsi o meno al livello di George Russell.

E infine, c’è anche una questione contrattuale e politica. Qualora la Mercedes dovesse avere una macchina da titolo e qualora i due pretendenti fossero Russell e Antonelli, sarebbe una sfida interna molto interessante. Da questa infatti, dipenderanno anche i loro contratti futuri, in particolare quello del driver inglese.

Senza dimenticare che Toto Wolff ha sempre mostrato interesse per Max Verstappen. Quindi, se Mercedes avesse una macchina da titolo, la lotta interna sarebbe anche una risposta implicita alle strategie future di Wolff: chi tenere, chi sacrificare e se puntare tutto su Verstappen e continuare a investire su Antonelli.


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