McLaren F1 Zak Brown Power unit
La sede della Mercedes-AMG High Performance a Brixworth, Inghilterra

Il tema dell'ADUO, il sistema di aiuti per le power unit che permette a chi è in ritardo di recuperare terreno, continua a generare discussioni intense nel paddock della F1. Nonostante un parziale raffreddamento delle tensioni dopo la richiesta di revisione dei dati avanzata dalla Red Bull, restano forti perplessità sui criteri utilizzati dalla FIA per classificare le prestazioni dei motori termici. 

I dati ufficiali hanno sorpreso molti, indicando il V6 della Red Bull come il più potente della griglia e attribuendo alla Mercedes uno svantaggio superiore al 2%, che aprirebbe alla casa di Stoccarda l'accesso a benefici come risorse extra e la possibilità di omologare una nuova unità.

Da tempo si considera il motore Mercedes tra i più competitivi, se non il migliore in assoluto, tanto da far prevedere che la power unit della Stella a Tre Punte dominasse la classifica. Invece, i rilevamenti della Federazione, basati esclusivamente sul motore termico come concordato con i costruttori, hanno ribaltato le previsioni. 

La Red Bull ha contestato i numeri sulla base delle proprie analisi interne, che indicavano un vantaggio della Mercedes. Il nodo centrale non riguarda solo l'identificazione del motore più forte, ma soprattutto chi ha diritto alle agevolazioni previste dall'ADUO.

F1 Mercedes Toto Wolff
Power unit Mercedes

Le dichiarazioni di Mattia Binotto

Mattia Binotto, team principal dell'Audi, ha condiviso le proprie riflessioni in un'intervista esclusiva rilasciata a Motorsport. Egli non contesta il lavoro della FIA, che dispone di tutti gli strumenti e i dati necessari per le valutazioni, pur riconoscendo i limiti inevitabili di ogni sistema di misura. Tuttavia, invita a ricordare l'obiettivo originario dell'ADUO. 

Sui risultati non metto in discussione il lavoro svolto dalla FIA. Hanno tutti gli strumenti e tutti i dati necessari per effettuare le loro valutazioni, pur con i limiti che ogni sistema di misura inevitabilmente comporta. Credo però che sia importante ricordare quale fosse l'obiettivo originario dell'ADUO. All'inizio, quando se ne discusse per la prima volta, il concetto era quello di una sorta di safety net”, ha spiegato Binotto.

Binotto sottolinea il principio di convergenza delle prestazioni, analogo a quanto avviene per telaio e aerodinamica. 

Da qui è nato il concetto di convergenza delle prestazioni: consentire a chi è rimasto più indietro di avere maggiori possibilità di recupero. In fondo è lo stesso principio che esiste già sul telaio e sull'aerodinamica. Chi è più indietro in classifica dispone di più ore di galleria del vento; allo stesso modo, chi è più indietro sul fronte della power unit riceve maggiori possibilità di sviluppo per avvicinarsi agli altri e rendere il campionato sempre più equilibrato”.

F1 Mercedes ADUO
Mattia Binotto

ADUO: i limiti del metodo di misurazione

Secondo Binotto, il problema principale deriva dal fatto che i valori dell'ADUO si basano unicamente sui dati raccolti in pista. Già prima della stagione aveva avvertito che qualcuno avrebbe potuto gestire la potenza della propria unità motrice in modo strategico, e ritiene che questo possa essere accaduto. La FIA, come spiegato da Nikolas Tombazis, ha utilizzato rilevamenti sulla vettura migliore di ciascun costruttore, filtrati per contesto, ad esempio prendendo la potenza all'inizio di un rettilineo piuttosto che alla fine per ridurre l'influenza aerodinamica.

Il team principal dell'Audi evidenzia un rischio concreto: “Secondo me il limite è stato quello di misurare esclusivamente la prestazione espressa in pista. Una vettura che dispone di un vantaggio complessivo può permettersi di non sfruttare completamente il potenziale della propria power unit. È possibile, ad esempio, che Mercedes avesse un motore con un potenziale superiore, ma che non avesse alcuna necessità di utilizzarlo fino al limite perché disponeva già di un vantaggio dato dalla vettura. Se così fosse, avrebbe potuto ottenere anche un margine di sviluppo aggiuntivo”.

F1 Fittipaldi Russell Antonelli
Power Unit della Red Bull

La proposta di ripensare il sistema

Binotto conclude che il regolamento necessita di una revisione per allinearsi allo spirito iniziale.  “Ecco perché credo che il regolamento debba essere ripensato sotto questo aspetto. L'intento originario dell'ADUO non era questo: l'obiettivo era aiutare chi era realmente rimasto indietro, non creare situazioni in cui il potenziale effettivo di una power unit possa risultare difficile da valutare”.

In passato la FIA aveva proposto di includere parametri aggiuntivi, come le dimensioni del turbo, per un modello più completo, ma i costruttori hanno rifiutato, mantenendo l'attuale approccio basato sui dati in pista. Audi è stata la prima a sfruttare l'ADUO, introducendo un motore aggiornato già in Spagna. Le riflessioni di Binotto invitano l'intero ambiente della F1 a riflettere su come rendere il sistema più equo e fedele al suo scopo originario di safety net per favorire l'equilibrio del campionato.


Crediti foto: Mercedes-AMG, Getty Images

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