F1 - Jenson Button controcorrente “mi piacerebbe guidare queste vetture”
Il campione britannico da febbraio 2026 è Team Ambassador per Aston Martin Aramco e racconta la sua visione della nuova era

Un mondiale in bacheca, quello del 2009 con la Brawn GP, più di 300 gp disputati, 15 vittorie, 50 podi e 8 pole position. Sono alcuni dei numeri che raccontano chi è Jenson Button, ex pilota di Formula 1 e attuale Team Ambassador per Aston Martin Aramco e che fanno capire che quando parla, non lo fa in maniera impropria.
Dopo i recenti fatti-misfatti accaduti nel team di Lawrence Stroll e dopo le più disparate opinioni sulle nuove vetture, Button si presenta come una voce fuori dal coro “quest'anno è particolarmente interessante perché stiamo entrando in una nuova era tecnologica – afferma Jenson sul sito ufficiale di Aston Martin - ma alcune cose non cambiano mai: la Formula 1 rimane l'apice del motorsport. Niente è paragonabile alla sensazione di guidare una monoposto di F1: la potenza, la frenata, il modo in cui la macchina si muove sotto di te quando sei al limite. Non ci si stanca mai. Queste macchine sono incredibilmente veloci”.

Alla disperata ricerca del lato positivo
Ma Button non si ferma solo a ribadire l'interesse per il drastico cambio regolamentare. L'ex pilota di Formula 1 si spinge oltre, cercando di far emergere gli aspetti positivi della nuova era, in un momento in cui piovono solo critiche da tutte le parti. “Il funzionamento di queste vetture si sta evolvendo. Le power unit ora si comportano in modo molto diverso da quello a cui i piloti erano abituati. In passato, uscivi da una curva e sapevi esattamente quanta potenza avevi. Ora, dipende da fattori come la pressione sui freni nella curva precedente e da come il sistema ibrido distribuisce l'energia. Significa che i piloti devono essere più rapidi e pronti a reagire. Chi saprà farlo bene, si distinguerà per i giusti motivi mentre chi non ci riuscirà, si distinguerà per quelli sbagliati”. A questo punto verrebbe spontaneo chiedere da quale di queste parti si trovino i piloti Aston Martin o tutto il team in generale, dal momento che è evidente l'incubo sportivo che stanno vivendo.

Adrian Newey, il “Figaro” che tutti vogliono
Prendendo in prestito il personaggio di Rossini, Newey è diventato per molti mesi il barbiere di Siviglia della Formula 1, quel Figaro che <<tutti cercano, tutti vogliono>>. Non è da meno ovviamente Button che ha dichiarato apertamente “Vedere Adrian all'opera da vicino è affascinante. È un uomo della vecchia scuola: taccuino in mano, abbozza idee su un tavolo da disegno, ma è proprio questo che lo rende un maestro. Lo è davvero...mi piacerebbe molto guidare una di queste auto di nuova generazione, soprattutto una progettata da Newey. Ho corso contro molte delle sue vetture nel corso degli anni e mi sono sempre chiesto come sarebbe lavorare con lui. Credo di essere un po' invidioso di Lance e Fernando sotto questo aspetto”.
Davvero un'affermazione audace quella del pilota britannico, soprattutto alla luce dei risultati nei primi due GP. Facile immaginare che nel suo ruolo di Ambasciatore rientri anche quello di sostenitore sempre e comunque “ciò che mi entusiasma davvero del lavorare con Aston Martin Aramco -prosegue ancora Button - sono le persone. Ci sono molti talenti qui e una grande fiducia nella direzione che sta prendendo questa squadra. Certo, l'inizio di stagione non è stato facile, ma questa è la Formula 1: è un ambiente estremamente competitivo. In questo sport, i progressi significativi si costruiscono sempre nel tempo”.