Cadillac F1 – La saga dello spot della discordia continua
Il team americano dopo la denuncia del regista Michael Bay, ha risposto per le rime al noto filmmaker a causa del suo spot al Super Bowl.

Poche ore prima dello svelamento della livrea del debutto in F1 della Cadillac, vi avevamo parlato della causa legale intentata dal noto regista Michael Bay per lo spot di 1 minuto, costato oltre 15 milioni di dollari, mandato in onda durante il Super Bowl LX. Le immagini proposte nello spot, secondo il filmmaker, erano frutto delle sue idee, prima che venisse licenziato dal team americano.

I fatti secondo la denuncia di Michael Bay
Nella denuncia di 19 pagine depositata venerdì presso la Corte Superiore di Los Angeles, Michael Bay, regista di blockbuster come la saga Transformers, Armageddon e Bad Boys sostiene che Dan Towriss, CEO della Cadillac, lo abbia contattato a novembre per produrre e dirigere lo spot. Bay afferma di aver lavorato intensamente, quasi senza sosta, con il suo team, introducendo elementi chiave come l’uso specifico del discorso “We Choose to Go to the Moon” di John F. Kennedy (già impiegato in una clip di sette minuti nel film Transformers: Dark of the Moon) e l’ambientazione nel deserto con finiture “luccicanti” e “oro cromato altamente riflettente”.
Secondo la denuncia, Towriss si sarebbe mostrato entusiasta di queste proposte. Il 6 dicembre, però, un’agenzia pubblicitaria avrebbe comunicato a Bay che la squadra intendeva “prendere un’altra direzione” e affidare il progetto ad altri. Bay accusa la squadra di aver poi “rubato” le sue idee e concetti, realizzando uno spot che li incorpora senza compensarlo. La causa si basa su violazione di contratto verbale o implicito, frode e appropriazione indebita di lavoro creativo; Bay chiede danni compensativi superiori a 1,5 milioni di dollari (pari alle sue fee standard di regista e produttore) più danni punitivi.
Nella denuncia si legge che Towriss e la Cadillac F1 “hanno apparentemente rubato le idee e il lavoro di Bay per la pubblicità, senza pagarli” e che “avevano pianificato fin dall'inizio di fregarlo. Volevano uno spot pubblicitario di "Michael Bay", in altre parole, a un prezzo stracciato”.

La risposta ufficiale della Cadillac
In una dichiarazione rilasciata all’Associated Press, la Cadillac ha confermato di aver incontrato Bay un paio di volte per discutere del progetto. Tuttavia, secondo la loro versione, “divenne chiaro che non poteva rispettare la nostra tempistica e alla fine non c'era una via d'uscita”. Cadillac sottolinea che il concetto di base e lo sviluppo creativo erano già definiti prima degli incontri con Bay, che veniva considerato solo come potenziale regista.
La squadra si dice sorpresa dalla causa e fiduciosa nella risoluzione: “Siamo certi che la questione verrà risolta in modo appropriato. Tuttavia, ammiriamo ancora la genialità creativa di Michael Bay e saremmo lieti di avere l'opportunità di collaborare con lui in futuro”. Dan Towriss, ha aggiunto in un’altra dichiarazione riportata: “Abbiamo molto rispetto per Michael. Penso che sia deludente che abbia scelto di fare questo".

Descrizione dello spot al Super Bowl
Lo spot, intitolato “The Mission Begins” e trasmesso durante il quarto quarto del Super Bowl, ha presentato in modo spettacolare la nuova vettura Cadillac F1 per il 2026, con livrea asimmetrica e accompagnata dal celebre discorso di John F. Kennedy del 1962 sul programma lunare americano. L’elemento narrativo simboleggia l’ambizione “lunare” del team, paragonando l’ingresso in F1 a una sfida epica di innovazione e conquista, in linea con lo spirito americano degli anni ’60.
Emerge una disputa classica su origini delle idee creative e accordi pre-produzione, con versioni opposte: Bay parla di furto intenzionale dopo entusiasmo iniziale, mentre Cadillac insiste su incompatibilità di tempistiche e concetti già sviluppati internamente. Entrambe le parti lasciano però aperta la porta a una composizione amichevole.
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Crediti foto: Merkur.de, Cadillac F1 Team, Getty Images, AP Photo/AJ Mast