Cadillac F1
La livrea della Cadillac per i test privati di Barcellona

A poche ore dallo svelamento della livrea con cui la Cadillac gareggerà in F1, il team americano dovrà difendersi in un’aula di tribunale. Il noto regista Michael Bay ha intentato una causa legale da almeno 1,5 milioni di dollari contro Cadillac e il team F1 associato, accusandoli di avergli rubato le idee creative per lo spot pubblicitario che sarà trasmesso tra poche ore durante il Super Bowl, senza pagarlo per il lavoro svolto.

Il regista, noto per blockbuster come “Armageddon”, “Pearl Harbor” e la saga di Transformers, vanta una collaborazione venticinquennale con General Motors, la casa madre di Cadillac. Proprio grazie a questo legame storico, Dan Towriss, proprietario e CEO del neonato team, lo ha contattato personalmente il 28 novembre. Towriss voleva Bay come “il regista più americano possibile” per ideare, produrre e dirigere lo spot del Super Bowl che avrebbe presentato il team F1 al pubblico mondiale. La scadenza era strettissima: l’approvazione NFL era fissata per il 2 febbraio, quindi si trattava di un lavoro in regime di emergenza assoluta.

Bay ha accettato subito, mettendo in pausa progetti con Apple, Amazon, Universal e Paramount per buttarsi a capofitto sul commerciale. Secondo la denuncia depositata a Los Angeles, si era raggiunto un accordo verbale chiaro: avrebbe ricevuto il suo cachet abituale da regista e produttore, per un totale intorno ai 1,5 milioni di dollari, più la copertura dei costi di produzione (stimati in circa 2 milioni) e post-produzione (1 milione). Il regista e il suo team hanno lavorato centinaia di ore, inclusi turni notturni massacranti, sviluppando concetti e preparando tutto il materiale necessario.

Cadillac F1
Il regista Michael Bay

Le idee creative fornite e l'accusa di furto

Bay ha proposto diverse visioni che hanno entusiasmato Towriss e il team: tra queste, la sovrapposizione di un celebre discorso di John F. Kennedy (già usato in “Transformers 3” con musica adrenalinica e immagini di razzi NASA; sequenze desertiche ispirate a Armageddon e The Right Stuff, con colori oro intensi, riflessi solari, polvere sollevata e distorsioni di calore; uno stile di montaggio esplosivo tipico dei suoi film. Successivamente, quando sono emersi i materiali promozionali ufficiali del team Cadillac F1 – inclusi elementi di cromo oro altamente riflettente e luccicante, Bay ha riconosciuto nei dettagli proprio le sue proposte creative.

Il regista aveva già espresso perplessità sull’agenzia di terze parti coinvolta, confidando a Towriss: “Rubano le mie idee. Cercano di spremermi il cervello e poi le passano a registi più giovani e meno costosi”. Towriss lo aveva rassicurato dicendo che, essendo lui a pagare lo spot, Cadillac e il team F1 avevano il controllo totale: “Beh, sono io a pagare questo spot del Super Bowl, quindi Cadillac e io siamo al comando”. Bay ha comunque proseguito: ha ingaggiato personale, ha persino recuperato l’unica monoposto F1 disponibile negli Stati Uniti (quella usata nel film “F1”) e l’ha fatta trasportare sul set nel deserto del Mojave a partire dall’11 dicembre.

Cadillac F1
Una delle idee "rubate" da Bay dalla Cadillac.

La rottura improvvisa e il messaggio di Towriss

Il 6 dicembre un produttore esterno ha informato Bay che l’agenzia aveva deciso di cambiare rotta e affidare il progetto a un altro regista. Il regista è stato escluso di colpo, senza alcun compenso nonostante il lavoro già svolto. Towriss gli ha poi scritto un messaggio in cui esprimeva insoddisfazione per come era andata a finire: “Non sono affatto contento di come è finita questa storia”, e prometteva di coinvolgerlo in futuro in un progetto diretto, senza agenzie di mezzo.

Pochi giorni prima del Super Bowl, Bay ha depositato una causa di 19 pagine per violazione di contratto (incluso quello verbale e implicito) e frode. Nella denuncia descrive l’intera vicenda come un classico “bait and switch”: secondo lui, Towriss e Cadillac avrebbero pianificato fin dall’inizio di sfruttarlo per ottenere idee “alla Michael Bay” a costo zero, per poi scaricarlo e riutilizzare il materiale senza riconoscerne il valore. Il regista chiede almeno 1,5 milioni di dollari di danni compensativi, più danni punitivi.

Lo spot fa parte di un lancio molto costoso e ambizioso per il team Cadillac F1 (con un budget complessivo stimato oltre i 15 milioni tra produzione e trasmissione). La vicenda mette in luce un problema ricorrente nel mondo della pubblicità: clienti e agenzie che raccolgono gratuitamente concetti creativi da professionisti di alto livello, per poi cambiare direzione lasciando i creatori a mani vuote. Al momento non risultano risposte ufficiali da parte di Towriss, Cadillac o GM alla denuncia.


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Crediti foto: Cadillac F1, Getty.

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