F1: 5 (+1) curiosità che devi sapere del GP di Cina
In attesa del Gran Premio di Shanghai racconteremo le cose che nessuno sa dell’evento cinese

Il Shanghai International Circuit, la cui costruzione è iniziata nel 2003, ospita questo fine settimana il GP di Cina, la seconda tappa del Campionato Mondiale di F1. George Russell arriva come leader della classifica piloti e la Mercedes comanda quella dei costruttori dopo la doppietta ottenuta nel GP d’Australia che ha inaugurato il mondiale.
La gara prevede anche lo spettacolo aggiuntivo della sprint race in programma sabato, che assegnerà punti extra ai primi 8 classificati. In vista di questo appuntamento asiatico, ecco alcuni aspetti interessanti e dati rilevanti.

Quasi due decenni di storia
Il Gran Premio di Cina celebra quest’anno la sua 19° edizione in F1, raggiungendo così la Malesia al 22° posto tra i Gran Premi più disputati nella storia del campionato. Il tracciato di Shanghai è stato realizzato a partire dal 2003 in una zona paludosa del distretto di Jiading: in soli 18 mesi e con un investimento di circa 450 milioni di dollari l’impianto è stato completato.
La gara ha debuttato nel calendario il 26 settembre 2004 come 16° prova di quella stagione. Il circuito misura 5,451 km e conta 16 curve, 9 a destra e 7 a sinistra. Dal suo ingresso nel Mondiale ha saltato soltanto tre edizioni, quelle dal 2020 al 2023 a causa della pandemia di COVID-19. Nel 2026 ospiterà la 25° gara sprint della storia della F1 e la terza sul suolo cinese.

La qualifica, elemento decisivo
Partire dalla pole position sul circuito di Shanghai rappresenta un vantaggio enorme: in 11 delle 18 edizioni disputate finora il vincitore ha conquistato la gara partendo proprio dalla prima casella della griglia. L’ultimo pilota capace di imporsi senza aver ottenuto la pole è stato Lewis Hamilton nel 2019, mentre il successo arrivato dalla posizione di partenza più arretrata appartiene a Daniel Ricciardo, che nel 2018 ha vinto partendo 6°. Complessivamente la percentuale di vittorie dalla pole è del 61,1%. Tra i circuiti che hanno ospitato almeno 15 Gran Premi nella storia della F1, solo Singapore (68,7%), Abu Dhabi (70,6%) e Barcellona (71,4%) presentano una percentuale superiore di trionfi partiti dalla pole position.

Russell, sinonimo di continuità
George Russell si presenta in Cina come l’uomo da battere dopo la vittoria in Australia. Il pilota britannico ha disputato finora 153 Gran Premi nella sua carriera in F1, tutti consecutivamente senza alcuna interruzione. La sua regolarità è impressionante: ha tagliato il traguardo nelle ultime 35 gare disputate, stabilendo la striscia attiva più lunga del momento e la 4° più estesa di sempre nella storia della categoria, superando la sequenza di 34 gare consecutive di Daniel Ricciardo tra il 2020 e il 2021. Inoltre Russell è diventato il primo pilota Mercedes a guidare la classifica generale del Mondiale dopo cinque anni: l’ultimo portacolori della squadra di Brackley a occupare la vetta era stato Lewis Hamilton nel 2021.

Norris alla caccia del Top-20 storico
Lando Norris, campione del mondo in carica, ha conquistato finora 44 podi nella sua carriera in F1. Se domenica in Cina riuscirà a terminare tra i primi tre, il pilota della McLaren raggiungerà quota 45 podi eguagliando Carlos Reutemann, entrando così nel ristretto gruppo dei primi 20 piloti con più podi di sempre nella storia del Mondiale. Nella griglia attuale del 2026 sono già quattro i piloti presenti in questa speciale classifica: Lewis Hamilton con 202 podi, Fernando Alonso con 106, Valtteri Bottas con 67 e Charles Leclerc con 50.

Hamilton, il dominatore assoluto
Il nome più legato al Gran Premio di Cina è senza dubbio quello di Lewis Hamilton. Il ferrarista detiene il record assoluto di vittorie sul tracciato di Shanghai con 6 successi, domina anche nelle pole position (6), nei giri veloci (4) e nei podi totali (9). Hamilton guida inoltre le statistiche dei giri in testa (306) e dei punti conquistati (221) su questo circuito. L’unico primato che gli sfugge è quello del giro più veloce in gara, ancora di proprietà di Michael Schumacher che nel 2004 fermò i cronometri sul tempo di 1:32.238.

Menzione d’onore
Nel GP di Cina, nel 2006, Michael Schumacher ottenne l’ultima delle sue 91 vittorie in F1. Da allora salì sul podio solo un’altra volta prima del ritiro nel 2012, e fu nel Gran Premio d’Europa di quell’anno, dove ottenne un 3° posto sul circuito cittadino di Valencia, con la Mercedes.
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