F1, il problema delle Sprint Race non è il numero
Carlos Sainz, al secondo anno in Williams, ha rilasciato delle interessanti opinioni sul futuro delle mini-gare nella massima categoria

La F1 sta valutando seriamente di raddoppiare il numero di gare sprint, passando dalle attuali 6 a 12 a stagione a partire dal 2027, con l’idea rilasciata da Flavio Briatore a Sky, di aumentarle a tutto il calendario. Questa proposta è spinta dalla FOM (Formula One Management) e supportata dal Presidente e CEO Stefano Domenicali, con l'obiettivo di garantire azione e competizione sportiva durante tutti e tre i giorni del weekend di gara.
Tuttavia, non tutti nel paddock sono entusiasti di una semplice duplicazione: tra le voci critiche (ma aperte al dialogo) c'è quella del pilota spagnolo della Williams, nonché uno dei direttori della Grand Prix Drivers’ Association (GPDA), Carlos Sainz, che durante i test pre-stagionali in Bahrain ha espresso la sua posizione.

La posizione di Sainz: apertura condizionata
Sainz non si oppone in linea di principio all'aumento del numero di sprint, ma sottolinea che il formato attuale richiede ancora miglioramenti significativi e che serve un adattamento del weekend per gestire il maggiore carico di lavoro.
“Sono aperto”, dichiara lo spagnolo aggiungendo: “Credo che il formato sprint debba ancora essere perfezionato e migliorato, perché a volte rivela troppo di ciò che accadrà la domenica. Se riusciamo a migliorare questo aspetto e a rendere la sprint un po' diversa da ciò che vediamo la domenica, sarei aperto ad avere più sprint race”.
Uno dei problemi principali individuati dal madrileno è che la gara sprint spesso anticipa troppo l'andamento del Gran Premio, riducendo il fattore sorpresa e l'incertezza della gara principale della domenica.
Serve quindi rendere la sprint un evento più distinto, non una semplice "mini-corsa" che duplica le dinamiche della domenica.

La questione del carico di lavoro e degli impegni extra-pista
Sainz evidenzia anche l'impatto umano e logistico di un aumento così rilevante: “Purtroppo significherebbe parecchio più carico di lavoro per il pilota, con una qualifica sprint e un venerdì più intenso, un sabato molto più occupato”.
Il madrileno aggiunge anche l’aspetto fisico e psicologico di un numero elevato di sprint race: “Senza offendere nessuno, ma non potete immaginare la quantità di sponsor che hanno ora le squadre di F1, la quantità di interviste e di impegni di marketing che abbiamo”.
Aggiunge poi dei cambiamenti necessari per rendere il week end di gara meno intasato: “Penso che la FOM e la F1 debbano adattare un po' il formato del weekend, con la quantità di media e di impegni PR che abbiamo, per darci anche del tempo per preparare queste gare. Sono aperto a produrre più tempo in pista, più spettacolo, perfezionando le cose fuori pista. Perché un calendario di 24 gare con, immaginiamo, 24 sprint, sarebbe molto esigente per tutti nel paddock”.

Proposta di ampliamento a 12 sprint
La proposta è ancora in fase di studio e farebbe parte di un redesign più ampio del formato a partire dal 2027. L'idea è di avere sprint nella metà dei weekend, per massimizzare l'azione sportiva anche il venerdì e il sabato. Tuttavia, Sainz insiste: l'aumento di quantità deve essere accompagnato da miglioramenti qualitativi del formato e da una riorganizzazione del weekend per evitare un sovraccarico insostenibile per piloti, team e staff.
In una Formula 1 sempre più globale, commerciale ed esigente, il vero equilibrio da trovare è tra spettacolo e sostenibilità umana. Il messaggio di Sainz è netto: sì a più azione e innovazione, ma solo se accompagnate da un vero adattamento delle condizioni di lavoro e del formato del weekend. Senza questi aggiustamenti, un ulteriore aumento delle “garette” rischierebbe di diventare controproducente.
Crediti foto: Getty Images, H. Zwei/Presse Sports, XPB