La lungimirante Ferrari ora alza la voce e gonfia il petto
Il Cavallino si impone sulle procedure di partenza: Fred Vasseur difende il vantaggio tecnico della SF-26 contro possibili modifiche penalizzanti

È finito il tempo: è passata quella stagione in cui la Ferrari si presentava debole ai tavoli organizzativi della Formula 1. No, questa è un’altra Scuderia. Forse non riesce ancora a vincere, anche se sembrerebbe essere vicina, ma è un team che non abbassa la testa e fa valere le proprie ragioni.
Ferrari non intende rinunciare al diritto acquisito dal lavoro
Il discorso verte sulle partenze. Maranello ha sviluppato un sistema di lancio molto più efficace rispetto a quello della concorrenza, come abbiamo spiegato in diversi focus: leggi qui. Il tutto dipende da una turbina più piccola, che ottimizza la gestione di un momento particolare della gara. Gli altri team hanno lavorato in maniera differente e, a ogni partenza osservata nelle prime tre gare - comprendendo ovviamente anche la Sprint del Gran Premio di Cina - la SF-26 è sempre scattata meglio della concorrenza. E pure molto nettamente.

Proprio per questo motivo la Federazione Internazionale era già intervenuta introducendo una procedura specifica che poteva, in qualche modo, penalizzare le virtù sviluppate da Maranello in fase progettuale. Adesso è in discussione l’ennesima modifica, che potrebbe ulteriormente penalizzare il Cavallino Rampante, che stavolta non ci sta.
Ferrari, Vasseur alza la voce
Fred Vasseur, a margine del Gran Premio di Shanghai, ha rivelato che il problema era emerso già un anno fa, quando i vertici della Rossa si erano recati presso i rappresentanti federali per spiegare che le nuove power unit avrebbero potuto determinare una sperequazione nei livelli di efficienza al via, generando anche potenziali situazioni di rischio.
All’epoca, però, la FIA e gli altri team non hanno voluto ascoltare le rimostranze della Ferrari e si è quindi andati avanti con un regolamento che non normava nello specifico questa fattispecie. Ora Ferrari non ne vuole sapere: alza la voce, mostra i muscoli e sta tenendo il punto presso gli organi federali, che vorrebbero introdurre una nuova modifica.

Ferrari ha invertito la tendenza
Questo elemento fa ben sperare perché, sotto la guida di Fred Vasseur, anche se il team non è ancora giunto ai vertici della categoria, si è comunque notata una netta inversione di tendenza nella gestione dei rapporti in Formula 1. Non più una scuderia che accetta passivamente soluzioni che possono penalizzarla, ma una realtà che va al contrattacco, mantiene le proprie posizioni e si oppone ai potentati di turno, come ad esempio Mercedes, che fornisce ben otto vetture in griglia.
Questo aspetto è da accogliere con favore perché anche sulle vittorie politiche, piccole o grandi che siano, si costruiscono gli equilibri del futuro. Va quindi riconosciuto il merito alla Ferrari che, sul piano politico, ha cambiato orientamento e può ora raccogliere i frutti di questa nuova impostazione.