McLaren MCL40
La McLaren MCL40 con Lando Norris nella specifica dei test di Barcellona

Nella giornata di ieri (leggi il recap del day 3), il duro lavoro svolto in fabbrica nell’ultimo periodo ha preso vita: la McLaren MCL40 è scesa per la prima volta in pista, in occasione dei test di Barcellona a porte chiuse. Il 2026 segna un nuovo inizio per la F1 con nuovi regolamenti. E per McLaren, campione del mondo in carica, anche la fine di qualsiasi rendita di posizione.

Seppure la rivoluzione tecnica abbia azzerato tutto, la compagine di Woking è fiduciosa su quello che, a detta loro, considerano il vero punto di forza: le persone. Questo è quello che ha dichiarato Rob Marshall, Chief Designer dei papaya e uno dei principali artefici del successo McLaren nell’era a effetto suolo. È dalle persone che riparte il progetto per il nuovo corso. Non dalla superiorità tecnica del passato, ma dalla continuità del metodo.

Attraverso il sito web McLaren, Andrea Stella, Rob Marshall e Mark Temple hanno presentato la MCL40, chiamata a difendere i titolo conquistati nel 2025.

Il team principal della McLaren Andrea Stella

Gli uomini di Woking presentano la McLaren MCL40

Per Andrea Stella, si tratta di un’esperienza nuova. Il team principal italiano ha descritto con entusiasmo il lavoro svolto nella progettazione di una vettura che ha subito così tanti cambiamenti rispetto all’ultima generazione di monoposto. “Quello che abbiamo fatto nella progettazione, nella realizzazione e nella costruzione della nuova macchina, per quanto ne so, non ha precedenti. È stato probabilmente il più grande progetto a cui io abbia preso parte”, ha dichiarato l’italiano.

Improvvisamente, ti rendi conto che tutto viene influenzato, fino all’ultimo dado e bullone”, ha ammesso Rob Marshall. “Per esempio, il ciclo di utilizzo di un cuscinetto nascosto all’interno del cambio, non è più lo stesso. Quindi, oltre a cambiare il cuscinetto, bisogna intervenire sul sistema di lubrificazione, e a quel punto inizi a chiederti se debbano cambiare anche i lubrificanti”.

Mark Temple loda le caratteristiche della nuova F1: “Più libertà nel regolare l’assetto”

Il direttore tecnico reparto performance ha aggiunto che con questo nuovo regolamento, probabilmente ci sarà più finestra di funzionamento in quanto non essendo più vetture estremamente sensibili alle altezze, gli ingegneri avranno più libertà nel cercare l’assetto ideale.

Diciamo che ci troviamo più o meno a metà strada tra le auto pre-2022 e le auto a effetto suolo che abbiamo avuto di recente”, ha spiegato l’ingegnere britannico ricordando ovviamente che si tratta solamente di una descrizione generale delle nuove autovetture. “Non si ha la stessa estrema sensibilità all’altezza da terra, il che offre un po' più di libertà nel regolare l’assetto e la maneggevolezza dell’auto senza semplicemente renderla più lenta”.

L’efficienza resta ancora la cosa più importante dal punto di vista aerodinamico, ma ora diventa significativa la quantità di deportanza che si ha in modalità curva rispetto alla resistenza che si ha in modalità rettilineo”. Gli ingegneri dovranno trovare il miglior compromesso possibile tra queste due fasi della guida, valutando quanto carico privilegiare nelle curve e quanto “pulita” rendere l’auto sui tratti veloci.

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La McLaren MCL40 con Lando Norris a bordo

McLaren MCL40 - Prima capire, poi sviluppare

McLaren non ha pianificato un massiccio programma di aggiornamenti immediato. Prima vuole capire se i dati simulati coincidono con la realtà. Capire dove la macchina funziona. Capire dove no. La compagine di Woking, almeno inizialmente, rinvierà lo sviluppo, dandosi la possibilità di svolgere i propri compiti in uno scenario reale e, perché no, prendere ispirazione dagli altri.

Siamo ancora all’inizio del ciclo regolamentare”, spiega Temple. “Serve tempo per ridurre l’incertezza. Dobbiamo individuare le eventuali lacune, essere certi delle incognite note e poi reinserirle nel nostro processo di sviluppo futuro”.

Anche Marshall è sulla stessa linea: “Quello che vedrete a inizio stagione sarà molto simile alla versione iniziale. Prima dobbiamo comprendere la piattaforma”. La priorità, dunque, è costruire una base solida. Solo dopo arriverà lo sviluppo aggressivo.

Per concludere, nel bel mezzo di una nuova era tecnica, McLaren si aggrappa a un’unica certezza: il proprio capitale umano. Le regole sono cambiate, ma restano le competenze, l’esperienza e la cultura del lavoro. È da lì che nasce la MCL40. Non si tratta di un erede diretta delle vetture vincenti, ma come prodotto di un metodo consolidato.


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