Ferrari: la FIA mette il bastone tra le ruote nella corsa iridata?
Dopo i due problemi avuti da Max Verstappen con l'ala reverse della RB22 Place de la Concorde valuta il giro di vite. Ferrari penalizzata?

L'ala reverse della Red Bull RB22 non è stata un grande successo, diciamolo con franchezza e senza ipocrisie. Nelle ultime tre apparizioni, infatti, il sistema ha manifestato per ben due volte problemi di chiusura che hanno provocato altrettante uscite di pista per Max Verstappen.
Il pilota olandese, al termine del Gran Premio di Silverstone, era furioso non solo per il modo in cui si era conclusa la sua gara, ma anche perché l'ala posteriore, semplicemente, non si era richiusa. Sembra un paradossale gioco di parole, ma è esattamente ciò che è accaduto.
Una situazione che, ripetendosi più di una volta, ha inevitabilmente attirato l'attenzione della FIA. Se un dispositivo mobile non funziona correttamente, è evidente che possa configurarsi una questione di sicurezza, soprattutto se il problema dovesse ripresentarsi con una certa frequenza.

La FIA vuole capire se esiste un problema di sicurezza
Ma chi è che, invece, dispone dell'ala reverse, ribattezzata "Macarena", più efficace? La risposta è la Ferrari, che è stata la vera apripista nello sviluppo di questa soluzione tecnica.
Secondo The-Race, i vertici tecnici della scuderia di Maranello e di quella di Milton Keynes verranno convocati dai rappresentanti federali per discutere del funzionamento di questo tipo di ala e valutare se sia necessario intervenire per limitarne l'utilizzo.
Al momento non si parla di un ban né di un divieto imminente. Il tema, però, riguarda la sicurezza e, quando entra in gioco questo aspetto, la FIA dispone di margini d'intervento molto più ampi rispetto alle normali questioni regolamentari.
In linea teorica potrebbe anche decidere, come estrema soluzione, di vietare un dispositivo che oggi rappresenta uno dei punti di forza della SF-26. Sulla Ferrari il sistema funziona in maniera estremamente efficace, mentre la versione realizzata dal reparto tecnico guidato da Pierre Waché in Red Bull non ha dato gli stessi risultati.

Ferrari osserva con attenzione: il precedente del DAS invita alla prudenza
È ancora troppo presto per lanciare allarmi o immaginare scenari già definiti. Il dato concreto, però, è uno solo: a Place de la Concorde hanno iniziato a valutare le effettive implicazioni sul piano della sicurezza generate da questa particolare ala mobile, inizialmente approvata senza particolari riserve.
Non sarebbe uno scandalo se, al termine delle valutazioni, arrivasse un divieto oppure una rimodulazione del meccanismo. Naturalmente la FIA, in quel caso, dovrebbe motivare in maniera molto chiara una decisione del genere, anche perché finirebbe inevitabilmente per ridurre uno dei vantaggi tecnici della Rossa.
Si può anche ipotizzare che, per la stagione in corso, la situazione venga tollerata e che un eventuale giro di vite venga rinviato al 2027, seguendo una logica già vista in passato con soluzioni borderline come il sistema DAS della Mercedes.
Per ora non ci sono scossoni né decisioni imminenti. Tuttavia, qualche piccolo campanello d'allarme ha iniziato a suonare anche a Maranello, che rischia di vedersi sottrarre un vantaggio tecnico proprio nel momento in cui la lotta iridata sembra essere entrata nel vivo. Le ultime prestazioni della SF-26, infatti, hanno mostrato una monoposto estremamente competitiva, capace di recitare un ruolo da protagonista anche nella corsa al titolo mondiale.
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