Ferrari SF-26 Bahrain
Lewis Hamilton in azione durante in test del Bahrain

All’alba del nuovo regolamento tecnico della Formula 1, la Ferrari si è trovata davanti a una discontinuità progettuale netta. Non un semplice aggiornamento evolutivo, ma un cambio di paradigma che ha imposto di rivedere architettura aerodinamica, strumenti di simulazione e filosofia di sviluppo. Il nuovo quadro normativo modifica proporzioni, concetti di generazione del carico e interazione tra le vetture, costringendo i team a ripartire da basi concettuali completamente diverse.

Ferrari - Diego Tondi spiega il lavoro svolto per il nuovo contesto tecnico

A spiegare la portata tecnica della trasformazione è stato il capo aerodinamico Diego Tondi, che ha delineato in modo chiaro le criticità e le opportunità del nuovo scenario regolamentare:

“Sono abbastanza sicuro che i tifosi noteranno un cambiamento nelle dimensioni della vettura. La monoposto apparirà più compatta, con un passo più corto e una larghezza ridotta. Anche gli pneumatici saranno più stretti, così come le ali, anteriori e posteriori, che saranno piuttosto diverse. L’aerodinamica attiva è, come sapete, una delle novità del nuovo regolamento”. 

"Il pilota percepirà una velocità di punta più elevata e un livello di carico aerodinamico molto diverso tra la modalità da curva e quella da rettilineo. In modalità rettilineo, l’ala anteriore e quella posteriore ruoteranno. Perderemo molto carico aerodinamico e ridurremo sensibilmente la resistenza all’avanzamento”. 

Diego Tondi, responsabile comparto aerodinamico Ferrari

“Stiamo passando da un fondo tridimensionale con i celebri canali Venturi a superfici piatte e prescritte. La vettura sarà meno sensibile all’altezza da terra. Queste regole aerodinamiche favoriscono i duelli ravvicinati grazie a un meccanismo che agisce sulla scia generata dalla vettura che precede". 

"Dal punto di vista aerodinamico, dobbiamo reimparare tutto. Stiamo ripartendo da zero, da un foglio bianco. Dobbiamo valutare il nostro livello di correlazione con gli strumenti di simulazione. Dobbiamo capire se la filosofia che abbiamo seguito finora è quella corretta. È una sfida enorme che sono molto entusiasta di affrontare".

La nuova F1 riparte da un foglio bianco

Le parole di Tondi fotografano una trasformazione che parte dalle proporzioni geometriche. Ridurre il passo significa intervenire sull’equilibrio dinamico in frenata e in inserimento, ma anche sulla stabilità alle alte velocità. Una carreggiata più stretta modifica la gestione del flusso esterno e la qualità dell’alimentazione del fondo. Ali più compatte impongono una diversa distribuzione del carico tra asse anteriore e posteriore, con inevitabili conseguenze sul bilanciamento meccanico.

Il capitolo dell’aerodinamica attiva rappresenta però la vera cesura concettuale. La rotazione coordinata delle ali in rettilineo introduce una variabile dinamica nella gestione del compromesso tra downforce e drag. Non si tratta soltanto di generare meno resistenza, ma di garantire stabilità nella fase di transizione tra configurazione da curva e configurazione da rettilineo. Questo implica uno studio accurato delle rigidezze strutturali, dei cinematismi e dell’interazione tra carichi aerodinamici e sospensioni.

Ancora più significativo è l’abbandono del fondo a effetto suolo con canali Venturi tridimensionali. Negli ultimi anni il sottoscocca è stato il principale generatore di carico; tornare a superfici più piatte e regolamentate riduce il potenziale di downforce dal basso e redistribuisce la responsabilità aerodinamica verso le ali e la carrozzeria superiore. La minore sensibilità all’altezza da terra semplifica alcune criticità operative, ma costringe a ridefinire l’intero equilibrio del pacchetto.

Ferrari SF-26 Bahrain
Charles Leclerc nelle fasi finali dei test di Sakhir

Ferrari: l'importanza della correlazione

Il passaggio più delicato, tuttavia, è quello metodologico. Ripartire "da un foglio bianco" significa verificare la solidità degli strumenti CFD e galleria del vento, ricalibrare i modelli di correlazione e validare ogni scelta progettuale in un contesto completamente nuovo. In un’epoca regolata dal budget cap e da limiti stringenti alle ore di sviluppo aerodinamico (meccanismo dell'ATR), la precisione nella correlazione tra simulazione e pista diventa un fattore competitivo decisivo.

La sfida tecnica, dunque, non è soltanto trovare carico aerodinamico, ma comprendere se la filosofia perseguita negli anni precedenti sia ancora coerente con il nuovo quadro normativo. In queste fasi di discontinuità si ridefiniscono le gerarchie. Per la Ferrari, il nuovo regolamento non rappresenta soltanto un cambiamento tecnico, ma un banco di prova sulla capacità del reparto aerodinamico di reinventarsi con rigore metodologico e visione strategica.

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